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Scarica versione stampabile Deliberazione della Giunta Regionale

Bur n. 116 del 26 agosto 2025


Materia: Veterinaria e zootecnia

Deliberazione della Giunta Regionale n. 959 del 12 agosto 2025

Protocollo per la gestione di tartarughe marine e cetacei spiaggiati e dei possibili nidi di Caretta caretta, con particolare riferimento alle coste del Veneto.

Note per la trasparenza

Il presente provvedimento approva il protocollo per la gestione delle tartarughe marine e dei cetacei spiaggiati e dei possibili nidi di Caretta caretta lungo le coste venete, con l’obiettivo di monitorare e di tutelare le specie attraverso una rete interistituzionale. 

L'Assessore Cristiano Corazzari riferisce quanto segue.

Le crescenti pressioni antropiche ed ambientali stanno apportando significativi cambiamenti al Mar Mediterraneo. Tra i grandi Vertebrati che lo popolano vi sono le tartarughe marine e i cetacei che rappresentano importanti bioindicatori delle condizioni di salute del mare. Tuttavia, poiché tali specie trascorrono la maggior parte della loro vita in aree remote, l’attività di monitoraggio e di recupero di eventuali soggetti in difficoltà sono particolarmente complesse. 

La tutela delle specie marine e dell’ecosistema marino a livello internazionale, comunitario e nazionale trova significativa attenzione, così come dettagliato a livello normativo:

  • la Convenzione internazionale firmata dai rappresentanti di 80 paesi a Washington nel 1973, entrata in vigore a luglio 1975, sul commercio internazionale delle specie minacciate di estinzione (Convention on International Trade in Endangered Species of Wild Fauna and Flora, CITES), recepita dall’Italia con la Legge 7 febbraio 1992, n. 150, modificata dal Decreto Legislativo 18 maggio 2001, n. 275;
  • la Convenzione per la protezione del Mar Mediterraneo dall’inquinamento (Convenzione di Barcellona, 1976), ratificata dall’Italia con la Legge 27 maggio 1999, n. 175;
  • la Convenzione di Berna, adottata nel 1979 ed entrata in vigore nel 1982, sulla conservazione della fauna selvatica e dell’ambiente naturale in Europa, ratificata dall’Italia con la Legge 5 agosto 1981, n. 503;
  • la Convenzione di Bonn sulla conservazione delle specie migratorie appartenenti alla fauna selvatica (Convention on the Conservation of Migratory Species of Wild Animals, CMS), adottata il 23 giugno del 1979, e ratificata dall’Italia con la Legge 25 gennaio 1983, n. 42;
  • il Protocollo sulle aree particolarmente protette del Mediterraneo (Protocol Concerning Mediterranean Specially Protected Areas, noto come protocollo SPA), adottato a Ginevra il 3 aprile 1982 e ratificato a Barcellona il 10 giugno 1995 come protocollo sulle aree particolarmente protette e sulla diversità biologica nel Mediterraneo denominato SPA and Biodiversity Protocol (Protocol Concerning Specially Protected Areas and Biological Diversity in the Mediterranean);
  • il Piano di Azione per la Conservazione delle Tartarughe Marine del Mediterraneo, adottato nel 1989 nell’ambito del Mediterranean Action Plan (MAP);
  • la Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare UNCLOS (United Nations Convention on the Law of the Sea), firmata a Montego Bay in Giamaica il 10 dicembre 1982, e ratificata dall’Italia con la Legge 2 dicembre 1994, n. 689;
  • la Convenzione sulla Diversità Biologica firmata a Rio de Janeiro il 5 giugno 1992 e ratificata dall’Italia con la Legge 14 febbraio 1994, n. 124;
  • il Regolamento (CE) 1967/2006 del Consiglio, del 21 dicembre 2006, relativo alle misure di gestione per lo sfruttamento sostenibile delle risorse della pesca nel Mar Mediterraneo e recante modifica del Regolamento (CEE) n. 2847/93, che abroga il Regolamento (CE) n. 1626/94;
  • la Direttiva 92/43/CEE e successive modifiche ed integrazioni, relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche, recepita dall’Italia con il DPR 8 settembre 1997, n. 357, e successive modifiche ed integrazioni.

Tra le diverse specie il tursiope Tursiops truncatus e la tartaruga marina Caretta caretta sono inserite negli Allegati II e IV della Direttiva n. 92/43/CEE (Direttiva Habitat), nell’Allegato II della Convenzione di Berna, nell’Allegato II del Protocollo SPA/BIO della Convenzione di Barcellona, nell’Allegato II della Convenzione di Bonn e nella Convenzione CITES. Inoltre Tursiops truncatus è incluso nell’Accordo per la Conservazione dei Cetacei nel Mar Nero, Mar Mediterraneo e Zona Atlantica adiacente (ACCOBAMS).

A livello nazionale, al fine di assicurare i principali accordi di tutela e salvaguardia dei cetacei, è stato istituto nel 2015, con Decreto Direttoriale del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare di concerto con il Ministero della Salute, il Tavolo di Coordinamento della “Rete Nazionale spiaggiamenti Mammiferi Marini” con lo scopo di coordinare in modo efficace, sinergico e standardizzato su scala nazionale l’azione dei vari soggetti competenti e di assicurare un costruttivo scambio di informazioni. Lo stesso Ministero della Salute ha provveduto, con nota acquisita al prot. reg. n. 391166 del 21/07/2023, ad effettuare una ricognizione a livello regionale sull’attivazione della rete per gli spiaggiamenti regionale e lo stesso ha ribadito il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) con prot. reg. n. 214893 del 03/05/2024. A tal riguardo la Direzione Turismo, oggi Direzione Turismo e Marketing territoriale, ha riscontrato con nota prot. reg 332733 dello 08/07/2024 l'avvio della formalizzazione della Rete regionale degli spiaggiamenti dei cetacei e delle tartarughe marine in stretta collaborazione con l’Università degli Studi di Padova-Dipartimento di Biomedicina Comparata e Alimentazione (Dipartimento BCA), richiamando, a tal riguardo, l’attività del CERT (Cetacean strandings Emergency Response Team dell'Università degli Studi di Padova Dipartimento BCA): ossia una squadra di pronto intervento per gli spiaggiamenti dei cetacei, operativa nell’ambito della Rete Nazionale Spiaggiamenti e convenzionata con l’allora Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.

