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Scarica versione stampabile Deliberazione della Giunta Regionale

Bur n. 51 del 23 giugno 2009


Materia: Sanità e igiene pubblica

Deliberazione della Giunta Regionale n. 1707 del 09 giugno 2009

Protocollo per la prevenzione delle patologie da elevate temperature nella popolazione anziana della Regione Veneto - estate 2009.

(La parte di testo racchiusa fra parentesi quadre, che si riporta per completezza di informazione, non compare nel Bur cartaceo, ndr) [L'Assessore alle Politiche Sanitarie, Ing. Sandro Sandri, di concerto con l'Assessore alle Politiche Sociali, Stefano Valdegamberi e con l'Assessore alla Protezione Civile, Elena Donazzan, riferisce quanto segue.

Com'è noto, negli ultimi anni si sono verificate situazioni di emergenza in campo sanitario di varia natura e si è posta l'esigenza di dare risposta a questi eventi e alle relative conseguenze che possono manifestare anche caratteristiche di particolare complessità, sia per la natura e le dimensioni che i suddetti fenomeni possono assumere, sia perché le iniziative da adottare richiedono inevitabilmente il coinvolgimento di una pluralità di strutture, regionali e non, con competenze diverse. In questo contesto, la Giunta regionale, con DGRV n. 1313 del 05/05/2009, ha approvato l'istituzione e l'organizzazione di un coordinamento per la gestione delle emergenze sanitarie di sistema con la finalità di dare una risposta efficace e tempestiva a siffatti eventi e ai relativi effetti, attraverso il coinvolgimento coordinato delle strutture, regionali e non, che sono titolari di competenze in materia.

La realizzazione di queste condizioni può essere garantita efficacemente solo accentrando l'attività di programmazione degli interventi di tipo medico, socio-assistenziale e veterinario da porre in essere in caso di emergenza, qualunque ne sia la causa e centralizzando la gestione dei medesimi per tutta la sua durata. Per tali motivazioni, la citata DGR ha costituito il Comitato Regionale per le Emergenze Sanitarie di Sistema (C.R.E.S.S.) quale organismo di coordinamento in campo sanitario per la gestione delle emergenze di sistema formato da esperti in possesso delle competenze necessarie a fronteggiare le situazioni di emergenza e in modo da garantire la gestione coordinata e centralizzata di tali eventi critici, in particolare rafforzando i rapporti di collaborazione tra strutture regionali afferenti l'area sanitaria e il Servizio di Protezione Civile regionale.

Tra le situazioni di emergenza rientrano le ondate di calore e gli effetti sulla salute della popolazione: infatti è riconosciuta, sia a livello internazionale che a livello nazionale e regionale, la criticità dell'effetto delle condizioni climatiche estive estreme sulla mortalità, in particolar modo, della popolazione ultrasettantacinquenne. Negli ultimi decenni e nelle varie zone del mondo, le ondate di calore, un tempo considerate eccezionali, sono divenute più frequenti, anche a causa del progressivo riscaldamento cui va incontro il nostro pianeta. Alla luce di ciò e al fine di prevenire e contenere eventuali danni alla salute, occorre predisporre adeguate linee d'azione.

L'elemento centrale da considerare nell'ambito delle conseguenze sulla salute umana è il cosiddetto effetto "isola di calore urbana". In condizioni di elevata temperatura ed umidità, le persone che vivono nelle città hanno un rischio maggiore di mortalità rispetto a coloro che vivono in ambiente suburbano o rurale. Inoltre, si è osservato e documentato come quest'effetto sia maggiore nelle città in cui il clima è solitamente temperato o fresco.

Il Ministro della Salute, già dall'estate 2003, in seguito all'ondata di calore che ha investito il nostro Paese, ha disposto un'indagine epidemiologica sulla mortalità estiva, affidandola all'Istituto Superiore di Sanità. L'indagine, basata sul confronto della mortalità nei mesi di luglio ed agosto fra il 2002 ed il 2003, ha stimato un eccesso di mortalità negli anziani con più di 75 anni di quasi 8000 persone. Molte regioni, a seguito di ciò, hanno avviato, tra l'altro, attività di pianificazione, di educazione e di comunicazione, oltre alla elaborazione di progetti, raccomandazioni e linee guida locali.

