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Bur n. 18 del 06 febbraio 2024


Materia: Ambiente e beni ambientali

Decreto DEL DIRETTORE DELLA DIREZIONE AMBIENTE E TRANSIZIONE ECOLOGICA n. 276 del 15 dicembre 2023

Istanza ai sensi dell'art. 109 comma 3 D.Lgs. 152/06 e s.m.i., per la realizzazione di interventi di ripristino di habitat "letti a ostriche" nell'Area 3 del sito ZSC "Tegnue di Chioggia" (VE). PNRR - MER Misura M2C4 Investimento 3.5. Proponente: Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA). Autorizzazione.

Note per la trasparenza

Con il presente provvedimento si autorizza, su istanza dell'ISPRA, l'intervento di ripristino di habitat "letti a ostriche" nell'Area 3 del sito ZSC "Tegnue di Chioggia" (VE) nell'ambito dell'attuazione del progetto PNRR denominato "Marine Ecosystem Restoration" (MER) - Misura M2C4 Investimento 3.5.

Il Direttore

PREMESSO che l'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) è ente attuatore per la realizzazione del progetto “Marine Ecosystem Restoration (MER)” a seguito dell’accordo del 16/09/2022 - ai sensi dell’art. 15 della legge del 7 agosto 1990, n. 241 - con il Ministero per l’Ambiente e la Sicurezza Energetica (MASE), amministrazione centrale titolare di intervento PNRR, nell’ambito della realizzazione degli obiettivi previsti dalla Misura M2C4 Investimento 3.5 del PNRR “Ripristino e la Tutela dei Fondali e degli Habitat Marini”;

DATO che il progetto ha come obiettivo generale quello di rispondere efficacemente a quanto richiesto dalla Strategia Europea per la Biodiversità (2020/2273(INI)) che, per il 2030, ha fissato l’obiettivo di proteggere il 30% dei mari europei dell’Unione, di cui almeno un terzo in modo rigoroso, e che a questo scopo nel progetto MER sono stati previsti interventi a larga scala per il ripristino e la tutela dei fondali e degli habitat marini;

VISTO che nell'ambito del progetto MER è prevista la realizzazione di “Attività di ripristino di banchi naturali di ostriche in Adriatico” (interventi A1-A5), da conseguirsi improrogabilmente entro il 30 giugno 2025, che le regioni individuate nelle quali si prevede di effettuare tali interventi sono Friuli-Venezia Giulia, Veneto, Emilia-Romagna, Marche e Abruzzo, e che gli interventi hanno lo scopo di ricostituire banchi di ostrica piatta (Ostrea edulis) al fine del ripristino dei servizi ecosistemici associati quali il supporto della biodiversità marino-costiera, la mitigazione dell’erosione, il sequestro di CO2, il miglioramento della qualità dell’acqua e i servizi di produzione di biomassa;

VISTO che gli aspetti autorizzativi della materia sono regolamentati dal D. Lgs. 152/2006, art. 109 “Immersione in mare di materiale derivante da attività di escavo e di posa in mare di cavi e condotte”, comma 1 lettera b);

VISTA l’istanza presentata da ISPRA, prot. 34953 del 26/06/2023, acquisita al prot. n. 343209 del 27/06/2023, di autorizzazione ai sensi dell’art. 109 del D.lgs. 3 aprile 2006, n. 152 per la realizzazione di interventi di ripristino di habitat “letti a ostriche” nell’Area 3 del sito ZSC “Tegnue di Chioggia” (VE) e nell’Area ATBA del terminale Adriatic LNG (RO), istanza della quale si considera, ai fini del presente provvedimento, solo la parte relativa al sito ZSC “Tegnue di Chioggia”, mentre la parte relativa all’Area ATBA del terminale Adriatic LNG (RO) è oggetto di separato e distinto provvedimento;

