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Bur n. 99 del 30 dicembre 2011


AZIENDA ULSS N. 9, TREVISO

Accordo di programma per la realizzazione del piano di zona 2011-2015.

Conferenza dei Sindaci dell’A.U.l.s.s. n. 9 di Treviso Azienda Unità Locale Socio Sanitaria n. 9 di Treviso

Premesso che,

  • il Decreto Legislativo 30.12.1992 n. 502 e successive modificazioni ed integrazioni, recante norme per il riordino della disciplina in materia sanitaria, ha introdotto importanti cambiamenti nell’organizzazione dei servizi socio – sanitari, indicando nella Conferenza dei Sindaci l’ambito rappresentativo degli interessi delle comunità locali in materia socio – sanitaria;
  • secondo quanto disposto dalla L.R. 14.9.1994, n. 56 recante “Norme e principi per il riordino del servizio sanitario regionale in attuazione del D.lgs. 502/1992”, i Comuni partecipano al processo di programmazione socio – sanitaria regionale mediante l’elaborazione del Piano di Zona dei Servizi Sociali da parte della Conferenza dei Sindaci;
  • la L.R. n. 56/94 conferma il riparto delle competenze tra Unità Locale Socio-Sanitaria e i Comuni in materia di attività socio-sanitaria e socio-asistenziale;
  • la L.R. 3.2.1996, n. 5 “Piano Socio-Sanitario regionale per il triennio 1996-1998” all’art. 4 individua i seguenti strumenti per la gestione unitaria dei servizi sociali e socio-sanitari in ambiti territoriali omogenei, che vengono individuati nei distretti: la delega da parte dei Comuni della gestione dei servizi alle Unità Locali Socio-Sanitarie o, in alternativa, la stipula di accordi di programma tra gli enti interessati. Tali deleghe o accordi vengono decisi e stipulati sulla base dei contenuti del Piano di Zona, in relazione alle convenzioni già adottate in ambito distrettuale tra i Comuni.
  • per i Comuni il Piano di Zona rappresenta la possibilità concreta di incidere attivamente sull’organizzazione complessiva dei servizi alla persona e sulla destinazione delle risorse utilizzabili per le attività socio-sanitarie del territorio, formulando, anche nei confronti dell’Azienda U.l.s.s., richieste precise di impegno su obiettivi ed azioni concordate. La valorizzazione del ruolo dell’Ente Locale viene, infatti, realizzata dalla legislazione, che attribuisce ai Comuni una funzione strategica rispetto all’intero processo programmatorio: il Piano di Zona è promosso dai Comuni (tramite l’ Esecutivo dei Sindaci) ed è approvato dalla Conferenza dei Sindaci dei Comuni afferenti il territorio dell’Azienda U.l.s.s. di riferimento;
  • la Legge 328/2000 all’art. 19, c.1 prevede che i comuni associati, a tutela dei diritti della popolazione, d’intesa con le aziende unità sanitarie locali, provvedono, nell’ambito delle risorse disponibili, ai sensi dell’articolo 4, per gli interventi sociali e socio-sanitari, secondo le indicazioni del piano regionale di cui all’articolo 18, comma 6, a definire il piano di zona, che individua:
    1. gli obiettivi strategici e le priorità di intervento nonché gli strumenti e i mezzi per la relativa realizzazione;
    2. le modalità organizzative dei servizi, le risorse finanziarie, strutturali e professionali, i requisiti di qualità in relazione alle disposizioni regionali adottate ai sensi dell’articolo 8, comma 3, lettera h);
    3. le forme di rilevazione dei dati nell’ambito del sistema informativo di cui all’articolo 21;
    4. le modalità per garantire l’integrazione tra servizi e prestazioni;
    5. le modalità per realizzare il coordinamento con gli organi periferici delle amministrazioni statali, con particolare riferimento all’amministrazione penitenziaria e della giustizia;
    6. le modalità per la collaborazione dei servizi territoriali con i soggetti operanti nell’ambito della solidarietà sociale a livello locale e con le altre risorse della comunità;
    7. le forme di concertazione con l’azienda unità sanitaria locale e con i soggetti di cui all’articolo 1, comma 4.
  • il Piano di Zona 2011-2015, ai sensi dell’art. 19, c.2 della L. 328/2000 viene, di norma, adottato attraverso Accordo di Programma, previsto dall’art. 34 del D.Lgs 267/2000 ed è volto a:
    1. favorire la formazione di sistemi locali di intervento fondati su servizi e prestazioni complementari e flessibili, stimolando in particolare le risorse locali di solidarietà e di auto-aiuto, nonché a responsabilizzare i cittadini nella programmazione e nella verifica dei servizi;
