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Scarica versione stampabile Deliberazione della Giunta Regionale

Bur n. 2 del 05 gennaio 2010


Materia: Consulenze e incarichi professionali

Deliberazione della Giunta Regionale n. 3821 del 09 dicembre 2009

Progetto sperimentale per la definizione di un modello integrato per la gestione delle cure primarie, attraverso l'apporto delle cooperative sociali. Dgr 1575/2009.

(La parte di testo racchiusa fra parentesi quadre, che si riporta per completezza di informazione, non compare nel Bur cartaceo, ndr) [Il Presidente On. Dott. Giancarlo Galan, riferisce quanto segue.

CONTESTO

D.G.R. n. 1575/2009: "Attuazione del modello regionale di riferimento per le cure primarie: I fase 2009. DD.G.R. n. 4395 del 30/12/2005, n. 2667 del 07/08/2006 e n. 3220 del 25/10/2005".

È in corso un processo di sviluppo delle Cure Primarie che coinvolge tutte le componenti del SSR: i vari contributi professionali delle Aziende e dei Medici convenzionati sono confluiti nel Progetto Cure Primarie; tale documento consente alle Aziende sanitarie stesse di sviluppare strategie comuni per garantire e migliorare i livelli essenziali di assistenza in ambito territoriale, intraprendendo un piano organico di riorganizzazione.

Sostanzialmente due sono gli elementi essenziali del nuovo corso: la Programmazione/Governo con il Piano attuativo locale per le Cure primarie e la individuazione ed organizzazione della Rete Territoriale, che poggia sui seguenti elementi strutturali: Distretti (50) con un bacino medio di 100mila abitanti, Assistenza sanitaria di base in rete, gruppo, associazione e singoli, e UTAP (33), Assistenza domiciliare, Ospedali di Comunità (9), Strutture residenziali extraospedaliere (283) e Hospice (16). In tale contesto operativo ogni cittadino deve poter trovare una risposta sanitaria appropriata, nell'arco delle ventiquattro ore.

MODELLO REGIONALE DI RIFERIMENTO PER LE CURE PRIMARIE

Il processo di crescita delle Cure primarie è iniziato con l'Accordo regionale del 2001, che ha previsto il passaggio da un sistema fondato sulle prestazioni ad un altro costruito su progetti (Patti aziendali). Il successivo Accordo regionale del 2005 ha definito nuovi standard erogativi ed organizzativi (UTAP). Oggi, con il Progetto Cure Primarie 2009, introduce la fase della programmazione dell'Assistenza Primaria, completando il percorso di sviluppo.

Da quanto sopra è possibile definire il seguente modello di riferimento.

  • Obiettivi di sistema: gestione integrata del paziente e continuità delle Cure; le pre intese costituiscono il riferimento per definire gli obiettivi prioritari delle Aziende UU.LL.SS.SS..
  • Piani attuativi locali per le Cure primarie finalizzati a pianificare lo sviluppo, in ambito aziendale, delle Cure primarie.
  • Patti aziendali per negoziare gli obiettivi prioritari di salute e le relative modalità operative.
  • Modelli organizzativi: UTAP integrata/aggregata, Medicina di gruppo integrata (in fase sperimentale), Medicina di gruppo, in rete, in associazione e medico singolo, finalizzati a definire la rete assistenziale/informativa territoriale.
  • Risorse: ACN (quota fissa e variabile), Accordo regionale (quota per funzione e/o risultato), riallocazione di risorse, fornitura di beni e servizi, incentivi per l'appropriatezza.
  • Indicatori misurabili di qualità clinica ed organizzativa, di accessibilità, di accoglienza e di appropriatezza economica.
  • Tempi: tre anni per l'attuazione complessiva del Progetto; il rapporto con i Medici convenzionati viene, invece, definito di anno in anno.
  • Formazione attraverso il Coordinamento Regionale per la Medicina Convenzionata di Assistenza Primaria.
  • Governo attraverso una Commissione tecnica regionale comprensiva di una rappresentanza di Medici Convenzionati ed una analoga a livello aziendale presiedute, rispettivamente, dal Segretario Regionale Sanità e Sociale e dal Direttore generale dell'Azienda interessata.

Lo strumento principale per la realizzazione della Rete assistenziale territoriale è costituito dalle Forme associative della Medicina convenzionata.

