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Materia: Protezione civile e calamità naturali
Decreto del Presidente della Giunta regionale n. 20 del 04 marzo 2016
Eccezionali eventi atmosferici del 2 e 3 marzo 2016 verificatisi su alcune zone del territorio della Regione del Veneto. Dichiarazione dello stato di crisi a seguito delle criticità riscontrate.
Provvedimento necessario per fronteggiare gli eventi calamitosi verificatisi nelle giornate del 2 e 3 marzo 2016 in alcune zone del territorio della Regione Veneto.
Il Presidente
PREMESSO che l’ARPAV – CFD – Servizio Meteorologico, in data 02 marzo 2016, ha emesso il bollettino meteo che prevedeva tra mercoledì 2 marzo 2016, a partire dalle ore 18:00 e fino alle 20:00 di giovedì 03 marzo 2016 precipitazioni diffuse, a tratti forti specie nella notte/primo mattino di giovedì, con dei rovesci e locali temporali. Quantitativi localmente anche consistenti (30-50 mm) e per lo più concentrati in 12 ore (o in intervalli anche minori). Fenomeni in attenuazione e diradamento dalle ore centrali di giovedì. Limite della neve in abbassamento fino a quote collinari (300-500 m), con possibili accumuli anche in alcuni fondovalle prealpini; possibili locali episodi di neve o neve mista a pioggia anche in pianura, in corrispondenza dei rovesci più intensi giovedì mattina. Significativo rinforzo dei venti, che saranno a tratti forti specie nella mattinata di giovedì, in prevalenza dai quadranti settentrionali.
VISTO l’avviso della criticità idrogeologica n. 10 del 02 marzo 2016 dove era previsto il possibile manifestarsi di rovesci o temporali localmente anche intensi, con la possibilità del verificarsi di disagi al sistema fognario e lungo la rete idrografica minore. Si segnalava inoltre la possibilità d'innesco di fenomeni franosi superficiali sui versanti e la possibilità di innesco di colate rapide specie nelle zone di allertamento di Vene-H, Vene-B e Vene-C.
VISTE le prescrizioni di Protezione Civile del 02 marzo 2016, ore 14:00, che prevedevano lo stato di attenzione su tutta la regione per vento forte, da riconfigurare, a livello locale, in stato di pre-allarme o allarme a seconda dell’intensità del vento, con validità dalle ore 18:00 del 02 marzo 2016 alle ore 20:00 del 03 marzo 2016.
VISTO il secondo avviso delle prescrizioni di Protezione Civile del 02 marzo 2016, ore 14:00, che dichiarava il livello di allerta di attenzione, da riconfigurare a livello locale in stato di pre-allarme o allarme, nella rete idraulica principale nelle aree di Vene-B e Vene-F e nella rete idraulica secondaria per Vene-E e Vene-F ed inoltre, per rischio geologico, assegnavano all’area Vene-E il livello di attenzione.
CONSTATO che le precipitazioni dell’evento in oggetto si sono concentrate in meno di 24 ore, sostanzialmente tra la sera di mercoledì 2 e la prima parte della giornata di giovedì 3. Significativa si è dimostrata l’instabilità associata al raffreddamento, tanto da osservarsi qualche locale fenomeno temporalesco in più sulle zone orientali.
I massimi sono stati abbondanti e si riferiscono alle zone centro-orientali: fino ai circa 80 mm di Portogruaro (VE) e ai quasi 70 mm di Valpore a Seren del Grappa (BL). I quantitativi altrove sono stati da scarsi a contenuti. Il calo termico, altresì, ha portato il limite delle nevicate a quote di 400-700 m, con neve fino alla Val Belluna. Anche in questo caso all’ondata di precipitazioni si è accompagnata ad un significativo rinforzo di vento, in gran parte da nord-est. Nelle primissime ore di giovedì si sono registrati notevoli valori di raffica: a Bardolino (VR) 105 km/h, a Bassano del Grappa (VI) 94 km/h, a Cavarzere (VE) 91 km/h, a Rosolina (RO) 88 km/h.