A partire dal 2004, il Dipartimento della Protezione Civile ha attivato il progetto "Sistema Nazionale di Sorveglianza, previsione e di allarme per la prevenzione degli effetti delle ondate di calore sulla salute della popolazione". Si tratta di un programma nazionale che prevede l'attivazione, nelle città italiane, di sistemi di previsione e di allarme per la prevenzione degli effetti del caldo sulla salute (Heat Health Watch Warming Systems, HHWWS) e che individua il Dipartimento di epidemiologia della ASL Roma/E quale Centro di Competenza Nazionale (CCN). Il programma di attività per l'anno 2009 prevede l'attivazione dei Sistemi HHWW dal 15 maggio al 15 settembre 2009, in 27 città italiane, tra cui anche Venezia e Verona.

La Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento della Protezione Civile, con nota del 13/05/2009 prot. n. DPC/PREA/0033394, chiama le Amministrazioni regionali e locali a disporre un sistema di comunicazione con il Centro di Competenza Nazionale per il monitoraggio delle condizioni climatiche e la previsione e prevenzione degli effetti delle ondate di calore. Le modalità operative che possono essere adottate nelle varie aree si articolano in 2 opzioni:

1.       L'amministrazione regionale/locale si avvale del sistema di prevenzione nazionale -

2.       L'amministrazione regionale/locale si avvale di un sistema di allarme sviluppato localmente - (il bollettino nazionale verrà comunque reso disponibile alla lettura).

Com'è noto, la Regione del Veneto si è impegnata, fin dall'anno 2004, a rispondere a tale necessità attraverso l'elaborazione di un "Protocollo Sanitario Operativo" per la prevenzione della mortalità causata da elevate temperature nella popolazione anziana al di sopra dei 75 anni o ultrasessantacinquenne con patologie croniche invalidanti, e con l'attivazione di piani operativi sociali al fine di intervenire prontamente negli stati di rischio e "fragilità". In particolare, nell'anno 2005, la Giunta regionale con DGRV n. 1826 del 12/07/2005 ha approvato ed attuato un protocollo operativo che contempla il coinvolgimento di diversi attori, quali: l'Agenzia Regionale per la Prevenzione e Protezione Ambientale del Veneto - ARPAV, il Sistema Regionale della Prevenzione, i Distretti e i Medici di Medicina Generale, i Servizi Sociali e le Amministrazioni Comunali, i Servizi Ospedalieri e il Sistema dell'Urgenza/Emergenza, il Centro Regionale di Riferimento per il Coordinamento del Sistema Epidemiologico Regionale CRRC-SER e le Aziende sanitarie. Visti i risultati positivi conseguiti con l'applicazione di tale protocollo, la Giunta regionale ha inteso proseguire con l'impegno intrapreso anche per gli anni 2006, 2007 e 2008 migliorando, grazie all'esperienza conseguita, lo stesso protocollo e recependolo rispettivamente con DGRV n.2067 del 27/06/2006, DGRV n. 1605 del 29/05/2007 e DGRV n.1449 del 06/06/2008.

In un'ottica di continuità con quanto sinora realizzato e tenuto conto della validità dimostrata dal protocollo operativo, si propone di adottare il "Protocollo per la prevenzione delle patologie da elevate temperature nella popolazione anziana della Regione Veneto - estate 2009", che si riporta nell'Allegato A quale parte integrante e sostanziale del presente provvedimento - scegliendo l'opzione 2 della richiesta fatta dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento della Protezione Civile, con nota del 13/05/2009 prot. n. DPC/PREA/0033394- e di implementare l'interfaccia operativa del Protocollo medesimo. Ciò in considerazione di possibili periodi di alta temperatura nella prossima estate e della conseguente necessità di promuovere azioni specifiche atte a prevenire le patologie da elevate temperature climatiche soprattutto nella popolazione anziana.

Anche per il corrente anno, si propone di affidare alla sala operativa di protezione civile - COREM - Coordinamento regionale in emergenza, il compito di attivare l'allarme presso le strutture deputate a porre in essere gli interventi di contrasto agli effetti dell'ondata di calore.

