Concessione di piccola derivazione d'acqua dal torrente Rio Rin in comune di Lozzo di Cadore (BL) a uso idroelettrico. Domanda della Società ENERGIE COMUNI s.r.l. presentata in data 12.06.2008 a rinnovo, voltura e variante sostanziale della concessione assentita con Decreto n. 103 del 14.06.2005 all'Azienda Elettrica Giovanni Baldovin Carulli di Baldovin Leo.
Il Dirigente
(omissis)
decreta
1 - Fatti salvi i diritti dei terzi, è concesso alla società ENERGIE COMUNI S.r.l. (cod.fisc. 00293380259), con sede a Belluno, il diritto di derivare dal torrente Rio Rin a quota 870,36 m s.l.m. in comune di Lozzo di Cadore (BL), moduli massimi 3,50 (litri al secondo trecentocinquanta) e medi 1,95 (litri al secondo centonovantacinque) di acqua per produrre sul salto di m 75,03 la potenza nominale media di kW 143,44, a uso idroelettrico, con restituzione nello stesso torrente Rio Rin a quota 775 m s.l.m. in comune di Lozzo di Cadore (BL), e con l'obbligo di garantire il deflusso di una portata continua di rispetto in alveo che, immediatamente a valle della presa, non dovrà essere inferiore a moduli 0,55 (litri al secondo cinquantacinque) per tutto l'anno;
2 - Alla società ENERGIE COMUNI s.r.l. è inoltre concesso l'uso delle aree demaniali interessate dalle opere relative alla derivazione;
3 - La concessione è accordata per anni 20 (venti) successivi e continui, decorrenti dalla data di esercizio commerciale, subordinatamente all’osservanza delle condizioni contenute nel sopraccitato disciplinare in data 07.06.2013 n. 3265 di repertorio, che si approva, e verso il pagamento del canone annuo di € 6.380,44 (seimilatrecentottanta/44), salvo adeguamento;
4 - Dalla data del presente provvedimento decorre l’obbligo di versamento dei canoni demaniali;
5 - La costruzione delle opere relative alla derivazione e l’uso dell’acqua sono vincolati all’ottenimento dell'autorizzazione alla costruzione e all’esercizio dell’impianto ai sensi del D.Lgs. 387/2003;
6 - Secondo quanto disposto dall’art. 20 del R.D. 1775/1933 la concessione non potrà essere ceduta, né in tutto né in parte, senza il preventivo nulla osta dell’ente concedente;
7 - Ai sensi di quanto disposto al punto A) 6) dell'Allegato A alla DGRV n. 694 del 14.05.2013, in caso di modifiche introdotte dall'approvazione dell'impianto e dal conseguente rilascio dell'autorizzazione alla costruzione e all'esercizio dello stesso, ai sensi del D.Lgs. 387/2003, da parte dell'ente competente, l'ente concedente potrà procedere all'eventuale adeguamento del presente provvedimento e del disciplinare di rilascio della concessione di derivazione d'acqua pubblica;
8 - Ai sensi di quanto disposto al punto B) 3) dell'Allegato A alla DGRV n. 694 del 14.05.2013, in caso di esito negativo del procedimento per il rilascio dell'autorizzazione alla costruzione e all'esercizio dell'impianto l'ente concedente dichiarerà la decadenza della concessione di derivazione d'acqua pubblica;
9 - Il concessionario in ogni caso non potrà avanzare alcuna richiesta di indennizzo per la mancata attuazione della derivazione d’acqua e a nessun altro titolo;
10 - Di stabilire che il presente decreto venga pubblicato per estratto nel Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto;
11 - Avverso il presente atto è ammesso ricorso entro 60 giorni, decorrenti dalla data di comunicazione del provvedimento, al Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche.
ing.Nicola Salvatore