    2. qualificare la spesa, attivando risorse, anche finanziarie, derivate dalle forme di concertazione di cui al comma 1, lettera g);
    3. definire criteri di ripartizione della spesa a carico di ciascun comune, delle aziende unità sanitarie locali e degli altri soggetti firmatari dell’accordo, prevedendo anche risorse vincolate per il raggiungimento di particolari obiettivi;
    4. prevedere iniziative di formazione e di aggiornamento degli operatori finalizzate a realizzare progetti di sviluppo dei servizi.
  • la L.R. n. 11 del 13 aprile 2001 “Conferimento di funzioni e compiti amministrativi alle autonomie locali in attuazione del D.Lgs. n. 112/98”, ribadisce che il Piano di Zona è lo strumento primario di attuazione della rete dei servizi sociali e dell’integrazione sociosanitaria;
  • all’accordo di programma, per assicurare l’adeguato coordinamento delle risorse umane e finanziarie, possono partecipare i soggetti pubblici di cui alla L. 328 del 8.11.2000, art.1 c.3, nonché i soggetti di cui all’art.1, c.4 e all’articolo 10, che attraverso l’accreditamento o specifiche forme di concertazione, concorrono, anche con propri risorse, alla realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali previsto nel Piano;
RICORDATO
  • che il presente Piano di Zona è il risultato dell’attività concertata dei diversi attori territoriali coinvolti nei Tavoli Tematici, è stato predisposto in armonia con la vigente normativa e le linee guida regionali, approvate con DGR 3702 del 28.11.2006, DGR 157 del 26.1.2010, DGR 2802 del 3.8.2010;
  • che con DGR 157 del 26.1.2010 la Regione Veneto ha disposto che l’adozione del Piano di Zona da parte della Conferenza dei Sindaci e del Direttore Generale dell’Azienda Ulss avvenga attraverso apposito Accordo di Programma che da attuazione al piano stesso (art. 19 legge 328/2000 e art. 34 D.L.vo n. 267/2000);
  • che con DGR 157 del 26.1.2010 la Regione Veneto ha disposto che l’Accordo di programma debba essere sottoscritto dal Presidente della Conferenza dei Sindaci, per espresso mandato della Conferenza dei Sindaci, dal Direttore Generale dell’Azienda Ulss e da eventuali altre istituzioni pubbliche interessate;
  • che il Piano di Zona è incluso nel Piano Attuativo Locale (PAL), documento base per la pianificazione aziendale, nel quale sono definite le linee strategiche dell’Azienda per il triennio (2010-2012) e in cui sono declinati i singoli obiettivi operativi per ogni anno.
  • che gli accordi di programma vigenti alla data odierna e sottoscritti tra i Comuni dell’A.U.l.s.s. n. 9 e l’Azienda U.l.s.s. n.9 per promuovere e realizzare un’adeguata integrazione socio-sanitaria sul territorio sono recepiti quale parte essenziale per la realizzazione del Piano di Zona, mantenendo la loro validità fino alla scadenza naturale;
  • che gli accordi di programma, le convenzioni, le collaborazioni con Enti pubblici ed i soggetti privati, vigenti alla data di approvazione del presente accordo, sono recepiti quale parte essenziale per la realizzazione del Piano di Zona 2011-2015, mantenendo la loro validità fino a scadenza naturale.
Gli Enti interessati, come di seguito elencati:
  • L’Azienda Unità Locale Socio Sanitaria n. 9 di Treviso, nella persona del Direttore Generale, dott. Claudio Dario;
  • I Sindaci dei 37 Comuni del territorio dell’Azienda Ulss n.9 di Treviso, rappresentati dal Presidente della Conferenza dei Sindaci, il sindaco di Treviso On. Gian Paolo Gobbo:
1. Comune di Arcade
2. Comune di Breda di Piave
3. Comune di Carbonera
4. Comune di Casale sul Sile
5. Comune di Casier
6. Comune di Cessalto
7. Comune di Chiarano
8. Comune di Cimadolmo
9. Comune di Fontanelle
10. Comune di Gorgo al Monticano
11. Comune di Istrana
12. Comune di Mansuè
13. Comune di Maserada
14. Comune di Meduna di Livenza
15. Comune di Mogliano Veneto
16. Comune di Monastier
17. Comune di Morgano
18. Comune di Motta di Livenza
19. Comune di Oderzo
20. Comune di Ormelle
21. Comune di Paese
22. Comune di Ponte di Piave
23. Comune di Ponzano Veneto
24. Comune di Portobuffolè
25. Comune di Povegliano
26. Comune di Preganziol
27. Comune di Quinto
28. Comune di Roncade
29. Comune di Salgareda
30. Comune di San Biagio di Callalta
31. Comune di San Polo di Piave
32. Comune di Silea
33. Comune di Spresiano
34. Comune di Treviso
35. Comune di Villorba
36. Comune di Zenson di Piave
37. Comune di Zero Branco.