VISTO il documento di integrazioni presentato da ISPRA, prot. n. 49412 del 18/09/2023, acquisito al prot. n. 507525 del 18/09/2023, che presenta una descrizione progettuale aggiornata e le schede relative ai siti di intervento che contengono maggiori dettagli sui materiali immessi, sulle procedure previste e sul posizionamento degli elementi all’interno dei siti di ripristino; anche in questo caso, di tale documentazione, si considera, ai fini del presente provvedimento, solo la parte relativa al sito ZSC “Tegnue di Chioggia”, mentre la parte relativa all’Area ATBA del terminale Adriatic LNG (RO) è oggetto di separato e distinto provvedimento;

CONSIDERATO che il progetto è stato elaborato da ISPRA con il contributo di ricercatori ed esperti nelle tematiche del ripristino ambientale di habitat e con comprovata esperienza tecnico-scientifica nelle tematiche della molluschicoltura, della produzione e gestione di molluschi bivalvi e della gestione della pesca in ambito Adriatico;

VISTO che dall’istanza e dalle integrazioni sopracitate emerge che a livello globale, da fine 1800 i banchi di Ostrea edulis sono in rapido decremento a causa di un eccessivo sfruttamento, malattie e/o alterazione delle condizioni ecologiche e sono tra gli habitat marini più minacciati d'Europa, dove la risorsa è in declino soprattutto per via dell’intensa attività di pesca; che i letti ad ostriche infralitorali del Mar Mediterraneo sono stati definiti “in pericolo” nella Lista Rossa Europea degli habitat marini (2016), sottolineandone sia le tendenze in drastica decrescita degli ultimi decenni, principalmente conseguenti all’intenso sfruttamento; che le importanti lacune conoscitive sull’attuale distribuzione e la presenza saltuaria di esemplari di ostrica piatta (O. edulis) in alcune aree dell’Adriatico non consentono di ipotizzare un naturale ripristino dell’habitat costituito dai letti ad ostriche mediterranei, richiedendo invece un intervento di ripristino attivo;

CONSIDERATO che generalmente, i programmi di ripristino dei banchi di ostriche prevedono di collocare stock di riproduttori stabili in alcune aree rese idonee all’insediamento delle larve grazie al posizionamento di pietrame e/o valve sul fondale, che i riproduttori forniranno le larve necessarie per colonizzare le aree limitrofe, che i progetti di rispristino dei banchi di ostriche avviati in tutta Europa ne evidenziano i numerosi potenziali benefici per l’ambiente e per le attività umane;

CONSIDERATO che nell'ambito del progetto MER, per la realizzazione di “Attività di ripristino di banchi naturali di ostriche in Adriatico” (interventi A1-A5), l’istituto utilizzato è l’appalto integrato (Nuovo Codice Appalti, d.lgs. n. 36/2023, art. 44) che prevede che il contratto abbia per oggetto sia la progettazione esecutiva sia l’esecuzione dei lavori sulla base di un progetto di fattibilità tecnico-economica (PFTE) approvato, e che nell’attuale fase di preparazione del PFTE è stato elaborato un progetto preliminare che potrà quindi subire leggere modifiche a valle della valutazione e della progettazione esecutiva e i cui contenuti sono riassunti nella descrizione del progetto;

CONSIDERATO che la caratterizzazione del sito, propedeutica alla progettazione esecutiva, verrà effettuata su una superficie di 4 kmq intorno al sito di intervento tramite rilievo batimetrico e morfologico, cui verrà associata la verifica delle caratteristiche geotecniche del fondale, e che rilievi video e fotogrammetrici 3D verranno svolti in modo da garantire la copertura completa dell’area in uno specchio acqueo di 10 ha ai fini della definizione di dettaglio del sito e per il rilevamento della eventuale presenza e distribuzione di habitat o specie protette o di pregio;

CONSIDERATO che il Progetto Esecutivo verrà redatto dalla ditta o dalle ditte aggiudicatrici dell’appalto dei lavori (appalto integrato) e dovrà integrare quello preliminare in termini di calcoli relativi ai materiali, verifiche strutturali e di stabilità e indagini e rilievi necessari a caratterizzare il sito di intervento sia dal punto di vista biologico che strutturale e definire/confermare l’allocazione di dettaglio delle Unità di Intervento (UDI) e degli altri elementi previsti dal progetto. Lo studio analizzerà anche il rispetto del principio DNSH (Do No Significant Harm) delle opere previste, evidenziando punti da attenzionare e requisiti minimi;

