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Scarica versione stampabile Deliberazione della Giunta Regionale

Bur n. 21 del 09 marzo 2010


Materia: Servizi sociali

Deliberazione della Giunta Regionale n. 215 del 03 febbraio 2010

Approvazione Linee Guida per il servizio di Consultorio Familiare della Regione del Veneto. DGR 3914/08.

(La parte di testo racchiusa fra parentesi quadre, che si riporta per completezza di informazione, non compare nel Bur cartaceo, ndr) [L'Assessore alle Politiche Sociali, Stefano Valdegamberi, di concerto con l'Assessore alle Politiche Sanitarie, ing. Sandro Sandri, riferisce quanto segue.

I Consultori Familiari, istituiti con Legge n. 405 del 29 luglio 1975, soprattutto per tutelare la salute della madre e del bambino, si sono costituiti nella Regione del Veneto fin dall'origine (L.R. n. 28 del 25.03.1977), come servizi ad elevata integrazione socio-sanitaria, con personale sociale e sanitario, organizzato in equipe, con funzione di risposta a problematiche espresse soprattutto nell'area materno-infantile.

Nati per assistere la donna ed il suo nascituro, si attestano negli anni quali servizi sempre più rivolti alla coppia ed alla famiglia nella sua interezza.

L'approvazione della Legge regionale 22/02, ha stabilito le procedure di autorizzazione e accreditamento delle strutture socio-sanitarie e sociali, nella fattispecie quelle relative ai Consultori Familiari pubblici e privati, cioè il percorso per migliorare, con i nuovi requisiti strutturali, tecnologici e organizzativi richiesti, l'efficienza, l'efficacia, la sicurezza, l'accessibilità, l'umanizzazione, l'aggiornamento, in una parola, la qualità dei servizi consultoriali.

La Regione del Veneto, in linea con la programmazione nazionale, con la DGR n. 3242 del 30 novembre 2001 "Programma settoriale relativo all' assistenza territoriale - Art. 13, L.R. 11 del 5/96 (P.S.S.R. 1996-1998)" -Approvazione definitiva-, ha individuato nel Distretto il contesto organizzativo all'interno dell'Azienda ULSS, che ha la funzione di garantire l'assistenza territoriale e tra le "Unità Operative Distrettuali", ha compreso, nell'area omogenea Materno Infantile, Età Evolutiva e Famiglia (infanzia, adolescenza e famiglia), l'unità operativa Consultorio Familiare.

La Dgr n. 3972 del 30 dicembre 2002, inoltre, recependo il DPCM del 29 novembre 2001, ha definito i livelli essenziali di assistenza anche nell'area materno-infantile di pertinenza del consultorio familiare e ne ha disposto l'applicazione regionale.

La Delibera n. 712 del 23 marzo 2001, in ottemperanza alla Legge 476/98, ha individuato 26 Equipes Adozioni Consultori Familiari che dedichino parte del loro orario settimanale di lavoro consultoriale all'adozione nazionale e internazionale.

Il crescente bisogno di aiuto e di sostegno da parte delle coppie, delle famiglie e degli individui, che trova espressione in una molteplicità di circostanze psicologiche, fisiche e sociali, ha portato i professionisti consultoriali a modulare delle risposte diverse e diversificate, richiamando a livello istituzionale la necessità di riconoscere al Consultorio stesso una identità arricchita dall'acquisizione di nuove competenze.

L'Atto di indirizzo e di organizzazione dei Consultori Familiari è stato approvato con DGR n. 392 dell'11 febbraio 2005, con l'obiettivo di dare indicazioni precise e puntuali sull'identità del Consultorio familiare e sulle relative finalità, funzioni, modalità organizzative, al fine di garantire un adeguamento delle risposte, in termini di attività sempre più specialistiche, ai bisogni reali della famiglia.

La DGR 1855 del 13 giugno 2006 ha determinato la costituzione di un gruppo di lavoro per la produzione di Linee Guida regionali per il post-adozione e l'avvio di 21 centri/equipes per l'affidamento familiare di cui 16 afferiscono ai Consultori Familiari delle Aziende ULSS Venete.

Con il provvedimento n. 2416 del 8 agosto 2008 la Giunta Regionale ha inteso sostenere e valorizzare lo sviluppo dei servizi per la protezione e la tutela del minore, attraverso la definizione di una struttura organizzativa e programmatoria capace di sostenere ed accompagnare lo sviluppo dei servizi regionali per la protezione, la cura e la tutela dei bambini e dei ragazzi, e di dare indicazioni per un percorso che permetta il recepimento, da parte dei servizi delle Linee Guida regionali in tema di tutela, DGR n. 569 del 11 marzo 2008, delle linee guida regionali per l'affidamento familiare e degli orientamenti nel rapporto tra scuola e servizi territoriali.

La DGR n. 3791 del 2 dicembre 2008, ha approvato le Linee Guida regionali per l'affido, che a tutt'oggi risultano in via di recepimento ed implementazione da parte dei diversi territori.

Risulta ancora in corso la revisione delle Linee Guida regionali su tutto il percorso adottivo, scritte in avvio della nuova organizzazione definita a seguito dell'entrata in vigore della Legge 476/98.

A distanza di qualche anno dall'approvazione dell'Atto di indirizzo regionale, e di altri importanti documenti di programmazione dei servizi, la rilevazione degli aspetti positivi ma anche critici, ha messo in evidenza, da una parte, la spinta ad un processo di specializzazione delle equipes consultoriali in vari ambiti specifici, accompagnata da intensi programmi di formazione regionale e dalla definizione di strumenti operativi di indirizzo e di programmazione, a garanzia di interventi sempre più qualificati e adeguati alle esigenze della popolazione; dall'altra, la tendenza in alcuni casi, a strutturare tali equipes in modo autonomo rispetto alle attività consultoriali, provocando in un certo qual modo, uno scollamento tra le competenze consultoriali previste dalla normativa sia nazionale che regionale.