Convengono

di assumere l’impegno a realizzare il Piano di Zona 2011-2015, ciascuno per la parte di rispettiva competenza, compatibilmente con la legislazione nazionale e regionale vigente e l’effettiva disponibilità delle risorse umane, materiali ed economiche, finanziate dai soggetti istituzionali preposti (Stato, Regione, UlSS, Comuni, compartecipazione utenti) e messe in campo dai diversi attori coinvolti nella realizzazione dello Piano. L’attuazione all’accordo avverrà nei modi di seguito specificati:

Art. 1

Finalità
Finalità del presente accordo è la realizzazione del Piano di Zona 2011-2015 nell’ambito del territorio dell’Azienda Unità Socio Sanitaria Locale n. 9 di Treviso, elaborato secondo i criteri della vigente normativa nazionale e regionale.
Il piano di zona si configura come specifico strumento di programmazione delle politiche sociali e socio-sanitarie definite a livello locale in coerenza con le linee di indirizzo regionali. Attraverso il piano di zona si programmano la distribuzione e l’allocazione delle risorse, coerentemente con i vincoli stabiliti su base regionale, nonché tutti gli interventi sociali e sociosanitari del territorio, includendo sia gli interventi consolidati, sia le azioni di potenziamento e di innovazione promosse.

Attraverso il piano di zona, si perseguono le seguenti finalità:
  • promuovere una programmazione sociale integrata in grado di coniugare le strategie di protezione con quelle di promozione del benessere dei cittadini;
  • favorire l’equità territoriale, sostenendo l’equilibrio nell’offerta dei servizi e promuovendo regolamenti e comportamenti uniformi all’interno del territorio;
  • favorire lo sviluppo di un sistema di offerta in grado di cogliere l’evoluzione dei bisogni della popolazione;
  • favorire la piena integrazione tra i soggetti pubblici e i soggetti del privato sociale interessati alla costruzione del sistema integrato di interventi e servizi sociali;
  • sostenere e facilitare il governo dell’integrazione sociosanitaria.
Il Piano di Zona 2011-2015 comprende:
  • l’analisi, qualitativa e quantitativa, dei bisogni della popolazione (consolidati ed emergenti);
  • la definizione, per ogni area d’intervento, delle priorità e delle politiche sociali e sociosanitarie locali, attorno alle quali attivare le specifiche azioni: di mantenimento, di potenziamento/riconversione, di innovazione;
  • l’identificazione delle modalità di raccordo fra le attività dell’A.Ulss n. 9 e le attività dei Comuni;
  • le strategie di integrazione su obiettivi comuni fra soggetti pubblici, fra questi e i soggetti del privato sociale, delle istituzioni e delle espressioni organizzate della comunità locale;
  • l’individuazione, qualificazione e quantificazione delle risorse, - materiali, umane e finanziarie – pubbliche e private (for profit e non profit), disponibili e/o attivabili all’interno di un unica progettualità globale;
