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Materia: Designazioni, elezioni e nomine
Deliberazione della Giunta Regionale n. 3912 del 04 dicembre 2007
Definizione di percorsi assistenziali di Riabilitazione. Istituzione gruppo di lavoro.
(La parte di testo racchiusa fra parentesi quadre, che si riporta per completezza di informazione, non compare nel Bur cartaceo, ndr) [L'Assessore alle Politiche Sanitarie On. Dott.ssa Francesca Martini riferisce quanto segue.
Con la DGR n° 253 del 01/02/2000 la Regione Veneto ha approvato l'Atto di indirizzo e coordinamento per l'organizzazione dei servizi di riabilitazione, ospedalieri, residenziali, distrettuali e domiciliari. Tale documento, attuativo delle Linee Guida del Ministero della Sanità per le attività di riabilitazione (Provvedimento del 07/05/1998), affronta alcune tematiche fondamentali in tema di riabilitazione in ambito ospedaliero e territoriale, in particolare:
a) la continuità terapeutica: integrazione tra ospedale-strutture extraospedaliere e territorio;
b) il recepimento dei principi dell'O.M.S. in materia di riabilitazione, individuati nell'adozione della Classificazione Internazionale ICIDH (International Classification of Impairments, Disabilities and Handicap), che ha permesso di mettere a punto uno strumento fondamentale per lo studio delle menomazioni, delle disabilità e degli handicap;
c) la metodologia con cui l'intervento di assistenza riabilitativa deve essere praticato, la quale si fonda sui seguenti elementi:
L'assistenza riabilitativa, comprendente strutture e servizi a diversi livelli (distrettuale, sovradistrettuale e multizonale) e con diverse modalità di organizzazione dell'offerta (ospedaliera ed extraospedaliera, di natura residenziale e semiresidenziale), deve garantire la valutazione del bisogno e l'inquadramento diagnostico sulla base di programmi terapeutici e riabilitativi validati da evidenze scientifiche di provata efficacia.
Questo quadro concettuale e metodologico è sempre stato alla base della predisposizione degli atti caratterizzanti l'attività programmatoria della Regione Veneto per la ridefinizione dell'assetto strutturale della rete dei servizi sanitari, inteso come l'insieme delle strutture impegnate nella terapia e riabilitazione delle patologie acute e cronico-degenerative secondo percorsi integrati e complementari. Infatti la medicina riabilitativa è una pratica medica che più di qualsiasi altra deve garantire la continuità del trattamento, da prevedere in strutture con caratteristiche operative diverse in base alle necessità dei pazienti.
Il presupposto necessario e indispensabile alla realizzazione di interventi riabilitativi efficaci consiste:
1) nella definizione di livelli operativi di diversa intensità in base alla complessità dell'assistenza richiesta e al momento in cui avviene l'intervento;
2) nella costituzione di una rete integrata di presidi e servizi riabilitativi;
3) nell'inserimento degli interventi di medicina riabilitativa nel più generale contesto di prevenzione delle disabilità.
Sono stati pertanto definiti diversi livelli di intensità dell'attività riabilitativa, in modo da garantire la presa in carico globale del paziente disabile anche dal punto di vista organizzativo
Sono state inoltre individuate strutture di primo, secondo e terzo livello.
Le strutture di primo livello, rappresentate dalle strutture ospedaliere di lungodegenza e dai presidi ambulatoriali, erogano attività di riabilitazione estensiva.
Le strutture di secondo livello, collocate all'interno di presidi ospedalieri per acuti o in strutture medico-riabilitative, erogano attività di riabilitazione intensiva e intervengono su pazienti affetti da menomazioni e disabilità importanti modificabili, di natura ed entità tali da richiedere tutela medica specialistica/riabilitativa ed interventi di nursing ad elevata specificità non erogabili in forma extraospedaliera, nonché interventi valutativi e terapeutici intensivi della durata di almeno 3 ore giornaliere complessive.
Le strutture di terzo livello erogano attività di riabilitazione intensiva di alta specialità, che richiede particolare impegno di qualificazione, mezzi, attrezzature e personale specificatamente formato al trattamento delle menomazioni più gravi e delle disabilità più complesse.
Le alte specialità costituiscono centri a valenza sovraziendale e/o regionale, strettamente integrate alla rete complessiva dei servizi sanitari di primo e secondo livello, con i quali devono raccordarsi per seguire il disabile nel proprio ambiente di vita garantendo il completamento del percorso riabilitativo secondo specifici programmi.
A tutti i livelli, la presa in carico del paziente deve sempre realizzarsi attraverso la predisposizione di un progetto riabilitativo e di uno o più programmi riabilitativi. Deve inoltre essere prevista la misurazione del grado di miglioramento dei pazienti utilizzando apposite scale di valutazione validate.
Appare pertanto indispensabile mettere in rete la pluralità delle funzioni assistenziali riabilitative attraverso una gestione coordinata delle stesse, per integrare le competenze presenti, ottimizzando la qualità dell'assistenza e la gestione delle risorse assegnate attraverso un corretto utilizzo dei vari presidi che costituiscono la rete integrata socio-sanitaria.