PRESO ATTO che la veloce ed intensa perturbazione, che ha visto il manifestarsi di forti venti e precipitazioni abbondanti in alcune zone del territorio regionale, ha provocato allagamenti nella zona del Veneto Orientale, in provincia di Venezia. In particolare nel territorio compreso tra il Loncon e il Tagliamento si sono manifestati allagamenti che hanno interessato i territori di Portogruaro, Gruaro, Pramaggiore, Teglio Veneto, Cinto Caomaggiore e in parte anche San Michele al Tagliamento. Di rilievo sono anche i danni a campi e coltivazioni. A Portogruaro situazione difficile per la viabilità cittadina con interdizione al traffico di vie e sottopassi allagati. A Teglio Veneto completamente allagate le vie Perarutto, Case Sparse, Viola e Portogruaro. Il ponte sul Lison, a Cinto, è crollato costringendo la chiusura della viabilità. A Bibione da piazzale Zenith al faro (3 km ca.) si stima siano stati erosi circa 60mila mc di sabbia mentre anche a Caorle si è verificata una forte burrasca. Il maltempo ha causato problemi sui collegamenti ferroviari tra Veneto Orientale e Friuli: la linea Portogruaro-Casarsa ha subìto un’interruzione per circa quattro ore. Anche la tratta Venezia-Udine ha subìto forti rallentamenti per una serie di guasti, dovuti alle piogge intense. Si segnala che i territori di Gruaro e Portogruaro hanno provveduto all’attivazione dei rispettivi Centri Operativi Comunali (C.O.C.) per monitorare l’evoluzione della situazione e coordinare le attività di emergenza di competenza. Con nota del 4 marzo 2016 prot. n. 8261 i comuni di Cinto Caomaggiore, Concordia Sagittaria , Gruaro, Teglio Veneto, Pramaggiore e Portogruaro segnalavano chiedevano il riconoscimento dello stato di “calamità naturale”. Venezia città e Mestre sono state sferzate da forte vento e pioggia, con notevoli difficoltà per la navigazione dei mezzi pubblici e di soccorso; si segnala il distacco di intonaci dalle pareti di alcuni edifici storici. Diversi alberi si sono abbattuti sulle strade, giardini pubblici e linee ferroviarie.
PRESO ATTO che anche nel territorio della provincia di Belluno si sono verificate precipitazioni nevose con accumuli anche di 40 centimetri nelle aree di Pecol di Zoldo, Sappada, passo della Mauria e nell’Alto Agordino anche nei fondovalle, interessando anche Belluno e Feltre. Le intense nevicate hanno provocato danni sulle linee elettriche con interruzioni dell’erogazione di energia elettrica nei territori: oltre al capoluogo (senza corrente centinaia di utenze nelle frazioni di Bolzano Bellunese, Castoi, Tisoi, Col de Gou, Col Fiorito, Col di Roanza e Sopracroda), le interruzioni hanno interessato anche Cesiomaggiore, Arsiè (in località Monte Novegno), Limana (in Val Morel e Val Tibolla, dove tre strade sono state interdette al traffico), Trichiana (passo San Boldo), Ponte nelle Alpi (utenti al buio ai Mazzucchi e Coi de Pera) e Sedico. Gli effetti più intensi delle nevicate si sono registrati in Alpago, dove per buona parte della mattina è rimasta chiusa per neve la strada del Cansiglio e l’emergenza black-out alle 7.30 interessava oltre 2500 utenze (circa 1800 quelle progressivamente riattivate nel pomeriggio) nei Comuni di Tambre, Alpago e Chies d’Alpago. Inoltre a Tambre è stato attivato il C.O.C per meglio monitorare la situazione, mentre è stata disposta la chiusura delle locali scuole elementari e medie per la giornata del 04.03.2016, rimaste senza corrente per l’intera giornata del 03.03.2016. Il personale di Enel è riuscito, già nella serata del 03.03.2016, a ripristinare l’erogazione elettrica a circa 1800 utenze delle circa 2500 inizialmente disabilitate. Molti i disagi sulla viabilità principale, in particolare sulla statale 51, all’altezza di Tai di Cadore, a causa dell’uscita di strada di un’autocisterna carica di gasolio. Molti i passi dolomitici chiusi con pesanti conseguenze sulla viabilità. Si segnala che è stato attivato il C.O.C. intercomunale Alpago – Chies d’Alpago – Tambre per monitorare l’evoluzione della situazione e coordinare le attività di emergenza di competenza.
PRESO ATTO che nella provincia di Treviso si sono verificate precipitazioni localmente intense in concomitanza a forti raffiche di vento che hanno provocato la caduta di molte piante. Nel comune di Valdobbiadene un albero è crollato sulla scuola primaria richiedendo l’intervento dei vigili del fuoco per la rimozione e la verifica della struttura. A scopo precauzionale la scuola è rimasta chiusa per un giorno. Inoltre, nel comune di Vittorio Veneto per fronteggiare i guasti subiti alle linee elettriche e telefoniche coinvolte dal forte vento, è stato aperto il C.O.C.