La Giunta Regionale ha approvato con Delibera n. 3914 del 9 dicembre 2008, la costituzione di un gruppo di lavoro tecnico multidisciplinare ed interistituzionale, per la definizione delle Linee Guida per i Consultori Familiari, quale strumento, che moduli in un sistema fluido ed integrato, gli indirizzi operativi ed organizzativi già definiti in vari ambiti specifici, in termini di specializzazione, adozioni, affido, protezione e cura dell'infanzia e dell'adolescenza, conflittualità della coppia-separazioni-divorzi, mediazione familiare, spazio neutro, spazi adolescenti/giovani, sostegno alla neogenitorialità e genitorialità, adolescenza.

Il decreto del Dirigente della Direzione Regionale dei Servizi Sociali n. 43 del 16 febbraio 2009 ha approvato la nomina dei componenti del gruppo di lavoro tecnico, il quale ha elaborato un documento intitolato "Linee Guida per il servizio di Consultorio Familiare nella Regione del Veneto", il quale risponde al bisogno di puntualizzare le specifiche competenze consultoriali nell'ambito dell'area distrettuale più ampia materno-infantile, adolescenza e famiglia, così come volute dalle Leggi regionali, ed alla necessità di individuare un quadro di riferimento, in grado di garantire su tutto il territorio regionale alti livelli di qualità dei servizi consultoriali, che risultino sempre più in linea con l'evoluzione dei bisogni della comunità e che funzionino come servizi relazionali, ponendo al centro del processo la relazione.

ll relatore propone, pertanto, l'approvazione delle "Linee Guida per il servizio di Consultorio Familiare nella Regione del Veneto", di cui all'Allegato A, parte integrante del presente atto.

Al fine di diffondere la conoscenza delle Linee Guida fra gli amministratori delle Aziende ULSS ed i professionisti dei Consultori Familiari, e di accogliere tutte le possibili proposte atte a perfezionare le stesse, si intende avviare un programma di incontri territoriali di informazione/formazione/confronto, nell'ambito più ampio del percorso formativoregionale integrato sui servizi relazionali, già affidato con DGR 3914/08 all'Osservatorio Regionale Nuove Generazioni e Famiglia dell'Azienda ULSS n. 3 di Bassano (VI), il quale curerà la stampa e la relativa distribuzione del documento finale.

Si rimanda a successivi provvedimenti del Dirigente Regionale dei Servizi Sociali l'approvazione di ogni atto conseguente per l'applicazione delle Linee Guida.

Il relatore conclude la propria relazione e propone all'approvazione della Giunta Regionale il seguente provvedimento.

LA GIUNTA REGIONALE

Udito il Relatore, incaricato dell'istruzione dell'argomento in questione, ai sensi dell'art. 33, comma II dello Statuto, il quale dà atto che la struttura competente ha attestato l'avvenuta regolare istruttoria della pratica, anche in ordine alla compatibilità con la vigente legislazione statale e regionale;

  • vista la Legge 29 luglio 1975, n. 405;
  • vista la Legge 28 agosto 1997, n. 285;
  • visto il D.P.R. 24 luglio 1997, n. 616;
  • visto il D. Min. San. 24 Aprile 2000 (Piano Sanitario Nazionale 1998-2000);
  • vista la Legge 8 novembre 2000, n. 328;
  • visto il Piano Sanitario Nazionale 2006-2008;
  • vista la Legge 27 dicembre 2006, n. 296;
  • vista l'intesa della Conferenza Unificata del 20 settembre 2007;
  • visto il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 28 settembre 2007;
  • vista la Legge 31 dicembre 1998, n. 476 ;
  • vista la Legge Regionale 25 marzo 1977, n. 28;
  • vista la Legge Regionale 29 novembre 2001, n. 39;
  • vista la Legge Regionale 13 aprile 2001, n. 11;
  • vista la Legge Regionale 16 agosto 2002, n. 22;
  • vista la Legge Regionale 12 gennaio, n. 2;
  • vista la DGR23 marzo 2001, n. 712;
  • vista la DGR 30 novembre 2001, n. 3242;
  • vista la DGR 31 dicembre 2002, n. 3972;
  • vista la DGR 11 febbraio 2005, n. 392;
  • vista la DGR11 febbraio 2005, n. 389;
  • vista la DGR 11 febbraio 2005, n. 387;
  • vista la DGR 12 luglio 2005, n. 1792;
  • vista la DGR 17 febbraio 2006, n. 39;
  • vista la DGR13 giugno 2006, n. 1855;
  • vista la DGR 19 dicembre 2006, n. 4135;
  • vista la DGR27 novembre 2007, n. 3825;
  • vista la DGR 28 dicembre 2007, n. 4588;
  • vista la DGR 11 marzo 2008, n. 569;
  • vista la DGR8 agosto 2008, n. 2416;
  • vista la DGR 9 dicembre 2008, n. 3914.]

delibera

  1. di ritenere le premesse parti integranti del presente provvedimento;
  2. di approvare le "Linee Guida per il servizio di Consultorio Familiare nella Regione del Veneto" di cui all'Allegato A, parte integrante del presente provvedimento.


(seguono allegati)

215_AllegatoA_222113.pdf

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