Per rendere omogenea e uniforme la comunicazione ai soggetti interessati, considerato che la comunicazione si configura come una dimensione essenziale della partecipazione dei cittadini, si è ritenuto opportuno predisporre un format contenente le "Informazioni standard sull'emergenza caldo per le Aziende UU.LL.SS.SS. da diffondere alla popolazione", che si allega al presente provvedimento (Allegato B) quale parte integrante e sostanziale dello stesso. Il documento sintetizza le indicazioni contenute nel Protocollo Sanitario Operativo 2009, ad uso delle Aziende UU.LL.SS.SS, che potranno essere stampate e diffuse alla popolazione di riferimento.

L'Agenzia Regionale per la Prevenzione e Protezione Ambientale del Veneto-ARPAV provvederà all'emissione di un bollettino sullo stato climatico delle aree geografiche e all'implementazione dell'interfaccia operativa del Protocollo, di cui all'Allegato A, e, in particolare, svilupperà anche per quest'anno, considerato anche il sistema di allerta nazionale HHWW del Dipartimento di Protezione Civile e dei modelli di previsione utilizzati dal Dipartimento medesimo, un sistema che integrerà le previsioni del tempo e il monitoraggio dell'ozono all'indice di disagio fisico e alla previsione della qualità dell'aria, per fornire al Servizio Sanitario Regionale uno strumento di "allarme climatico" in grado di far scattare a cascata i provvedimenti previsti dal citato protocollo. Il Centro Meteorologico di Teolo formulerà, quotidianamente, una previsione sul disagio fisico e sulla qualità dell'aria, con particolare riferimento all'inquinante tipico della stagione estiva (ozono), specifica per la Regione Veneto ed articolata sulle quattro aree sub-regionali individuate nel Protocollo. Il bollettino previsionale sarà emesso quotidianamente, entro le ore 14, per tutta la durata del periodo estivo, cioè dal 1 giugno 2009 al 15 settembre 2009, giorni festivi compresi, e sarà trasmesso dall'ARPAV, a mezzo fax, ai referenti istituzionali ed operativi che risultano individuati nel Protocollo stesso, nonché via e-mailalle strutture sanitarie, sociosanitarie e sociali della Regione Veneto.

Qualora il Bollettino ARPAV indichi una previsione di disagio intenso prolungato, la Sala operativa di protezione civile - COREM - Coordinamento regionale in emergenza, sentito il Dirigente regionale reperibile dell'area sanità (medico), attiva in tempo reale l'avviso di allarme climatico a quei servizi sanitari (Centrali Operative 118, Pronto Soccorsi e Distretti Sanitari) in grado di rispondere attivamente ai bisogni di ordine sanitario della popolazione, nonché alle Direzioni Generali di riferimento. A questo scopo, in sede di prima attuazione della già richiamata DGRV n. 1313 del 05/05/2009, il Segretario Regionale Sanità e Sociale individuerà i dirigenti medici reperibili e ne definirà i turni di reperibilità.

Ai fini dell'attuazione del protocollo operativo, è previsto che le Aziende UU.LL.SS.SS. individuino propri referenti aziendali e relativi sostituti, nonché predispongano elenchi di referenti dei distretti, dei pronto soccorso e delle centrali operative del 118 a cui inviare i bollettini previsionali e le comunicazioni qualora si verificassero situazioni di allerta climatica in modo da assicurare i tempestivi interventi. Tali elenchi sono trasmessi alla Segreteria regionale Sanità e Sociale e approvati con nota circolare del Segretario regionale Sanità e Sociale; eventuali modifiche da apportare agli elenchi dovranno essere comunicate, con richiesta formale del Direttore Generale dell'Azienda, con un anticipo di 48 ore.

In quest'ambito, si inserisce anche l'attività svolta dal CRRC-SER che, a partire dal 2003, ha sviluppato un protocollo per il monitoraggio degli effetti delle condizioni climatiche avverse sulle condizioni di salute della popolazione, con particolare riferimento alla popolazione anziana e si propone che il CRRC-SER continui anche quest'anno il monitoraggio dei decessi nei comuni capoluogo di provincia e nei comuni non capoluogo con più di 25.000 abitanti per il periodo dal 1 giugno al 15 settembre. Questo monitoraggio consente di valutare l'effetto di eventuali condizioni climatiche estreme sulla mortalità generale delle aree metropolitane.Inoltre, per l'anno in corso, sarà attivato un censimento della mortalità imperniato su due banche dati:

a)      correlazioni statistiche tra ondate di calore e numero dei decessi;

b)      censimento dei soggetti a rischio.

