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Materia: Sanità e igiene pubblica
Deliberazione della Giunta Regionale n. 4453 del 28 dicembre 2006
Recepimento del documento tecnico sulla gestione ed il trattamento dell'ictus cerebrale in urgenza ed emergenza.
(La parte di testo racchiusa fra parentesi quadre, che si riporta per completezza di informazione, non compare nel Bur cartaceo, ndr) [L' Assessore alle Politiche Sanitarie, Flavio Tosi, riferisce quanto segue:
L'ictus cerebrale è una delle principali cause di mortalità, morbosità e disabilità nella nostra Regione con un rilevante impatto sullo stato di salute della popolazione e sui costi del SSN.
Trattasi di malattia cronica per la quale è atteso un notevole beneficio dall'attività di prevenzione a livello di popolazione e dal miglioramento della rete assistenziale sia in termini di trattamento della fase acuta sia in termini di continuità delle cure.
Per quanto attiene specificamente al trattamento della fase acuta sono state introdotte di recente nuove tecnologie organizzative e farmacologiche la cui efficacia in termini di riduzione della mortalità e disabilità residua è legata alla tempestività dell'intervento e quindi all'efficienza del modello organizzativo locale.
In tale contesto la Regione del Veneto ha da tempo avviato interventi-progetti finalizzati ad acquisire e diffondere in modo sistematico le conoscenze sulle dinamiche epidemiologiche delle malattie sui profili di cura erogati su scala regionale,con l'obiettivo di supportare la definizione e la valutazione di nuove strategie regionali orientate a prevenire gli eventi di ictus ed in ogni caso a ridurne le complicanze.
Con delibera n. 5089 del 28.12.1998 la Giunta Regionale del Veneto ha infatti dato avvio al progetto "Migliorare la qualità dell'assistenza ai pazienti con ictus cerebri. Sperimentazione di un modello di sistema di sorveglianza dell'ictus basato sui dati amministrativi". Lo stesso progetto, con delibera n. 4787 del 28.12.1999, è stato successivamente prorogato ed esteso su scala regionale.
Lo studio ha consentito di ottenere importanti risultati inerenti il carico epidemiologico ed il profilo assistenziale legato all'ictus.
In sintesi ogni anno in Veneto si verificano circa 10.000 casi di ictus, prevalentemente nella popolazione anziana. Circa l' 85% degli eventi presenta una natura di tipo ischemico mentre il restante 15% è di tipo emorragico. La letalità a 30 giorni è pari al 25% .
Come già sottolineato in premessa, il profilo assistenziale di questi soggetti si sta modificando verso un approccio sempre più frequentemente di tipo specialistico e presenta profonde disomogeneità a livello infraregionale.
Dagli output del progetto è stato anche possibile stimare il fabbisogno assistenziale dei soggetti colpiti da Stroke, con particolare riferimento alla stima del numero e dei posti letto di Stroke Units.
Il recente sviluppo delle conoscenze scientifiche, basate sull'evidenza, ha messo in luce due importanti novità terapeutiche per i soggetti colpiti da ictus; si tratta della possibilità di riperfondere per via sistemica o loco-regionale il vaso ostruito nel caso di ictus ischemico e dell'utilità in termini di aumento della sopravvivenza e riduzione della disabilità residua di un approccio assistenziale integrato, multidisciplinare e organizzato (Stroke Unit, Stroke Team, Stroke Center).
Entrambi questi elementi, per esplicare pienamente la propria efficacia, richiedono, come già sottolineato, una forte integrazione ed un elevato livello di organizzazione tra strutture diverse e tra servizi diversi all'interno della stessa struttura.
Il Piano Sanitario Nazionale 2003 - 2005 riconosceva del resto l'ictus come rilevante problema di sanità pubblica ed identificava come azione prioritaria l'individuazione di "un percorso integrato di assistenza al malato che renda possibile sia un intervento terapeutico in tempi ristretti per evitare l'instaurarsi di danni permanenti, e dall'altro canto, un tempestivo inserimento del paziente già colpito da ictus in un sistema riabilitativo che riduca l'entità del danno e favorisca il recupero funzionale".