PRESO ATTO che nella provincia di Verona l'evento ha interessato diversi comuni della fascia montana e pedemontana veronese, con nevicate notturne abbondanti e forti raffiche di vento che hanno creato accumuli nevosi in qualche caso anche superiori ai tre metri, con ripercussioni negative sulla viabilità, sulla fornitura di energia elettrica e sul funzionamento delle linee telefoniche. Nel quadrante Nord-Est (Lessinia Centrale e Orientale) si sono rilevate criticità in molti i comuni della fascia montana. In taluni casi è stato sospeso il transito veicolare in attesa di procedere con mezzi fresaneve. Molte strade nei comuni montani sono state interessate da cadute di piante d'alto fusto collocate lungo banchina o in aree boscate in fregio. Registrati problemi nei passaggi a guado del Torrente Illasi, nei Comuni di Tregnago e Illasi, per la presenza di acqua corrente e materiale detritico in accumulo. Nel quadrante Nord Ovest (Monte Baldo e Lessinia Occidentale) si sono resi necessari interventi di ripristino della viabilità provinciale, della fornitura di energia elettrica e linee telefoniche. Per coordinare le attività a livello locale sono stati attivati i C.O.C. di Bosco Chiesanuova e Sant'Anna di Alfaedo.
PREMESSO che si è resa necessaria l’opera di numerose squadre di Vigili del Fuoco e di alcune squadre di Protezione Civile al fine di coadiuvare i VV.F nelle operazioni di primo soccorso e messa in sicurezza dei luoghi.
RITENUTO necessario, pertanto, attivare secondo la normativa vigente, le procedure necessarie per fronteggiare l’emergenza al fine di affrontare con mezzi e risorse adeguate le situazioni di rischio causate dagli eventi sopra descritti.
VISTO l’art. 106, comma 1, lett. a), della L.R. n. 11/2001, con cui si dispone che, al verificarsi di eventi calamitosi di rilevanza regionale, il Presidente provvede alla dichiarazione dello Stato di Crisi per calamità ovvero per eccezionali avversità atmosferiche, allo scopo di attivare le componenti utili per interventi di protezione civile.
VISTO anche l’art. 105, comma 1, della medesima L.R. n. 11/2001, con cui si stabilisce che, per interventi urgenti in caso di crisi determinata da eventi calamitosi, si procede anche con opere di pronto intervento, secondo le modalità della L.R. n. 58/84 e s.m.i..
VISTA la L.R. n. 58/84 e s.m.i.
VISTA la L. n. 225/92 e s.m.i.
VISTO il D.Lgs. n.112/98.
VISTA la L.R. n. 11/01.
Dato atto che la struttura proponente ha attestato l'avvenuta regolare istruttoria della pratica anche in ordine alla compatibilità con la vigente legislazione statale e regionale.
decreta
1. E’ dichiarato lo “Stato di Crisi” per le eccezionali avversità atmosferiche verificatesi tra il giorno 02 marzo 2016 e il giorno 03 marzo 2016, principalmente sui territori delle Province di Belluno, Treviso, Venezia e Verona, come meglio identificati in premessa, per le criticità manifestatesi; il presente provvedimento è da considerarsi non esaustivo e suscettibile di integrazioni qualora altri Enti dovessero segnalare danni e disagi riconducibili agli stessi eventi meteo eccezionali;
2. Lo Stato di Crisi, ai sensi dell’art. 106, comma 1, lett. a) della L.R. n. 11/2001 costituisce declaratoria di evento eccezionale;
3. E’ riconosciuta l’attivazione delle componenti professionali e volontarie del Sistema Regionale di Protezione Civile per garantire il coordinamento e l’assistenza agli Enti Locali per l’intervento di soccorso e superamento dell’emergenza;
4. Vengono attivati e garantiti i benefici previsti dal D.P.R. n. 194/2001 per il personale volontario attivato, come definito dall’art. 106, comma 1, lett. d) della L.R. n. 11/2001;
5. La Sezione Protezione Civile è incaricata dell’esecuzione del presente atto;
6. La Sezione Protezione Civile è autorizzata, qualora gli Enti e le Strutture competenti formulassero specifiche richieste, a ricorrere alle risorse di cui al “Fondo regionale di Protezione civile”, nei limiti delle disponibilità di bilancio, al fine di:
7. Ai sensi dell’art. 106, comma 1, lett. c) della L.R. n. 11/2001 si fa riserva di trasmettere il presente decreto alla Presidenza del Consiglio dei Ministri al fine di richiedere l’eventuale dichiarazione dello “Stato di Emergenza” di cui alla Legge n. 225/1992 e s.m.i.;
8. Di pubblicare il presente decreto sul BURVET.
Luca Zaia
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