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Scarica versione stampabile Deliberazione della Giunta Regionale

Bur n. 31 del 13 aprile 2010


Materia: Sanità e igiene pubblica

Deliberazione della Giunta Regionale n. 851 del 15 marzo 2010

Innalzamento del limite d'età per l'arruolamento di nuovi donatori di cellule staminali emopoietiche midollari e periferiche a fini di trapianto.

(La parte di testo racchiusa fra parentesi quadre, che si riporta per completezza di informazione, non compare nel Bur cartaceo, ndr) [L'Assessore alle Politiche Sanitarie, Ing. Sandro Sandri, riferisce quanto segue.

Nel 1989 è stato avviato, anche in Italia, sulla spinta di diverse Società scientifiche interessate alla materia, un Programma denominato "Donazione di Midollo Osseo" al fine di reperire cittadini italiani disponibili ad offrire in maniera anonima, volontaria e non retribuita il proprio sangue midollare a favore di pazienti affetti da gravi malattie del sangue. La motivazione del progetto nasce da alcune consolidate acquisizioni di base:

  • il trapianto allogenico di midollo osseo (TMO) rappresenta un trattamento terapeutico efficace;
  • solamente il 30% dei malati ematologici, eleggibili al TMO, trova all'interno della propria famiglia il donatore compatibile;
  • i risultati clinici ottenuti nei trapianti da donatore non consanguineo (MUD - marrow unrelated donor) sono, complessivamente, sovrapponibili a quelli del donatore famigliare.

I risultati soddisfacenti ottenuti ricorrendo a donatori non consanguinei, hanno portato, nonostante l'estrema difficoltà nel reperire soggetti con caratteristiche genetiche simili, al fiorire in tutto il mondo di Registri nazionali di potenziali donatori di midollo osseo. Tali organizzazioni costituiscono delle vere e proprie banche dati che, collegate tra di loro in una rete internazionale, rendono accessibile ad un singolo paziente un pool di donatori estremamente ampio e quindi offrono la concreta possibilità di reperire un donatore compatibile.

Il Programma nazionale "Donazione di Midollo Osseo" ha previsto, con la Legge n. 52 del 6 marzo 2001, l'istituzione di un Registro nazionale (IBMDR) con sede a Genova, presso il Laboratorio di Istocompatibilità dell'E.O. "Ospedali Galliera". Quest'ultimo, riconosciuto quale unica struttura di interesse nazionale, allo scopo di procurare a pazienti italiani ed esteri cellule staminali emopoietiche midollari e periferiche prelevate da donatori volontari e/o da sangue cordonale e di favorirne gli scambi a livello internazionale:

  • coordina le attività dei Registri istituiti a livello regionale e corrisponde agli analoghi organismi istituiti in altri Paesi;
  • promuove la ricerca di donatori non consanguinei garantendo la tenuta del Registro nazionale dei donatori.

L'Accordo Stato Regioni del 5 ottobre 2006, provvedimento n. 2637, prevede l'attribuzione all'IBMDR della funzione di "sportello unico" per:

  • il coordinamento e la gestione della richiesta di cellule staminali emopoietiche per finalità di trapianto sia da donatore non consanguineo che da cordone ombelicale;
  • la regolazione degli scambi tra i diversi soggetti coinvolti nelle procedure.

Il donatore, al momento dell'iscrizione, così come definito dal Registro nazionale, deve avere un'età preferibilmente compresa tra i 18 e i 35 anni. Allorché il candidato donatore soddisfi tutte le regole del reclutamento viene caratterizzato (tipizzato) per gli antigeni HLA; i suoi dati genetici vengono registrati su un archivio informatico e trasferiti, attraverso il Registro regionale, al Registro nazionale. Il donatore rimane iscritto al Registro nazionale, fatta salva la sua volontà, fino al compimento del 55° anno di età. Al 31.12.2008, risultano iscritti al Registro nazionale 328.523 donatori: di questi 48.936 sono donatori della Regione del Veneto.

Già con il 3° Piano Sangue e Plasma Regionale (PSPR), la Regione del Veneto, per affrontare le problematiche della terapia delle patologie ematologiche che prevedono un intervento trapiantologico, ha avviato un progetto obiettivo per la donazione e la tipizzazione dei donatori di midollo osseo non consanguinei. La Regione del Veneto considera referenti per la propaganda e il reclutamento dei donatori di midollo osseo le Associazioni del volontariato (ADMO e ADMOR) che favoriscono la donazione del midollo e del sangue. Inoltre, è stato affidato al Servizio Trasfusionale dell'AOUI di Verona il compito di funzionare quale laboratorio di riferimento regionale per i compiti attribuiti dall'IBMDR.