FORME ASSOCIATIVE

Lo sviluppo nel Veneto delle forme associative per la Medicina di Assistenza Primaria è riconducibile, fondamentalmente, a due atti di programmazione: l'Accordo Regionale per la Medicina Generale e la Pediatria di Libera Scelta del 28 agosto 1997 e l'Accordo Regionale per la Medicina Convenzionata del 31 dicembre 2001.

L'Accordo Regionale per la Medicina Generale e la Pediatria di Libera Scelta del 1997 prevedeva la costituzione di team di medici. Lo scopo di tale assetto organizzativo era quello di riunire i medici partecipanti in gruppi (generalmente con un numero di componenti variabile da 4 a 12) senza che vi fosse una condivisione di spazi ambulatoriali o di lavoro istituzionale. Era una sorta di rete territoriale di singoli professionisti che continuavano a lavorare individualmente con la consapevolezza di far parte di un gruppo. Non si trattava cioè di un legame strutturale ma funzionale.

Con l'Accordo Regionale per la Medicina Convenzionata del 2001 sono state definite, sulla scorta delle esperienze avviate con i Team, le seguenti forme associative: medicina in associazione, medicina in rete e medicina di gruppo e forme associative miste.

Attualmente, la consistenza delle forme associative è la seguente:

  • MAP: 1.044 in gruppo, 284 in rete; 1.542 in associazione, 672 a rapporto individuale.
  • PLS: 307 in associazione e 88 in Gruppo.
  • UTAP: 32.

UTAP (Unità Territoriali di Assistenza Primaria)

Le UTAP attivate nella Regione sono 32, con una presenza articolata nelle varie Aziende: 2 Aziende annoverano tre esperienze attive, 9 Aziende hanno due esperienze ciascuna e le rimanenti 8 hanno una sola struttura a regime. Le strutture sono quasi esclusivamente formate da MAP e solo 4 esperienze annoverano il coinvolgimento di uno o due PLS. Gli utenti complessivamente coinvolti sono circa 315.000 e i minori assistiti da PLS sono circa 5.400. La media degli assistiti per singola struttura è di circa 9.850 utenti, con un range che va da 4.500 assistiti a oltre 20.000, il che sta a rappresentare un'aggregazione media di una certa rilevanza.

CRITICITÀ

Gli elementi di criticità del modello Veneto delle forme associative (UTAP) per le cure primarie possono riguardare i seguenti ambiti:

  • gestione dei rapporti fra medici associati e personale di studio ed infermieristico;
  • gestione degli studi medici:
  • sedi associative, studi professionali, poliambulatori;
  • beni strumentali;
  • servizi informativi, formativi, organizzativi e gestionali;
  • servizi informatici, telematici, di raccolta dati e telemedicina;
  • servizi di verifica e revisione di qualità;
  • ogni altro bene o servizio, ritenuto appropriato a perseguire gli obiettivi assistenziali previsti dalla programmazione nazionale e regionale, individuato nell'ambito degli Accordi regionali;
  • gestione dei rapporti relativi allo sviluppo dell'integrazione fra sociale e sanitario.

QUADRO NORMATIVO DI RIFERIMENTO

Distretti socio sanitari

DGR n. 3242 del 30 novembre 2001 "Programma settoriale relativo all'assistenza territoriale."

Medicina convenzionata

  • ACN reso esecutivo in data 29 luglio 2009, mediante intesa nella Conferenza Stato - Regioni, per la disciplina dei rapporti con i medici di medicina generale.
  • ACN reso esecutivo in data 29 luglio 2009, mediante intesa nella Conferenza Stato - Regioni, per la disciplina dei rapporti con i medici specialisti ambulatoriali interni e altre professionalità sanitarie.
  • ACN reso esecutivo in data 29 luglio 2009, mediante intesa nella Conferenza Stato - Regioni, per la disciplina dei rapporti con i medici pediatri di libera scelta.
  • Accordi regionali recepiti con:
    • D.G.R. n. 4395 del 30/12/2005, per i Medici di Medicina Generale (MMG),
    • D.G.R. n. 2667 del 07/08/2006, per i Medici Specialisti Pediatri di Libera Scelta (PLS),
    • D.G.R. n. 3220 del 25/10/2005, per i Medici Specialisti Ambulatoriali Interni (SAI) e altre professionalità sanitarie.