In tale contesto la Regione Veneto, oltre al già citato progetto di sorveglianza epidemiologica degli eventi cerebrovascolari, si è dotata, con i provvedimenti di programmazione della rete ospedaliera, di strutture e strumenti per supportare in modo adeguato le necessarie innovazioni assistenziali per i pazienti con ictus. In particolare sono stati previsti per l'assistenza intensiva in fase acuta moduli mono-multidisciplinari, posti letto pari al massimo di tre per 100.000 abitanti in un'unica sede. Successivamente con delibera n. 1511 del 23.05.2003 la Regione Veneto istituiva il Centro Regionale per l'Emergenza e l'Urgenza (CREU ) con compiti di indirizzo, coordinamento e monitoraggio dell'attività del sistema regionale dell'Emergenza-Urgenza, struttura strategica per l'implementazione di protocolli operativi nelle fasi iperacute dell'ictus. Inoltre, con delibera di Giunta Regionale n. 1363 del 7.05.2004 venivano identificati i centri ospedalieri specializzati autorizzati al trattamento con trombolitici dei pazienti con stroke ischemico.
Recentemente, con delibera n. 3101 del 3.10.2006 la Giunta Regionale del Veneto ha approvato il piano attuativo del commissario straordinario per la programmazione sanitaria, in particolare la riorganizzazione delle Aziende ULSS e la loro integrazione in area vasta con ovvie implicazioni anche sulla rete assistenziale dello stroke.
Inoltre è da sottolineare che, per lo sviluppo omogeneo ed organico dell'organizzazione assistenziale all'ictus in tutte le sue fasi, è stato istituito a livello regionale, nell'anno 2002, un gruppo tecnico-scientifico con il fine di elaborare un documento di indirizzo per la gestione e il trattamento dell'ictus cerebrale. Tale documento, sottoposto a verifiche e ad aggiornamenti da parte della Direzione Regionale per i Servizi Sanitari, delinea le prospettive del percorso clinico assistenziale nella Regione del Veneto con la realizzazione di una rete di stroke-unit e si configura quale atto di indirizzo e coordinamento per l'organizzazione dell'assistenza sanitaria regionale ai soggetti colpiti da ictus.
Con il presente provvedimento si propone di recepire il documento di indirizzo per la gestione ed il trattamento dell'ictus cerebrale, così come riportato nell'allegato A che forma parte integrante.
Si propone, inoltre, di avviare una prima fase sperimentale di attuazione del modello organizzativo, previsto nel documento, in un'ottica di area vasta nella provincia di Verona dando incarico al Coordinamento Regionale per l'Urgenza ed Emergenza (CREU) di coordinare e gestire la fase sperimentale. Tale fase sperimentale avrà la durata di anni uno al termine del quale, la Giunta Regionale, sulla base di una apposita relazione predisposta dal CREU medesimo, procederà ad una valutazione circa la corrispondenza del nuovo modello organizzativo alle esigenze, emerse ed emergenti, di assistenza sanitaria ai soggetti interessati.
Nel frattempo i Direttori Generali delle Aziende sanitarie non incluse nella fase sperimentale possono proporre alla Direzione regionale per i Servizi Sanitari progetti per l'organizzazione dell'assistenza sanitaria dei soggetti colpiti da ictus, sia a livello aziendale sia a livello di area vasta, nel rispetto di quanto contenuto nel documento di cui all'allegato A.
Al fine di una corretta valutazione dei progetti proposti dai direttori generali e, più in generale, per prospettare azioni miranti la implementazione complessiva delle politiche sanitarie nel settore dell'assistenza ai pazienti colpiti da ictus, si propone di istituire, presso la Direzione Regionale per i Servizi Sanitari, un gruppo tecnico scientifico demandando ad un decreto del Segretario regionale sanità e sociale l'individuazione della composizione del gruppo medesimo che dovrà, comunque, prevedere la presenza di esperti nelle seguenti discipline: direzione ospedaliera, neurologia, medicina interna, geriatria, pronto soccorso, riabilitazione.
La Direzione regionale per la Prevenzione, avvalendosi del Centro di Riferimento per il Coordinamento del Sistema Epidemiologico Regionale (CRRC-SER), proseguirà nelle attività, già avviate, di sorveglianza dell'ictus.
Il relatore conclude la propria relazione e propone all'approvazione della Giunta Regionale il seguente provvedimento.
LA GIUNTA REGIONALE
UDITO il Relatore, incaricato dell'istruzione dell'argomento in questione ai sensi dell'art. 33, 2° comma dello Statuto, il quale dà atto che la struttura competente ha attestato l'avvenuta regolare istruttoria della pratica, anche in ordine alla compatibilità con la legislazione regionale e statale;
VISTO il Piano Sanitario Nazionale 2003 - 2005;
VISTA la delibera n. 1511 del 23.05.2003;
VISTA la delibera n. 1363 del 7.05.2004;
VISTA la delibera n. 3101 del 3.10.2006;]
delibera
(seguono allegati)
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