CONSIDERATO che il progetto prevede, per il sito “Tegnue di Chioggia” la creazione di 3 diverse Unità di Intervento (UDI) che svolgeranno il ruolo di nuclei di espansione per la costituzione naturale e a lungo termine del banco di ostriche, che ciascuna UDI è costituita da un’area di circa 50x50 m formata da appositi substrati e da telai metallici che contengono le ostriche adulte o subadulte, che ogni UDI sarà distanziata dalle altre di circa 50 m e che nelle vicinanze verrà posizionata una meda di segnalazione e monitoraggio dei parametri ambientali; intorno alle UDI verranno inoltre installate strutture anti-strascico;

CONSIDERATO che l’area di intervento è prossima al sito “Tegnùe di Chioggia”, individuato dalla Regione del Veneto mediante D.G.R. n. 220 del 01/03/2011 come Sito di Importanza Comunitaria (SIC) marino di Rete Natura 2000, con codice IT3250047, ai sensi dell'art. 3, comma 1, del D.P.R. 357/97 e s.m.i., ed in seguito individuato quale “Zona Speciale di Conservazione” (ZSC) con il Decreto del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare del 27 luglio 2018, e che il gestore di tale sito è stato individuato dalla D.G.R. n. 566 del 9/05/2023 nel Comune di Chioggia;

CONSIDERATO che alla realizzazione degli interventi è associato un programma di monitoraggio specifico per tenere sotto controllo lo stato di salute degli individui introdotti, il grado di successo degli interventi e individuare tempestivamente eventuali impatti o problematiche, al fine di attuare misure di mitigazione o adattamento delle strategie previste;

VISTA la nota prot. n. 502952 del 14/09/2023, con cui il Direttore della Direzione Valutazioni ambientali, Supporto giuridico e Contenzioso comunica alla Direzione Turismo e per conoscenza all’Area Tutela e Sicurezza del Territorio che, in base alla D.G.R. n. 1400/2017, la valutazione di incidenza (VINCA) non è necessaria per piani, progetti, interventi connessi e necessari alla gestione dei siti della rete Natura 2000, quali quello delle “Tegnue di Chioggia”, che l’iniziativa in esame risulta coerente con le misure di conservazione di cui alla D.G.R. n. 786/2017 e ss.mm.ii. (allegato B, art. 189) e che la posa dei riproduttori di Ostrea edulis e del substrato di attecchimento non implica interferenze significative;

VISTA la nota prot. 526905 del 28/09/2023, con cui la Direzione Uffici Territoriali per il Dissesto Idrogeologico comunica di ritenere che non ci siano gli estremi per il rilascio di atto concessorio, ma che si rilevano comunque alcuni aspetti non noti allo stato attuale ma che dovranno essere comunicati agli Uffici competenti in materia di demanio marittimo, quali ad esempio la precisa localizzazione degli interventi, le tempistiche di esecuzione, la comunicazione della conclusione dell’intervento, e che essi dovranno essere disciplinati in un apposito atto, da stipularsi prima dell’inizio dei lavori, tra la Regione del Veneto, che mette a disposizione le aree demaniali, ed ISPRA che attua gli interventi finanziati con PNRR finalizzati alla ricreazione dei banchi di ostriche;

VISTA la nota prot. n. 560628 del 16/10/2023 di avvio del procedimento ed indizione della Conferenza di Servizi per il rilascio dell’autorizzazione ai sensi dell’art. 109 del D.lgs. 3 aprile 2006, n. 152 per la realizzazione di interventi di ripristino di habitat “letti a ostriche” nell’area 3 del sito ZSC “Tegnue di Chioggia” (VE);

VISTA la nota prot. n. 592773 del 02/11/2023, con cui la Direzione Agroambiente, Programmazione e Gestione ittica e faunistico-venatoria ha comunicato alla Direzione Ambiente e Transizione Ecologica che la Commissione Consultiva regionale per la Pesca Professionale e l’Acquacoltura si è riunita in data 30/10/2023 per esprimere un parere sull’intervento in oggetto ai sensi del comma 2, art. 5 del D.M. n. 173/2016 ed ha espresso parere favorevole al progetto in esame, e che la medesima Direzione Agroambiente, Programmazione e Gestione ittica e faunistico-venatoria, conformandosi al predetto parere, esprime il proprio parere favorevole in merito al progetto in oggetto;