UTAP

  • D.G.R. n. 4395 del 30/12/2005, con la quale, tra l'altro sono definite le linee guida per la sperimentazione di forme organizzative più complesse (équipes territoriali e UTAP);
  • D.G.R. n. 18 CR del 27/02/2007, "Assegnazione alle Aziende Sanitarie del Veneto delle risorse finanziarie per l'esercizio 2007 ai fini dell'erogazione dei livelli essenziali di assistenza", alla lettera h) "il finanziamento delle UTAP è ricompreso nel totale di livello 2 - territorio - e, comunque, a tale attività andrà riservata una quota almeno pari al 2,5 per mille delle risorse complessive assegnate alla singola Azienda sanitaria";
  • D.G.R. n. 2686 del 07/08/2006, con la quale sono stati assegnati gli obiettivi ai Direttori Generali, tra cui l'istituzione di almeno due UTAP per Azienda sanitaria, da conseguire entro il biennio 2006/2007.

Cooperative sociali

Legge 8 novembre 1991, n. 381 "Disciplina delle cooperative sociali" (Pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 3 dicembre 1991, n. 283).

Art. 1 Definizione.

- 1. Le cooperative sociali hanno lo scopo di perseguire l'interesse generale della comunità alla promozione umana e all'integrazione sociale dei cittadini attraverso:

a) la gestione di servizi socio-sanitari ed educativi;

b) lo svolgimento di attività diverse - agricole, industriali, commerciali o di servizi - finalizzate all'inserimento lavorativo di persone svantaggiate.

Legge regionale 3 novembre 2006, n. 23 (BUR n. 96/2006) "Norme per la promozione e lo sviluppo della cooperazione sociale"

Capo I - Disposizioni generali.

Art. 1 - finalità.

1.       La Regione del Veneto riconosce il rilevante valore e la finalità pubblica della cooperazione sociale nel perseguimento della promozione umana e dell'integrazione sociale dei cittadini nell'interesse generale della comunità.

2.       In particolare, la presente legge:

a) rafforza ed incentiva la promozione, il sostegno e lo sviluppo delle cooperative sociali e dei consorzi disciplinati dalla legge 8 novembre 1991, n. 381 "Disciplina delle cooperative sociali" e successive modificazioni;

b) disciplina l'Albo regionale delle cooperative sociali;

c) prevede le forme di partecipazione della cooperazione sociale alla programmazione, organizzazione e gestione del sistema integrato di interventi e servizi alla persona, disciplinando le modalità di raccordo delle attività delle cooperative sociali con quelle delle pubbliche amministrazioni aventi contenuto sociale, socio-assistenziale, socio-educativo, socio-sanitario e sanitario, nonché con le attività di formazione professionale, di sviluppo dell'occupazione e delle politiche attive del lavoro, con particolare riferimento all'inserimento lavorativo delle persone svantaggiate e delle altre persone deboli di cui all'articolo 3;

d) individua i criteri e le modalità di affidamento, di convenzionamento e di conferimento dei servizi alle cooperative sociali;

e) definisce le misure di promozione, sostegno, qualificazione e sviluppo della cooperazione sociale.

Art. 2 - Definizione di cooperative sociali.

1.       Le cooperative sociali in possesso dei requisiti di cui al decreto legislativo 24 marzo 2006, n. 155 "Disciplina dell'impresa sociale, a norma della legge 13 giugno 2005, n. 118" sono imprese sociali; esse operano senza fine di lucro, con lo scopo di perseguire, nell'ambito delle finalità previste dall'articolo 1, l'interesse generale della comunità, la promozione umana e l'integrazione sociale delle persone attraverso:

a) la gestione di servizi socio-sanitari ed educativi anche con riferimento agli ambiti di cui all'articolo 1, comma 2, lettera c);

b) la gestione di attività finalizzate all'inserimento lavorativo delle persone svantaggiate e delle altre persone deboli, nei settori agricoli, industriali, commerciali o di servizi.

2.       Sono considerati servizi di cui alla lettera a) del comma 1 anche le attività svolte dalle strutture che nell'ambito di programmi individuali riabilitativi, educativi e formativi, temporalmente definiti e concertati con i servizi sociali pubblici, organizzano attività lavorative finalizzate al recupero sociale delle persone svantaggiate e deboli; la gestione di tali servizi consiste nella organizzazione complessiva e coordinata dei diversi fattori materiali, immateriali e umani che concorrono alla prestazione di un servizio, con esclusione delle mere forniture di manodopera.

3.       Le disposizioni della presente legge si applicano in quanto compatibili ai consorzi costituiti come società cooperative di cui all'articolo 8 della legge n. 381/1991.

PROPOSTA

Le Cooperative Sociali possono contribuire all'organizzazione dell'attività della rete assistenziale delle Cure primarie e dell'UTAP e fornire prestazioni rientranti nella gestione di servizi socio-sanitari, conformemente alla disciplina di ferimento.

