Piano di riordino territoriale. Avvio processo di aggiornamento e acquisizione di supporti specialistici all'Amministrazione regionale. L.R. n. 18/2012. DGR n. 17/2024.
| Note per la trasparenza |
Con il presente provvedimento si avvia il processo di aggiornamento del Piano di riordino territoriale approvato dalla Giunta regionale con la DGR n. 17/2024 e si ritiene di avvalersi di supporti tecnico-specialistici in materia di associazionismo comunale e di pianificazione del riordino territoriale regionale.
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L'Assessore Paola Roma per l'Assessore Marco Zecchinato, di concerto con l'Assessore Paola Roma, riferisce quanto segue.
In forza della L.R. 27 aprile 2012, n. 18 “Disciplina dell’esercizio associato di funzioni e servizi comunali”, recentemente modificata dalla L.R. 6 settembre 2023, n. 23, la Regione del Veneto promuove la gestione associata delle funzioni e dei servizi comunali con l’obiettivo di rafforzare la capacità istituzionale e amministrativa dei Comuni di ridotte dimensioni demografiche.
Il Piano di riordino territoriale rappresenta il principale strumento di attuazione della suddetta L.R. n. 18/2012, tracciando le direttrici per la costruzione di reti territoriali con un dimensionamento adeguato all’erogazione efficiente ed efficace dei servizi ai cittadini, conseguendo anche delle economie di scala. La Giunta regionale, con DGR n. 17 del 16 gennaio 2024, acquisito il parere della competente Commissione consiliare ed all’esito di un lungo ed articolato processo partecipativo con gli stakeholders istituzionali, ha approvato, a dieci anni di distanza dal precedente, il nuovo Piano di riordino territoriale.
Il Piano la cui durata è quinquennale, prevede i seguenti quattro assi principali di azione:
- la semplificazione dei livelli di governance, individuando nell’Ambito Territoriale Sociale (ATS) l’ambito ottimale di programmazione, attorno al cui perimetro gradualmente dovranno convergere i vari livelli di governance regionale esistenti quali ad esempio i distretti di polizia locale, i distretti di protezione civile, etc.;
- il ricorso alle Intese Programmatiche d’Area (IPA) ed alle Conferenze dei Sindaci quali soggetti, dotati o meno di personalità giuridica, in grado di porsi quali agenzie di sviluppo della programmazione negoziata territoriale;
- il sostegno alle Unioni di Comuni ed alle Unioni montane, che lavorino ad una ridefinizione della governance istituzionale;
- il rafforzamento dei processi di fusione di Comuni anche attraverso l’implementazione del progetto “Fusione 500 comuni nel 2030” e il supporto continuo ai Comuni che avviino percorsi di fusione.
Il tutto anche mediante incentivi e premialità da prevedersi a favore dei soggetti associativi in tutti i bandi con cui l’Amministrazione regionale eroga contributi a favore degli Enti locali.
Nel corso della scorsa Legislatura l’Amministrazione regionale ha cominciato a dare una prima attuazione al Piano, incentrando la propria azione sul sostegno alla approvazione della Legge regionale 4 aprile 2024, n. 9 inerente agli Ambiti Territoriali Sociali e sulla riorganizzazione delle Unioni Montane del Veneto prevista dal Piano stesso e dalla Legge regionale 28 settembre 2012, n. 40
Successivamente sono intervenuti altri fattori rilevanti per la ottimale attuazione del Piano ed in particolare:
- la Legge 12 settembre 2025, n. 131 sulla Montagna che ha portato alla riclassificazione dei Comuni Montani;
- l’eliminazione dell’obbligo associativo per i Comuni sotto i 5.000 abitanti prevista dal Decreto Legge 27 dicembre 2024, n. 202, convertito, con modificazioni, dalla Legge 21 febbraio 2025, n. 15.
Vi è poi da considerare a livello regionale:
- l’avvio del percorso di costituzione degli Ambiti Territoriali Sociali in forza della emanazione della L.R. n. 9/2024;
- le disposizioni di sostegno allo sviluppo delle Intese Programmatiche d’Area con la novellazione dell’art. 25 della Legge regionale 29 novembre 2001, n. 35;
- la programmazione dello svolgimento di n. 3 referendum consultivi sulla fusione di Comuni.
Tutti questi fattori esogeni ed endogeni del sistema delle forme associative richiede ora l’avvio di un processo di aggiornamento del Piano di riordino territoriale che, decorsi ormai tre anni dalla sua approvazione, tenga conto dei cambiamenti intervenuti e sappia dare loro concreta attuazione, in funzione predittiva degli scenari evolutivi che vengono così ad aprirsi.