  • le forme di monitoraggio e verifica sull’andamento e lo stato di attuazione del Piano;
  • le progettualità sperimentali che ogni area d’utenza intende sviluppare nel quinquennio di validità del Piano.
Art. 2

Campi di applicazione dell’accordo

Gli accordi sottoscritti hanno lo scopo e la finalità di programmare i servizi alla persona nei 37 Comuni del territorio aziendale. Pertanto, gli accordi comunali, intercomunali e/o interdistrettuali sono finalizzati al miglior coordinamento dei servizi socio-assistenziali con quelli socio-sanitari, il tutto per favorire un’effettiva integrazione dell’area sociale con quella sanitaria.

Il campo di applicazione del Piano di Zona 2011-2015:
  • i servizi erogati dai 37 Comuni
  • i servizi sociali e socio-sanitari erogati dall’Az. U.l.s.s. n. 9
  • i servizi sociali e socio-sanitari erogati da tutti gli altri attori che partecipano al processo di programmazione concertata del Piano di Zona.
Le aree di intervento interessate dalle attività di programmazione del Piano sono:
  • Famiglia, infanzia, adolescenza, minori in condizione di disagio, giovani
  • Persone anziane
  • Disabilità
  • Salute mentale
  • Dipendenze patologiche
  • Immigrazione
  • Marginalità e inclusione sociale
Art. 3

Contenuti dell’accordo

Il contenuto del presente accordo di programma è dato dal testo integrale del Piano di Zona 2011-2015 così come approvato dalla Conferenza dei Sindaci dell’Azienda Unità Locale Socio Sanitaria n. 9 di Treviso, nella seduta del 25 Novembre 2010.

Art. 4

Impegni dei Soggetti firmatari

L’attuazione del contenuto dell’accordo avviene ad opera dei singoli soggetti partecipanti i quali svolgono i compiti loro affidati dall’accordo stesso e si impegnano a compiere ogni azione che concorra alla realizzazione dei singoli progetti anche in collaborazione con: Associazioni e Gruppi di Volontariato, Cooperative sociali, Fondazioni, IPAB, Centri di Servizio per anziani, Scuole, Organizzazioni sindacali, Enti Pubblici, ecc.
Ciascun Ente partecipante all’accordo interverrà attraverso i propri delegati agli incontri ed alle attività programmate per il monitoraggio e la verifica del Piano stesso.
L’Azienda Unità Sanitaria Locale n. 9 si impegna a recepire i contenuti del presente Piano di Zona dei Servizi alla Persona ai sensi del D.lgs. 229/99 e della Legge 328/2000, inserendoli nel Piano Attuativo Locale (P.A.L.) e nei programmi delle Attività Territoriali Distrettuali (P.A.T.)

Art. 5

Provvedimenti amministrativi - presa d’atto dell’iniziativa

Si prende atto che per l’iniziativa di cui al presente accordo di programma ciascun Comune darà comunicazione alla rispettiva Giunta Comunale o al Consiglio Comunale.