VISTA la nota prot. n. 602477 dell’8/11/2023 della Direzione Difesa del Suolo e della Costa, con cui si comunica il nulla osta del Direttore della Direzione Difesa del Suolo e della Costa al rilascio, da parte della Direzione Ambiente e Transizione Ecologica, dell’Autorizzazione ai sensi dell’art. 109 del D.lgs. 152/2006, per la realizzazione di interventi di ripristino di habitat “letti a ostriche” nell’area 3 del sito ZSC “Tegnue di Chioggia” (VE), in quanto il progetto in argomento non interferisce con la programmazione degli interventi regionali di Difesa della Costa;

VISTA la nota prot. 634595 del 28/11/2023, con cui la Direzione Agroambiente, Programmazione e Gestione ittica e faunistico-venatoria, Unità Organizzativa Pianificazione e gestione risorse ittiche e FEAMP, trasmetteva anche alla Direzione Ambiente e Transizione Ecologica il verbale della riunione della Commissione consultiva regionale per la pesca professionale e l’acquacoltura svoltasi in data 30/10/2023, in cui la predetta Commissione esprimeva parere favorevole all’unanimità nei confronti di entrambi i progetti di ISPRA – PNRR MER Misura M2C4 Investimento 3.5, realizzazione di interventi di ripristino di habitat “letti a ostriche” nell’Area 3 del sito ZSC “Tegnue di Chioggia” (VE) e nell’Area ATBA del Terminale GNL Adriatico (RO);

VISTI gli esiti della Conferenza di Servizi tenutasi in data 10/11/2023, ed il relativo verbale, trasmesso con nota prot. n. 657541 dell’11/12/2023;

DATO ATTO che, sulla base di quanto riferito per le vie brevi dai soggetti interessati, sono ancora in corso approfondimenti tra ISPRA, uffici del Genio Civile territorialmente competente e Capitaneria di Porto di Chioggia circa gli aspetti demaniali, emersi in sede di Conferenza di servizi, legati alle modalità di consegna dell’area oggetto di intervento; dette modalità possono in ogni caso essere perfezionate anche dopo l’emanazione della presente autorizzazione ambientale non andandone a modificare i presupposti;