Per quanto riguarda le modalità erogative delle prestazioni in ambito ospedaliero, si è verificato un progressivo spostamento del livello assistenziale dal regime di ricovero (ordinario e diurno) al regime ambulatoriale, nel rispetto di quanto previsto dal DPCM del 29/11/2001.
A tale proposito la DGR n° 1079 del 17/04/2007 ha istituito il Day Service, che rappresenta un modello organizzativo ed operativo innovativo, attuabile sia in ambito ospedaliero, in quanto riconosciuto come Livello Essenziale di Assistenza Ospedaliero, che in strutture ambulatoriali extraospedaliere. Nel Day Service vengono svolte attività cliniche multidisciplinari di tipo diagnostico e terapeutico, che necessitano di prestazioni integrate. Tale modello è coerente con l'obiettivo, previsto dal DPCM del 29/11/2001, della riduzione del tasso di ospedalizzazione e del numero di ricoveri inappropriati in regime diurno, mantenendo un impianto organizzativo che faciliti il percorso del paziente e non rechi aggravio burocratico alle strutture sanitarie. I principali obiettivi del Day Service possono essere così riassunti:
Nell'ambito delle numerose azioni intraprese dalla Regione Veneto negli ultimi anni per ricondurre le prestazioni sanitarie ad un regime di erogazione più adeguato in termini di appropriatezza clinica, economicità ed efficienza nell'utilizzo delle risorse, il Provvedimento attualmente in corso di approvazione da parte della Giunta Regionale ha recepito il documento tecnico relativo ai criteri di appropriatezza dei ricoveri nelle Unità Operative di Riabilitazione, che rappresenta le linee di indirizzo per l'attuazione dei controlli nelle Strutture di Riabilitazione pubbliche e private preaccreditate da parte dei Nuclei Aziendali delle Aziende ULSS di cui alla DGR n° 2609 del 07/08/2007.
In questo contesto risulta pertanto necessario definire percorsi e profili di cura riabilitativi specifici per patologia, che garantiscano la presa in carico del paziente dall'ospedale al territorio, al fine di migliorare l'appropriatezza di utilizzo delle strutture territoriali.
E' fondamentale individuare un "gate" di ingresso unico, vale a dire una Unità di Valutazione Multidimensionale che definisca un percorso diagnostico-assistenziale unitario per tipologia di pazienti e governi l'ingresso dei pazienti stessi nella fruizione di ciascun percorso. Il "gate" unico è uno strumento di integrazione potenzialmente forte, in quanto impone ai diversi soggetti di definire in modo congiunto priorità e programmazione dei volumi di attività da erogare, imponendo a monte il confronto dei diversi committenti. L'integrazione dei vari livelli del processo riabilitativo si realizza quindi attraverso l'unitarietà non solo del percorso diagnostico-assistenziale ma anche del processo di fruizione da parte del paziente.
Si propone pertanto di istituire un Gruppo di Lavoro composto da professionalità del campo riabilitativo operanti presso gli erogatori pubblici e privati preaccreditati, demandandone la nomina ad un Decreto del Dirigente Regionale dei Servizi Sanitari.
Il Gruppo di Lavoro Regionale ha il compito di:
a) definire percorsi extraospedalieri, clinici e organizzativi, per profili di cura riabilitativi specifici per patologia, che integrino i livelli assistenziali ospedaliero, extraospedaliero e territoriale, fondati sulla presa in carico del paziente da parte di tutte le strutture di offerta pubbliche e private preaccreditate, così da garantire l'unitarietà del percorso clinico e del processo di fruizione delle prestazioni da parte del paziente;
b) determinare il fabbisogno di prestazioni in campo riabilitativo erogate dagli Istituti ex Art. 26 Legge 833/78 per pazienti disabili prevalentemente in età evolutiva, al fine di favorire la definizione di un budget di struttura e di inserire l'attività di queste strutture nei suddetti percorsi.
Si propone inoltre di affidare il coordinamento del Gruppo di Lavoro al Dr. Gaspare Crimi, specialista in Medicina Fisica e Riabilitazione e Direttore del Dipartimento Riabilitativo dell'Azienda ULSS 20 di Verona, in quanto in possesso di esperienza pluriennale nel campo riabilitativo.
Il relatore conclude la propria relazione e propone all'approvazione della Giunta Regionale il seguente provvedimento.
LA GIUNTA REGIONALE
UDITO il Relatore, incaricato dell'istruzione dell'argomento in questione ai sensi dell'art. 33, 2° comma dello Statuto, il quale dà atto che la struttura competente ha attestato l'avvenuta regolare istruttoria della pratica, anche in ordine alla compatibilità con la legislazione regionale e statale;
VISTO il DPCM del 29/11/2001;
VISTA la DGR n° 253 del 01/02/2000;
VISTA la DGR n° 1079 del 17/04/2007;
VISTA la DGR n° 2609 del 07/08/2007;
VISTA la legge regionale n. 12/1991, artt. 185, 186 e 187;
VISTA legge 23 dicembre 2005, n. 266, articolo 1, comma 173]
delibera
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