Art. 6

Monitoraggio e valutazione del Piano di Zona dei Servizi alla Persona:
soggetti coinvolti

Ai sensi della DGR 3702 del 28.11.2006 l’attività di valutazione dei piani di zona sarà declinata a livello della singola azienda ULSS e a livello regionale.
Per quanto riguarda il primo livello, ciascuna Azienda ULSS procederà, al termine di ciascuna annualità di validità del piano, alla redazione di una “Relazione valutativo - previsionale” che dovrà contenere: la valutazione di ciò che è stato realizzato nell’anno precedente, le azioni correttive degli obiettivi strategici del piano e il piano attuativo per l’anno successivo.
Relativamente al secondo livello, la competente Direzione Regionale per i Servizi Sociali procederà ad una valutazione annuale, condotta sulla base delle “Relazioni valutativo - previsionali” prodotte dagli Uffici di Piano di ciascuna Azienda ULSS.
Il monitoraggio e la valutazione sullo stato di attuazione del Piano di Zona sarà effettuato con il coinvolgimento dei soggetti che hanno partecipato alla stesura del piano stesso.

Art. 7

Realizzazione dell’accordo

Il Piano di Zona mira alla valorizzazione delle risorse presenti sul territorio che concorrono all’erogazione dei servizi.
Sia le leggi nazionali, sia la legislazione regionale prevedono infatti l’impegno degli enti locali e delle regioni nel riconoscere ed agevolare il ruolo dei soggetti della comunità locale, sostenendo la valorizzazione delle diverse responsabilità non solo per garantire legittimazione alle scelte e maggiore condivisione delle risorse necessarie alla loro attuazione, ma come sostanziale applicazione del principio che l’intera comunità locale è chiamata a rendersi responsabile del proprio sviluppo, in una logica di sussidiarietà e di condivisione delle responsabilità ai diversi livelli.
Secondo tali principi l’Azienda U.l.s.s. n. 9 e la Conferenza dei Sindaci riconoscono ed agevolano la partecipazione degli organismi non lucrativi di utilità sociale, degli organismi della cooperazione, delle associazioni e degli enti di promozione sociale, delle fondazioni e degli enti di patronato, delle organizzazioni di volontariato, degli enti privati accreditati, delle organizzazioni sindacati, degli enti riconosciuti, delle confessioni religiose con le quali lo Stato ha stipulato patti, accordi o intese operanti nel settore per la programmazione, l’organizzazione e la gestione del sistema integrato di interventi e servizi sociali.

Art. 8

Destinatari

Destinatari del presente accordo di programma sono i cittadini e le famiglie dei Comuni dell’Azienda Unità Locale Socio Sanitaria n. 9 di Treviso che hanno sottoscritto il presente accordo.

Art. 9

Diffusione e pubblicizzazione

Saranno promossi, a cura dei soggetti contraenti in forma singola o associata, incontri finalizzati all’illustrazione e diffusione dei contenuti del presente accordo.
L’Azienda U.l.s.s. n. 9 renderà disponibile nel proprio sito la copia integrale del documento “Piano di Zona 2011-2015”.

Art 10

Validità, efficacia e pubblicazione dell’accordo

Il presente Accordo di Programma, sottoscritto per dare attuazione al Piano di Zona nel quinquennio 2011-2015, viene presentato all’approvazione della Conferenza dei Sindaci dell’A. U.l.s.s. n. 9.

L’accordo acquisterà efficacia non appena intervenuta l’approvazione da parte dei competenti organi e sarà pubblicato sul BUR della Regione Veneto ai sensi dell’art. 34, c.4, del D.lgs. n. 267/2000.


Claudio Dario
Direttore Generale
Azienda U.l.s.s. n. 9 di Treviso

Gian Paolo Gobbo
Presidente Conferenza dei Sindaci
Azienda U.l.s.s. n. 9 di Treviso

IL DIRETTORE GENERALE dott. Claudio DARIO


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