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Scarica versione stampabile Deliberazione della Giunta Regionale

Bur n. 9 del 01 febbraio 2011


Materia: Sanità e igiene pubblica

Deliberazione della Giunta Regionale n. 3445 del 30 dicembre 2010

Piani di azione aziendali in attuazione del Progetto Obiettivo Prevenzione, Diagnosi e Cura del Diabete Mellito. Deliberazione della Giunta Regionale n. 3485 del 17 novembre 2009.

(La parte di testo racchiusa fra parentesi quadre, che si riporta per completezza di informazione, non compare nel Bur cartaceo, ndr) [

Note per la trasparenza:

Con il presente atto si dà avvio alla fase operativa del "Progetto diabete", predisposto secondo quanto previsto dalla Legge Regionale n. 36 del 24 novembre 2004 e dalla DGR n. 3284/2004, mediante l'approvazione dei Piani predisposti dalle Aziende, conformemente agli indirizzi regionali in materia.

L'Assessore, Luca Coletto, riferisce quanto segue.

Con il Progetto Obiettivo Prevenzione, Diagnosi e Cura del Diabete Mellito è stata definita l'organizzazione dell'assistenza diabetologia.

In ragione dell'alto grado di possibilità di prevenzione, la lotta al diabete si deve basare sia sulla promozione della salute sia sulla cura della malattia, in entrambi i casi con dimostrata riduzione della morbilità, mortalità e contenimento della spesa. Stimolare e sostenere la ricerca scientifica del settore è parte integrante della lotta al diabete.

Gli obiettivi di queste strategie vanno perseguiti dagli operatori della Medicina Convenzionata e Ospedaliera con strumenti e programmi comuni, concordati, coordinati e scientificamente aggiornati nel quadro generale di governo della malattia, con lo sviluppo e l'attuazione di strumenti per la gestione integrata della persona a rischio di/o affetta da diabete.

Il progetto obiettivo prevede che i punti di forza della lotta al diabete siano:

  • il monitoraggio epidemiologico continuo del diabete e delle condizioni ad esso correlate (l'obesità e le complicanze diabetiche specifiche e non specifiche),
  • l'attuazione di un'efficace prevenzione primaria a tutte le età, anche attraverso l'attività di screening per la diagnosi delle alterazioni pre-diabetiche del metabolismo glucidico,
  • l'attuazione di un'efficace prevenzione secondaria (diagnosi precoce),
  • l'attuazione di un'efficace prevenzione terziaria (prevenzione delle complicanze croniche),
  • l'attuazione di forme efficaci ed innovative di assistenza coordinate in rete informatica.

Per quanto riguarda in particolare l'età evolutiva un efficace modello di lotta al diabete dovrà tenere conto delle seguenti necessità:

  • la riconduzione delle proposte programmatiche, della prevenzione e della gestione clinica dei vari tipi di diabete nell'ambito dell'area pediatrica;
  • l'attuazione di una politica sanitaria basata sul mantenimento della salute, mediante una formazione scolastica al corretto stile di vita per la prevenzione primaria dell'obesità;
  • l'attivazione di una diversa organizzazione assistenziale per la prevenzione e la cura del diabete in età evolutiva, basata su una rete assistenziale costituita da tre livelli tra di loro strettamente collegati.

Il progetto è distinto in tre aree:

  • assistenza alla persona con diabete nell'età adulta,
  • assistenza alla persona con diabete nell'età evolutiva,
  • prevenzione del diabete nella popolazione generale e nei soggetti a maggior rischio.

Obiettivi generali per le prime due aree sono:

·         assicurare a tutte le persone adulte a tutti i bambini/adolescenti con diabete che vivono nella Regione Veneto una diagnosi tempestiva ed appropriata ed una cura ottimale del diabete al fine di minimizzare il rischio di sviluppare complicanze acute e croniche e, se queste si dovessero presentare, cure efficaci nel farle regredire, rallentare o arrestare. Tutto ciò al fine di permettere la migliore qualità di vita possibile, auspicabilmente pari a quella della persona senza diabete.

Obiettivi generali della terza area sono:

  • migliorare lo stile di vita nella popolazione generale al fine di ridurre il rischio di diabete,
  • prevenire lo sviluppo di diabete di tipo 2 nei soggetti a maggior rischio.

Obiettivo di tutti gli operatori coinvolti in questo progetto è anche quello di riuscire a coinvolgere la comunità intesa come capacità di prendersi cura delle persone e delle loro famiglie in modo complesso, intersettoriale e strettamente connesso alla realtà territoriale, senza limitarsi agli aspetti strettamente medici e farmacologici. Un impegno trasversale che deve coinvolgere la Regione, il SSSR e le altre istituzioni locali, ma anche la scuola, le agenzie culturali ed il mondo del lavoro a testimonianza di un rinnovato impegno sociale e di civiltà di tutto il Paese.

A livello regionale sono coinvolte in modo significativamente costruttivo e collaborativo associazioni rappresentative dei diversi soggetti coinvolti nella tematica, sezioni regionali di società scientifiche e operative territoriali nella convinzione che, trattandosi anche di problema "culturale", l'educazione a diversi stili di vita può essere di non poco giovamento.