decreta

  1. Si autorizza l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) - Dipartimento per il monitoraggio e la tutela dell’ambiente e per la conservazione della biodiversità, ai sensi dell’art. 109, comma 3, lettera b), del D.Lgs 152/2006 e ss.mm.ii. all’immersione in mare di materiali finalizzati a realizzare l’intervento di ripristino di habitat “letti a ostriche” nell’Area 3 del sito ZSC “Tegnue di Chioggia” (VE) nell’ambito dell’attuazione del progetto PNRR denominato “Marine Ecosystem Restoration” (MER) - Misura M2C4 Investimento 3.5. come illustrato nella documentazione allegata all’istanza ed alla nota di integrazioni richiamate in premessa, limitatamente alla parte che riguarda il sito ZSC “Tegnue di Chioggia” (VE);
  2. La presente autorizzazione si intende rilasciata nell’esclusiva responsabilità dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) - Dipartimento per il monitoraggio e la tutela dell’ambiente e per la conservazione della biodiversità, salvaguardati ed impregiudicati i diritti di terzi.
  3. La realizzazione dell’intervento dovrà essere effettuata in conformità al progetto presentato e nel rispetto delle seguenti condizioni, come condivise nelle conclusioni della Conferenza dei Servizi del 10.11.2023:
  1. Il progetto esecutivo dell’intervento dovrà essere trasmesso alla Regione del Veneto – Direzione Ambiente e Transizione Ecologica e Direzione Uffici per il dissesto idrogeologico, nonché alla Capitaneria di Porto competente per territorio.
  2. Prima dell’inizio dei lavori dovrà essere stipulato tra ISPRA e gli Uffici regionali del Genio civile competente per territorio apposito verbale di consegna delle aree del demanio marittimo in cui verrà realizzato l’intervento con l’indicazione dell’esatta localizzazione delle UDI e le relative tempistiche di esecuzione.
  3. L’esatta localizzazione delle UDI dovrà essere in ogni caso verificata preliminarmente con la Capitaneria di Porto competente per territorio.
  4. Le date esatte di inizio e conclusione dell’intervento di posa in opera delle UDI dovranno essere comunicate alla Regione del Veneto – Direzione Ambiente e Transizione Ecologica e Direzione Uffici Territoriali per il dissesto idrogeologico, nonché alla Capitaneria di Porto competente per territorio, con almeno dieci giorni di anticipo.
  5. Le attività di posa e gestione delle UDI dovranno essere effettuate minimizzando il più possibile lo sviluppo di torbidità nell’area interessata dalla sperimentazione.
  6. I lavori potranno essere avviati a partire dalla data di notifica dell’autorizzazione che avrà validità per l’intera durata dei lavori e comunque non oltre trentasei mesi dalla data di rilascio.
  7. Gli esiti dei monitoraggi previsti dal progetto dovranno essere trasmessi a tutte le strutture della Regione del Veneto e di ARPAV coinvolte nel procedimento. Dovrà essere altresì trasmessa ai medesimi soggetti una relazione finale sugli esiti dell’intero progetto sperimentale nella quale dovranno essere illustrate eventuali modifiche non sostanziali apportate alle installazioni nel corso della sperimentazione (ripristini, protezioni dai predatori, ecc.).
  1. Con l’emanazione del presente provvedimento si conclude il procedimento amministrativo di cui all’avviso di avvio comunicato con nota regionale n. 560628 del 16/10/2023.
  2. La presente autorizzazione può essere in qualsiasi momento modificata, sospesa o revocata, nel caso in cui l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) - Dipartimento per il monitoraggio e la tutela dell’ambiente e per la conservazione della biodiversità, non rispetti le condizioni di cui alla presente autorizzazione o in tutti i casi in cui non risulti garantita la compatibilità delle operazioni effettuate con la salvaguardia dell'ambiente marino, delle coste e di qualsiasi altro uso legittimo del mare.
  3. Per tutto quanto non espressamente definito nel presente decreto restano fermi tutti gli obblighi previsti dalle disposizioni citate nelle premesse, in quanto applicabili, e dalla vigente normativa in materia. L’acquisizione di ogni altro atto, diverso dall’autorizzazione ambientale ex art. 109 del D. Lgs. n. 152/06, ove dovuto, rimane in capo all’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) - Dipartimento per il monitoraggio e la tutela dell’ambiente e per la conservazione della biodiversità.
  4. Il presente provvedimento è trasmesso a:
  • ISPRA - Dipartimento per il monitoraggio e la tutela dell’ambiente e per la conservazione della biodiversità;
  • ARPA Veneto;
  • Direzione Marittima di Venezia;
  • Capitaneria di Porto di Chioggia;
  • Direzioni Regionali: Difesa del Suolo e della Costa; Uffici Territoriali per il Dissesto Idrogeologico - U.O. Genio Civile di Venezia; Direzione Agroambiente, Programmazione e gestione ittica e faunistico venatoria; Turismo; Valutazioni Ambientali, Supporto Giuridico e Contenzioso;
  • Città Metropolitana di Venezia;
  • Comune di Chioggia (VE);
  • Ministero dell’Ambiente e della Transizione Ecologica.
  1. Copia della presente autorizzazione dovrà essere conservata presso l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) - Dipartimento per il monitoraggio e la tutela dell’ambiente e per la conservazione della biodiversità, nonché a bordo dei mezzi d’opera a disposizione delle Autorità competenti.
  2. Si informa che avverso il presente provvedimento è ammesso il ricorso alternativamente al T.A.R competente o al Capo dello Stato rispettivamente entro 60 gg ed entro 120 gg dalla data del suo ricevimento.
  3. Il presente Decreto non comporta spesa a carico del Bilancio Regionale.
  4. Il presente provvedimento è pubblicato integralmente nel Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto.

Paolo Giandon

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