Si propone, infine, di assegnare all'Agenzia Regionale per la Prevenzione e Protezione Ambientale del Veneto-ARPAV l'importo di Euro 30.000,00 a titolo di contributo per lo svolgimento delle attività, nonché per l'implementazione dell'interfaccia operativa del Protocollo di cui all'Allegato A.

A conclusione delle attività predette, l'ARPAV produrrà un elaborato relativo alle attività svolte, completo di tutte le rilevazioni effettuate e una relazione sulle risorse utilizzate.

Il relatore conclude la propria relazione e propone all'approvazione della Giunta Regionale il seguente provvedimento.

LA GIUNTA REGIONALE

-          Udito il relatore incaricato dell'istruzione dell'argomento in questione ai sensi dell'art. 33, 2° comma, dello Statuto, il quale dà atto che la Struttura competente ha attestato l'avvenuta regolare istruttoria della pratica, anche in ordine alla compatibilità con la legislazione regionale e statale.

-          Vista la L.R. n. 5/96 P.S.S.R 1996-1998;

-          Vista la L.R. n. 39 del 29 novembre 2001;

-          Vista la DGRV n. 1826 del 12/07/2005;

-          Vista la DGRV n. 2067 del 27/06/2006;

-          Vista la DGRV n. 1605 del 29/05/2007;

-          Vista la DGRV n. 1449 del 06/06/2008;

-          Vista la DGRV n. 1313 del 05/05/2009;

-          Vista la nota della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento della Protezione Civile del 13/05/2009 prot. n. DPC/PREA/0033394,]

delibera

1.       di considerare le premesse parti integranti e sostanizali del presente provvedimento;

2.       di approvare il "Protocollo per la prevenzione delle patologie da elevate temperature climatiche nella popolazione anziana della Regione Veneto - estate 2009", di cui all'Allegato A, che costituisce parte integrante e sostanziale del presente provvedimento;

3.       di approvare il documento "Informazioni standard sull'emergenza caldo per le Aziende UU.LL.SS.SS. da diffondere alla popolazione", di cui all'Allegato B, che costituisce parte integrante e sostanziale del presente provvedimento;

4.       di incaricare il Segretario Regionale Sanità e Sociale della individuazione dei dirigenti medici reperibili e della definizione dei rispettivi turni di reperibilità;

5.       di incaricare il Segretario Regionale Sanità e Sociale della approvazione degli elenchi di referenti aziendali e relativi sostituti, nonché degli elenchi dei referenti di distretto, pronto soccorso e centrali operative del 118;

6.       di assegnare all'Agenzia Regionale per la Prevenzione e Protezione Ambientale del Veneto -ARPAV l'importo di € 30.000,00 [trentamila/00] a titolo di contributo per lo svolgimento delle attività descritte nel Protocollo per la prevenzione delle patologie da elevate temperature nella popolazione anziana della Regione Veneto per l'estate 2009, nonchè per l'implementazione dell'interfaccia operativa del medesimo;

7.       di impegnare l'importo di euro 30.000,00 [trentamila/00] di cui al punto 6. sul Cap. 60009 del bilancio di previsione dell'anno corrente che presenta la necessaria disponibilità;

8.       di liquidare l'importo di euro 30.000,00, di cui al punto 6, all'Agenzia Regionale per la Prevenzione e Protezione Ambientale del Veneto - ARPAV, a conclusione delle attività previste dal Protocollo di cui al punto 2 e previa produzione di un elaborato illustrativo di tutta l'attività svolta, completo di tutte le rilevazioni effettuate e di una relazione sulle risorse utilizzate;

9.       di delegare il Dirigente regionale della Direzione Piani e Programmi Socio Sanitari all'adozione degli atti conseguenti e necessari a dare attuazione al protocollo operativo di cui al precedente punto 2.


(seguono allegati)

1707_AllegatoA_216241.pdf
1707_AllegatoB_216241.pdf

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