Con il 4° Piano Sangue e Plasma Regionale, la Regione del Veneto ha promosso la ripresa e il miglioramento dell'attività di tipizzazione HLA per la disponibilità di donatori di midollo osseo, azione già avviata con il 3° PSPR, e migliorabile con la revisione del Registro veneto. Il riferimento regionale è il Registro Interregionale, al quale aderiscono la Regione del Veneto e le Province Autonome di Trento e Bolzano, con sede presso il Servizio Trasfusionale dell'AOUI di Verona. I Centri donatori che fanno capo al Registro Regionale sono collocati nei Dipartimenti trasfusionali di Verona, Padova, Treviso, Vicenza, Venezia e Belluno. Tali Centri possono trovare, al loro interno, così come delineato nel 4° Piano Sangue e Plasma Regionale, maggior economicità operativa anche attraverso opportune fasi di aggregazione e integrazione dell'attività specialistica, soprattutto nell'ottica dei costi necessari per implementare e mantenere la certificazione e l'accreditamento. Il miglioramento del Registro veneto è ottenibile attraverso l'estensione della tipizzazione HLA, secondo le indicazioni dell'IBMDR e gli standard internazionali. Ulteriori azioni devono essere: il riequilibrio degli iscritti per le varie realtà, anche per favorire l'arricchimento della variabilità genetica; il consolidamento della biologia molecolare nei laboratori; l'estensione della VEQ e, infine, la spinta all'accreditamento EFI delle strutture impegnate.

Emersa l'esigenza di dare un ulteriore impulso all'arruolamento di nuovi donatori anche attraverso un ampliamento dei limiti di età, il Coordinamento Regionale per le Attività Trasfusionali (CRAT) ha richiesto, con nota n. 1222 del 21 dicembre 2009 (agli atti), un parere in merito al Responsabile del Registro Interregionale Veneto-Trentino Alto Adige dell'IBMDR, tenuto conto di evidenze scientifiche e statistiche, nonché di valutazioni in merito intercorse con il Registro nazionale IBMDR e con altri Registri regionali.

Con nota n. SIT-VR-09/167 del 21 dicembre 2009 (agli atti), il Responsabile del Registro Interregionale Veneto-Trentino Alto Adige dell'IBMDR ha ritenuto che l'aumento dell'età massima da 35 a 37 anni (38 anni non ancora compiuti) sia da considerarsi un buon compromesso tra l'esigenza di aumentare il numero dei nuovi donatori attraverso la ridefinizione del limite d'età, la necessità di utilizzare con la migliore efficacia le risorse impiegate per tale finalità, l'elevato indice di donatori iscritti nel Veneto e, non ultimo, la preferenza rappresentata dai Centri Trapianto per donatori di età la più giovane possibile.

In merito si sono recentemente tenuti degli incontri del Registro Interregionale con le Associazioni ADMO e ADMOR in cui si è giunti alla condivisione della posizione sopra espressa. Un innalzamento ulteriore, comunque non oltre i 40 anni, attuato in alcune Regioni a basso indice di donatori iscritti non appare applicabile al Veneto che ha un indice di donatori iscritti, rapportato alla popolazione, doppio rispetto all'indice nazionale.

Il Relatore conclude la propria relazione e sottopone all'approvazione della Giunta regionale il seguente provvedimento.

LA GIUNTA REGIONALE

UDITO il Relatore, incaricato dell'istruzione dell'argomento in questione ai sensi dell'art. 33, comma 2 dello Statuto, il quale dà atto che la struttura competente ha attestato l'avvenuta regolare istruttoria della pratica, anche in ordine alla compatibilità con la vigente legislazione statale e regionale;

VISTA la Legge Regionale n. 65 del 15.11.1994;

VISTO il Provvedimento del Consiglio Regionale n. 1050 del 15.12.1994;

VISTA la Legge n. 52 del 6.3.2001;

VISTA la Deliberazione della Giunta Regionale n. 1610 del 21.6.2002;

VISTO il Provvedimento del Consiglio Regionale n. 18 del 25.3.2004;

VISTA la Legge n. 219 del 21.10.2005;

VISTA la Deliberazione della Giunta Regionale n. 2467 del 1.8.2006;

VISTO l'Accordo Stato Regioni n. 2637 del 5.10.2006;

VISTO il Decreto Legislativo n. 191 del 6.11.2007;

VISTA la Deliberazione della Giunta Regionale n. 4166 del 18.12.2007;

VISTO il Decreto Legislativo n. 261 del 20.12.2007;

VISTA la Deliberazione della Giunta Regionale n. 3675 del 25.11.2008;

VISTA la documentazione agli atti;]

delibera

1. di approvare, per le ragioni esposte in premessa, l'innalzamento del limite d'età per l'arruolamento di nuovi donatori di cellule staminali emopoietiche midollari e periferiche a fini di trapianto da 35 anni a 37 anni (38 anni non ancora compiuti).


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