Preso atto della proposta di collaborazione formulata dalla Confcooperative Federsolidarietà Veneto, durante la riunione del 15 luglio 2009, presso gli Uffici regionali a Venezia, si propone di affidare all'Azienda sanitaria n. 15 l'incarico di realizzare il progetto sperimentale, descritto nel documento di cui all'"Allegato A" che costituisce parte integrante ed essenziale del presente atto, per la definizione di un Modello integrato per la gestione della rete assistenziale delle Cure primarie, mediante l'apporto delle Cooperative sociali, coinvolgendo nella fase di progettazione ed in quella di realizzazione la Confcooperative Federsolidarietà Veneto e in accordo con le OOSS della MG.

Per la realizzazione di tale progetto, che avrà durata annuale, si propone di assegnare un contributo di euro 50.000,00.= (cinquantamila/00), per la copertura dei costi di gestione della sperimentazione, trattandosi di modelli organizzativi ed erogativi che potrebbero costituire oggetto di indirizzo regionale.

Il progetto sarà sottoposto a monitoraggio attraverso un gruppo tecnico coordinato dalla Direzione regionale Piani e Programmi Socio Sanitari che provvederà,. inoltre, ad elaborare, nel frattempo, linee di indirizzo per definire, sulla base dell'esperienza in oggetto, il ruolo delle Cooperative sociali nel sistema delle Cure primarie.

Il relatore conclude la propria relazione e propone all'approvazione della Giunta Regionale il seguente provvedimento.

LA GIUNTA REGIONALE

  • Udito il relatore, il quale dà atto che la Struttura competente ha attestato l'avvenuta regolare istruttoria della pratica, anche in ordine alla compatibilità con la legislazione regionale e statale.

Visti:

  • AACCNN resi esecutivi in data 29 luglio 2009, mediante intesa nella Conferenza Stato - Regioni, per la disciplina dei rapporti con i medici di medicina generale, con i medici specialisti ambulatoriali interni e altre professionalità sanitarie e con i medici pediatri di libera scelta.
  • Accordi regionali recepiti con:
    • D.G.R. n. 4395 del 30/12/2005, per i Medici di Medicina Generale (MMG),
    • D.G.R. n. 2667 del 07/08/2006, per i Medici Specialisti Pediatri di Libera Scelta (PLS),
    • D.G.R. n. 3220 del 25/10/2005, per i Medici Specialisti Ambulatoriali Interni (SAI) e altre professionalità sanitarie
  • Vista la L.R. n. 39 del 29/11/2001, art. 42, 1° comma;]

delibera

  1. di ritenere le premesse parte integrante ed essenziale del presente atto;
  2. di affidare all'Azienda sanitaria n. 15 l'incarico di realizzare il progetto sperimentale, descritto nel documento di cui all'"Allegato A" che costituisce parte integrante ed essenziale del presente atto, per la definizione di un Modello integrato per la gestione della rete assistenziale delle Cure primarie, mediante l'apporto delle Cooperative sociali, coinvolgendo nella fase di progettazione ed in quella di realizzazione la Confcooperative Federsolidarietà Veneto, e in accordo con le OOSS della MG. A tale scopo, si assegna un contributo di primo impianto di euro 50.000,00 = (cinquantamila/00);
  3. di impegnare la somma di € 50.000,00.= (cinquantamila/00) sul capitolo 060047 del bilancio regionale dell'esercizio corrente;
  4. di erogare alla Azienda n. 15 la somma di euro 50.000,00.= (cinquantamila/00) come segue:
    • 50% pari a € 25.000,00.= (venticinquemila/00) all'esecutività del presente atto;
    • 50% pari a € 25.000,00.= (venticinquemila/00) previa rendicontazione, dopo un anno dall'avvio delle attività;
  5. di disporre che il progetto, di durata annuale, venga sottoposto a monitoraggio attraverso un gruppo tecnico coordinato dalla Direzione regionale Piani e Programmi Socio Sanitari che provvederà, inoltre, ad elaborare, nel frattempo, linee di indirizzo per definire, sulla base dell'esperienza in oggetto, il ruolo delle Cooperative sociali nel sistema delle Cure primarie;
  6. di riservare alla Regione la possibilità di esaminare ulteriori richieste di ampliamento del presente Progetto in altre realtà aziendali.


(seguono allegati)

3821_AllegatoA_220775.pdf

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