Il Progetto prevede che i Direttori Generali delle Aziende Sanitarie presentino alla Regione un piano di azioni riguardante la prevenzione del diabete nella popolazione generale e nei soggetti a maggior rischio ed un piano di organizzazione dell'assistenza per la diagnosi e cura del diabete mellito nel proprio territorio, corredandolo della descrizione delle risorse economiche, umane e strumentali ad esso destinate. Tali piani saranno esaminati dalla Regione, entro due anni le Aziende dovranno operare a pieno regime ed entro tre anni dovranno fornire relazioni sugli indicatori individuati.

Alla data odierna risulta che tutte le Aziende hanno presentato alla Regione il piano d'azione relativo al progetto de quo.

Gli uffici regionali hanno provveduto a completare l'istruttoria tecnica dei documenti pervenuti, riscontrandone l'adesione agli indirizzi regionali, soprattutto per quanto di seguito richiamato.

Per le caratteristiche epidemiologiche, cliniche e gestionali, nonché per l'impatto in termini di costi, il diabete, esempio paradigmatico di malattia cronica, richiede la messa a punto di prototipi di "clinical governance", che tengano in considerazione la condivisione delle informazioni, il ruolo di ogni attore coinvolto, la capacità di gestione da parte dell'organizzazione complessiva, e impone la ricerca di percorsi organizzativi che diminuiscano il più possibile l'incidenza di eventi acuti o complicanze invalidanti. È oggi riconosciuto che un sistema di approccio multidisciplinare e multiprofessionale, che agisca da collettore tra la medicina primaria ed i livelli specialistici secondari, con il coinvolgimento (empowerment) del paziente, possa essere in grado di ottenere i migliori risultati.

Dovranno, inoltre, essere considerati i seguenti obiettivi generali:

  • migliorare la conoscenza circa la prevenzione, la cura e il trattamento del diabete attraverso l'informazione, la formazione, l'educazione, prevenire o ritardare l'insorgenza della malattia diabetica ed identificare precocemente le persone a rischio o con diabete;
  • ridurre le complicanze e la morte prematura nelle persone con diabete di tipo1 e di tipo 2;
  • rendere omogenea l'assistenza, prestando particolare attenzione a quelle in condizioni di fragilità e vulnerabilità socio sanitaria;
  • migliorare la qualità di vita e della cura per le persone con diabete in età evolutiva; omogeneizzare ed implementare le attività di rilevazione epidemiologica finalizzate alla programmazione dell'assistenza;
  • migliorare la capacità nell'erogare e monitorare i servizi, attraverso l'individuazione di strategie che aumentino la razionalizzazione dell'offerta e che utilizzino metodologie di lavoro basate soprattutto sull'appropriatezza delle prestazioni erogate.

Il relatore conclude la propria relazione e propone all'approvazione della Giunta Regionale il seguente provvedimento.

LA GIUNTA REGIONALE

  • Udito il relatore incaricato dell'istruzione dell'argomento in questione ai sensi dell'art. 33, 2° comma, dello Statuto, il quale dà atto che la Struttura competente ha attestato l'avvenuta regolare istruttoria della pratica, anche in ordine alla compatibilità con la legislazione regionale e statale.
  • Visti i piani di azioni presentati in termini dalle aziende.]

delibera

1.      di approvare i piani di azione relativi al "Progetto Obiettivo Prevenzione, Diagnosi e Cura del Diabete Mellito", proposti da tutte le aziende sanitarie ed ospedaliere, pervenuti in Regione entro la data del 30 settembre 2010;

2.      di prendere atto che l'istruttoria è stata effettuata, per contenere i tempi del procedimento, direttamente dagli uffici regionali senza l'apporto, in questa fase, della Commissione diabetologia regionale;

3.      di prevedere, rispettivamente, per l'Azienda Ulss n.20 di Verona e l'Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona, l'Azienda Ulss n.16 di Padova e l'Azienda Ospedaliera Universitaria di Padova, un unico progetto integrato capace di coordinare le diverse attività al proprio interno;

4.      di rinviare ogni determinazione in merito al Progetto a valenza regionale per la prevenzione diagnosi e cura del diabete in età pediatrica ad una successiva valutazione e sulla base dei nuovi indirizzi regionali in corso di definizione;

5.      di precisare che l'approvazione dei piani aziendali non costituisce autorizzazione alla modifica della dotazione organica o all'attivazione di nuovi servizi, nonché all'individuazione di modelli organizzativi che possano incidere sui costi aziendali non finanziati, in attuazione del presente atto;

6.      di stabilire che i piani di azione siano valutati in termini di effetti prodotti, da ciascuna azienda, sulla base degli indicatori definiti nel P. O. Diabete e che tale riscontro possa determinare diverse modalità di assegnazione delle risorse economiche per gli esercizi successivi;

7.      di subordinare l'esecutività del presente atto all'adozione di un decreto del dirigente regionale della struttura competente di assegnazione, previo riparto dei fondi disponibili, alle Aziende delle previste risorse finanziarie.


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