Il tema degli Ambiti Territoriali Sociali individuati dal Piano stesso come ambiti ottimali di governance diventa sempre più centrale, per la riconduzione ad essi di tutta una serie di funzioni e servizi erogabili su area vasta e si intreccia con il percorso di definizione normativa a livello regionale delle funzioni sociali che verranno attribuite all'Ambito stesso, e che richiederà un periodo transitorio di accompagnamento degli Enti locali verso il nuovo soggetto che verrà individuato quale gestore delle stesse.
La ridefinizione delle Unioni montane alla luce delle nuove disposizioni nazionali sui Comuni montani diventa centrale per l’erogazione in maniera efficace delle funzioni e dei servizi afferenti la montagna, anche mediante la ridefinizione della riconduzione delle stesse a un ambito territoriale sociale coincidente con il territorio provinciale.
L’analisi dell’impatto economico e sociale delle fusioni avvenute nell’ultimo decennio in Veneto, unitamente ad una rivisitazione degli indicatori posti alla base del Progetto Fusioni 500 comuni contenuto nel PRT, assume rilevanza sempre più strategica in considerazione delle istanze di fusione che molti territori avanzano in merito.
In tale contesto, la Direzione Enti Locali, Polizia locale e procedimenti Elettorali ritiene fondamentale acquisire uno studio tecnico-specialistico volto ad analizzare l’impatto macroeconomico sui territori dei processi di fusione dei Comuni che si sono realizzati in Veneto negli ultimi quindici anni, al fine di disporre di elementi conoscitivi aggiornati.
Altrettanto strategico è il riposizionamento delle Intese Programmatiche d'Area (IPA), strumento peculiare della programmazione regionale veneta, che potrebbero porsi come interlocutore di supporto privilegiato a livello territoriale per le opportunità di accesso alle risorse finanziarie comunitarie e nazionali delle Amministrazioni locali.
Il tutto da perseguirsi in quell’ottica di ascolto e condivisione con i territori, ottica che è alla base della costruzione del Piano di riordino territoriale.
Il raggiungimento di tali obbiettivi e la conseguente implementazione dell'aggiornamento del Piano richiedono l'attivazione di una serie di competenze specialistiche non possedute all'interno della struttura regionale competente per materia. Si ritiene opportuno, quindi, avvalersi di un supporto tecnico-specialistico in materia di associazionismo comunale e di pianificazione del riordino territoriale regionale, da acquisire per un periodo biennale, secondo le procedure previste dal D.Lgs. n. 36/2023.
L’acquisizione dei suddetti supporti tecnici specialistici sarà curata dalla Direzione Enti Locali, Polizia locale e procedimenti Elettorali, nel rispetto delle procedure di cui al D.Lgs. n. 36/2023, avvalendosi del supporto di soggetti che abbiano una qualificata esperienza in materia di associazionismo comunale e di pianificazione del riordino territoriale regionale.
Si determina in € 230.000,00 IVA compresa, l’importo massimo delle obbligazioni di spesa alla cui assunzione provvederà con propri atti il Direttore della Direzione Enti Locali, Polizia locale e procedimenti Elettorali disponendo la copertura finanziaria a carico dei fondi stanziati sul capitolo n. 101744 “Azioni regionali per favorire l’associazionismo comunale e la fusione di comuni (art. 11 L.R. 27/04/2012, n. 18)” del Bilancio di previsione 2026-2028, con imputazione di € 50.000,00 nell’esercizio finanziario 2026 ed € 90.000,00 per ciascun esercizio finanziario 2027 e 2028.
Infine, si propone di incaricare la Direzione Enti Locali, Polizia locale e procedimenti Elettorali dell’esecuzione del presente atto, ivi comprese le procedure per l’acquisizione del servizio sopra descritto.
Il relatore conclude la propria relazione e propone all'approvazione della Giunta regionale il seguente provvedimento.
