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Scarica versione stampabile Deliberazione della Giunta Regionale

Bur n. 77 del 16 settembre 2008


Materia: Sanità e igiene pubblica

Deliberazione della Giunta Regionale n. 2182 del 08 agosto 2008

Azioni regionali per la sicurezza presso i Pronto Soccorso Ospedalieri (art. 106, L.R. 27/02/2008, n. 1). Organizzazione regionale e funzione di coordinamento.

(La parte di testo racchiusa fra parentesi quadre, che si riporta per completezza di informazione, non compare nel Bur cartaceo, ndr) [L' Assessore alle Politiche Sanitarie - Ing. Sandro Sandri - riferisce quanto segue.

L'ospedale e le strutture socio-sanitarie in generale, in quanto rivolte al conseguimento della salute e quindi del benessere psico-fisico, sono i luoghi ove l'igiene e la sicurezza dovrebbero raggiungere i massimi livelli di attuazione, di controlli periodici e di continua ricerca di soluzioni avanzate, idonee, efficaci ed efficienti. Negli ospedali, però, da sempre si presentano aspetti contrapposti che pesano in modo importante sulla capacità di dare una risposta alle problematiche della sicurezza in generale.

A tale proposito, data la complessità e numerosità degli istituti di ricovero e cura presenti sul territorio nazionale, il ministero della salute, tramite l'ISPESL, ha redatto le linee guida per la valutazione del rischio in tali strutture (D.L.vo 626/94: applicazione alle strutture sanitarie). Nelle citate linee guida viene, tra l'altro, proposto il seguente sistema di classificazione delle tipologie dei rischi per la sicurezza:

  1. Rischi (di natura infortunistica) per la sicurezza dovuti a strutture, macchine, impianti pericolosi e sostanze pericolose.
  2. Rischi per la salute dovuti ad agenti chimici ed agenti fisici.
  3. Rischi per la sicurezza e la salute dovuti all'organizzazione del lavoro e a fattori psicologici.

Per quanto attiene ai rischi afferenti all'organizzazione del lavoro, tra questi, nelle citate linee guida vengono riportati:

a)      rischi connessi alla gestione e disciplina degli stupefacenti e delle sostante psicotrope;

b)     rischi derivanti dall'ospedalizzazione dei carcerati;

c)      rischi connessi alla sicurezza pubblica.

Ecco quindi che, oltre alla sicurezza, che nel mondo anglosassone trova il suo corrispettivo nella "safety", esiste anche un altro ampio universo che è quello della "security" intesa come lo studio e l'attuazione delle strategie, delle politiche e dei piani operativi volti a prevenire, fronteggiare e superare eventi, in prevalenza di nature dolosa e/o colposa, che possono colpire le risorse umane, materiali, immateriali ed organizzative di cui l'azienda dispone o di cui necessita per garantirsi un'adeguata capacità operativa nel breve, nel medio e nel lungo termine.

All'interno dell'organizzazione ospedaliera, particolarmente esposti a tale problema della sicurezza sono sicuramente, per loro natura, i Pronto Soccorso Ospedalieri.

Il PSO, essendo la principale "porta d'accesso" all'ospedale ed ai diversi reparti, rappresenta probabilmente, all'interno dell'organizzazione ospedaliera, uno dei punti di maggiore criticità per un insieme di ragioni, afferenti a piani diversi:

  • sul piano tecnico-scientifico e della professionalità richiesta agli operatori, per l'estrema varietà dei quadri clinici da trattare, e per la gravità di molti di essi;
  • sul piano della relazione col paziente (considerata, in senso lato, come relazione tra tutti gli operatori sanitari del PSO, da un lato e, dall'altro, col malato, i suoi familiari ed i suoi accompagnatori), in quanto il recarsi in PSO è spesso un'esperienza vissuta con un grande coinvolgimento emotivo e, talora, con profonda angoscia;
  • sul piano medico-legale, per le implicazioni che possono avere gli accertamenti svolti nel PSO a fini assicurativi, di giustizia civile e penale;
  • sul piano organizzativo, perché il funzionamento del PSO richiede il contributo delle risorse umane e strumentali di tutti i reparti e di tutti i servizi clinico-diagnostici dell'Ospedale e, a sua volta, ne condiziona il funzionamento;
  • sul piano della sicurezza perché, spesso, soggetti "critici" quali tossicodipendenti, homeless e alcolisti, tendono a trasformare il PSO in un luogo in cui soggiornare, o dedicarsi a piccoli traffici impropri quando non del tutto illeciti;

Naturalmente la situazione effettiva può variare anche in misura considerevole tra un PSO ed un altro, ed è sicuramente maggiore la criticità nei PSO dei grandi ospedali di rete. Così pure risulta critica la situazione nei PSO degli ospedali delle grandi città o comunque posti in aree fortemente urbanizzate, specialmente se in prossimità di autostrade o strade di grande traffico, o zone "calde" per la presenza di fenomeni di criminalità, prostituzione o vagabondaggio.

In questa fase, il rischio preminente è rappresentato da eventuali aggressioni a carico del personale sanitario dei PSO. Tali aggressioni provengono:

-          alcune volte da parte dei pazienti, loro parenti e accompagnatori;

-          altre volte invece, vanno poste in relazione con le alterate condizioni psichiche dell'aggressore (etilismo acuto, sindrome d'astinenza, turbe psichiatriche, etc.).

In tale contesto, una possibile iniziativa utile a contrastare tale fenomeno delle aggressioni, è sicuramente rappresentata dalla presenza di agenti di pubblica sicurezza, di carabinieri o di personale appartenente a corpi privati di security all'interno dei locali dei PSO.

Il problema della sicurezza nelle realtà ospedaliere è sicuramente cresciuto negli ultimi tempi. Ha visto una prima presa in carico del problema in modo autonomo da parte delle singole Aziende Sanitarie, ma, per le dimensioni e le peculiarità proprie del fenomeno stesso, deve ora essere necessariamente affrontato in modo organico e programmatico. Risulta quindi utile prevedere nella valutazione dei rischi e nella pianificazione degli interventi di sicurezza, la necessità di "esternalizzare" questo aspetto della sicurezza, al fine di trovare e garantirsi la necessaria professionalità, competenza ed innovazione tecnica, finalizzata al raggiungimento della sicurezza.

Al fine quindi, di consentire la realizzazione delle azioni tese a garantire la sicurezza presso i Pronto Soccorso Ospedalieri, si propone di istituire una Commissione a cui affidare l'analisi della situazione attualmente in essere, nonché la redazione dei criteri in base ai quali erogare alle Azienda Sanitarie che verranno individuate, la somma stanziata al capitolo 101114 del bilancio regionale di previsione 2008, assegnando il termine per il completamento dei lavori nel 30/10/2008. La Commissione sarà composta da un Presidente individuato nel Dirigente Regionale della Direzione per i Servizi Sanitari Dr. Francesco Pietrobon, e da un Direttore Sanitario per ciascuna area provinciale. La specifica individuazione dei Direttori Sanitari componenti la Commissione, sarà effettuata con decreto, dal competente Dirigente Regionale per i Servizi Sanitari.

Il relatore conclude la propria relazione e propone all'approvazione della Giunta Regionale il seguente provvedimento.

LA GIUNTA REGIONALE

  • Udito il relatore, incaricato dell'istruzione dell'argomento in questione ai sensi dell'art. 33, 2° comma, dello Statuto, il quale dà atto che la struttura competente ha attestato l'avvenuta regolare istruttoria della pratica, anche in ordine alla compatibilità con la vigente legislazione statale e regionale;
  • VISTA la L.R. 27/02/2008, n. 1;]

delibera

a)      di considerare le premesse parte integrante e sostanziale del presente provvedimento;

b)      di istituire, per le motivazioni descritte in premessa, la Commissione a cui affidare l'analisi della situazione attualmente in essere, nonché la redazione dei criteri in base ai quali erogare alle Azienda Sanitarie che verranno individuate, la somma stanziata al capitolo 101114 del bilancio regionale di previsione 2008;

c)      di indicare la composizione della Commissione, in un Direttore Sanitario per ciascuna area provinciale, ed un Presidente individuato nel Dirigente Regionale della Direzione per i Servizi Sanitari Dr. Francesco Pietrobon;

d)      di delegare il Dirigente della Direzione per i Servizi Sanitari alla nomina, con successivo decreto, dei componenti della Commissione;

e)      di disporre l'immediato avvio delle attività della citata Commissione all'esecutività del decreto di cui al punto precedente, al fine di consentire l'adempimento di quanto stabilito dall'art. 106 della l.r. 27/02/2008, n. 1;

f)       di stabilire che i lavori della Commissione, rientrano tra gli incarichi d'ufficio attribuiti ai componenti della stessa, e pertanto non dà luogo ad alcun compenso o rimborso di spese eventualmente sostenute;

g)      di incaricare il Dirigente della Direzione Regionale per i Servizi Sanitari, di presiedere la Commissione di cui al precedente punto b), e di presentare entro il 30/10/2008 alla Giunta, per l'approvazione, un documento in cui siano esposti i criteri in base ai quali erogare alle Azienda Sanitarie che verranno individuate, le somme stanziate dall'art. 106 della l.r. 27/02/2008, n. 1.

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