LA GIUNTA REGIONALE
UDITO il relatore, il quale dà atto che la struttura competente ha attestato, con i visti rilasciati a corredo del presente atto, l'avvenuta regolare istruttoria della pratica, anche in ordine alla compatibilità con la vigente legislazione statale e regionale, e che successivamente alla definizione di detta istruttoria non sono pervenute osservazioni in grado di pregiudicare l'approvazione del presente atto;
VISTO il D.Lgs. 23 giugno 2011, n. 118 “Disposizioni in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni, degli enti locali e dei loro organismi, a norma degli artt. 1 e 2 della legge 5 maggio 2009, n. 42”;
VISTO il D.Lgs. 31 marzo 2023, n. 36 "Codice dei contratti pubblici in attuazione dell'articolo 1 della legge 21 giugno 2022, n. 78, recante delega al Governo in materia di contratti pubblici.";
VISTA la L.R. 27 aprile 2012, n. 18 “Disciplina dell'esercizio associato di funzioni e servizi comunali”, come modificata dalla L.R. n. 2/2020 “Disposizioni in materia di enti locali di modifica alle LL.RR. 18/2012 e 40/2012”;
VISTA la L.R. 28 settembre 2012, n. 40 “Norme in materia di unioni montane”, come modificata dalla L.R. 24 gennaio 2020, n. 2 “Disposizioni in materia di enti locali di modifica alle LL.RR. 18/2012 e 40/2012”;
VISTO l’art. 2 co. 2 della L.R. 31 dicembre 2012, n. 54 “Legge regionale per l’ordinamento e le attribuzioni delle strutture della giunta regionale in attuazione della legge regionale statutaria 17 aprile 2012, n. 1 “Statuto del Veneto”;
VISTA la L.R. 06 settembre 2023 n. 23 “Disposizioni in materia di associazionismo intercomunale, fusioni di Comuni e intese programmatiche d’area (IPA)”;
VISTA la L.R. 10 aprile 2026, n. 3 “Collegato alla legge di stabilità regionale 2026”;
VISTA la DGR 16 gennaio 2024, n. 17 "Approvazione aggiornamento del Piano di riordino territoriale. Art. 8 c.8 L.R. 18 del 27.04.2012. Deliberazione/CR n. 39 del 7 aprile 2023";
VISTA la L.R. 29 novembre 2001, n. 39 “Ordinamento del Bilancio e della contabilità della Regione”;
VISTO il D.Lgs. 23 giugno 2011, n. 118 “Disposizioni in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni, degli enti locali e dei loro organismi, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 5 maggio 2009, n. 42”;
VISTA la L.R. 10 aprile 2026, n. 4 “Bilancio di Previsione 2026 -2028”;
VISTA la DGR 9 aprile 2026, n. 219 "Documento tecnico di Accompagnamento al Bilancio di Previsione 2026-2028";
VISTO il Decreto del Segretario Generale della Programmazione n. 3 del 15 aprile 2026, che ha approvato il Bilancio Finanziario Gestionale 2026-2028;
VISTA la Deliberazione della Giunta regionale n. 311 del 30 aprile 2026, che ha approvato le direttive per la gestione del bilancio di previsione 2026/2028;
delibera
- di approvare le premesse quale parte integrante e sostanziale del presente provvedimento;
- di prendere atto dello stato di attuazione del Piano di riordino territoriale, approvato con DGR n. 17 del 16 gennaio 2024, nonché delle principali modifiche normative e dei processi istituzionali intervenuti in tema di Enti locali;
- di ritenere necessario procedere all’aggiornamento del Piano di riordino territoriale di cui all’art. 8 della L.R. 27 aprile 2012, n. 18 al fine di adeguarne i contenuti alle modifiche del quadro normativo di riferimento e agli sviluppi intervenuti nell’attuazione delle politiche regionali in materia di associazionismo comunale;
- di dare avvio alle attività di aggiornamento del Piano di riordino territoriale, di cui all’art. 8 della L.R. n.18/2012, come approvato dalla Giunta regionale con DGR n. 17 del 16 gennaio 2024, anche mediante l’acquisizione di un supporto tecnico-specialistico in materia di associazionismo comunale e di un supporto in tema di pianificazione del riordino territoriale regionale;
- di determinare in € 230.000,00 IVA compresa, l’importo massimo delle obbligazioni di spesa alla cui assunzione provvederà con propri atti il Direttore della Direzione Enti Locali, Polizia locale e procedimenti Elettorali disponendo la copertura finanziaria a carico dei fondi stanziati sul capitolo n. 101744 “Azioni regionali per favorire l’associazionismo comunale e la fusione di comuni (art. 11 L.R. 27/04/2012, n. 18)” del Bilancio di previsione 2026 -2028, con imputazione di € 50.000,00 nell’esercizio finanziario 2026 ed € 90.000,00 per ciascun esercizio finanziario 2027 e 2028;
- di dare atto che la Direzione Enti Locali, Polizia locale e procedimenti Elettorali, alla quale è stato assegnato il capitolo di cui al precedente punto, ha attestato che lo stesso presenta sufficiente capienza;
- di incaricare la Direzione Enti Locali, Polizia locale e procedimenti Elettorali dell’esecuzione del presente atto, ivi comprese le procedure per l’acquisizione dei servizi di supporto tecnico-specialistico di cui al punto 4;
- di dare atto che il presente provvedimento è soggetto a pubblicazione, ai sensi dell’art. 23 del D.Lgs. 14 marzo 2013, n. 33;
- di pubblicare il presente atto nel Bollettino ufficiale della Regione.