Su scala regionale, al fine di tutelare le specie Tursiops truncatus e Caretta caretta, la Giunta regionale ha approvato con DGR n. 1135 del 6 agosto 2020, il nuovo Sito di Importanza Comunitaria in ambito marino IT3270025 "Adriatico Settentrionale Veneto - Delta del Po". Questo significativo traguardo è stato reso possibile grazie all’azione sinergica della Regione con l'Ente Parco Naturale Regionale Veneto del Delta del Po, l’Università degli Studi di Padova (Dipartimento BCA) e i diversi portatori di interesse del settore della pesca.

Le azioni di tutela e di monitoraggio delle suddette specie sono richiamate anche nel Quadro di Azioni Prioritarie (PAF) per Natura 2000 nella Regione del Veneto, approvato con DGR n. 82 del 26 gennaio 2021.

Inoltre con DGR n. 1531 del 29 novembre 2022, la Giunta regionale ha approvato diverse iniziative per l’avvio della creazione di un HUB della fauna selvatica terrestre e marina, con l'obiettivo di sviluppare un polo rivolto alla gestione, al recupero, alla ricerca, al monitoraggio e alla conservazione della fauna selvatica nel Delta del Po. Questo percorso è attuato in collaborazione con l'Ente Parco Naturale Regionale Veneto del Delta del Po, l’Università degli Studi di Padova (Dipartimento BCA) e l’Agenzia Veneta per l’Innovazione nel Settore Primario (AVISP).

A tal riguardo, la Giunta regionale ha approvato con DGR n. 1614 del 13 dicembre 2022 lo schema di "Accordo di collaborazione tra la Regione del Veneto e l’Ente Parco Naturale Regionale Veneto del Delta del Po per la realizzazione  del “Progetto Integrato per il potenziamento dell’attrattività turistica del Delta del Po” ricompreso nel Piano Nazionale per gli Investimenti Complementari al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza “P.N.R.R.” approvato con decreto-legge 6 Maggio 2021, n. 59, convertito, con modificazioni, dalla Legge 1° luglio 2021, n. 101". In tale ambito, tra gli interventi in fase di attuazione, vi è la ristrutturazione dell’immobile ad uso didattico denominato “EX-CEAC” nel Comune di Porto Viro (RO), che include anche la realizzazione di spazi idonei per l’assistenza veterinaria e il recupero delle tartarughe marine.  

Inoltre al fine di monitorare e conservare diversi habitat e specie marine, la Regione del Veneto ha autorizzato con DGR n. 1574 del 13 dicembre 2022 la partecipazione della Direzione Turismo, oggi Direzione Turismo e Marketing territoriale, e della Direzione Pianificazione Territoriale al progetto strategico Interreg POSEIDONE con i ruoli rispettivamente di partner e partner associato. A tal riguardo sono state avviate diverse attività di monitoraggio sullo stato di conservazione delle specie Tursiops truncatus, Caretta caretta Pinna nobilis nelle acque marine venete.

Successivamente l’Università degli Studi di Padova (Dipartimento BCA), con la quale la Giunta regionale ha approvato con DGR n. 834 del 4 luglio 2023 un Accordo di collaborazione per le attività di monitoraggio delle specie Tursiops truncatus e Caretta caretta, ha fatto pervenire, in data 26 agosto 2024 con prot. reg. n. 427715, alla Direzione Turismo, oggi Direzione Turismo e Marketing Territoriale, il “Protocollo condiviso per la gestione di tartarughe marine e cetacei spiaggiati e dei possibili nidi di Caretta caretta, con particolare riferimento alle coste della Regione Veneto”.

Successivamente si è provveduto, attraverso un costruttivo confronto tra l’Università degli Studi di Padova, la Direzione Turismo e Marketing territoriale – U.O. Strategia regionale della Biodiversità e dei Parchi, la Direzione Ambiente e Transizione Ecologica, la Direzione Prevenzione, Sicurezza alimentare, Veterinaria e l’Agenzia Regionale per la Prevenzione e Protezione Ambientali del Veneto (ARPAV), ad aggiornare il Protocollo, come da Allegato A, quale parte integrante e sostanziale del presente provvedimento. L'obiettivo è stato quello di arricchire il Protocollo con i diversi competenti contributi sotto il punto di vista ecologico, sanitario e gestionale strutturando un documento operativo per la gestione e la conservazione delle specie di interesse.

Il suddetto documento risponde su scala regionale a quanto richiesto dal Ministero della Salute e dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) in merito all'istituzione della Rete Nazionale Spiaggiamenti Mammiferi Marini, integrando tale richiesta anche con la tutela della specie Caretta caretta, al fine di coordinare in modo efficace, sinergico e standardizzato su scala nazionale l’azione dei vari soggetti competenti, assicurando un costruttivo scambio di informazioni interistituzionale. 

Infine si incarica il Direttore della Direzione Turismo e Marketing territoriale – U.O. Strategia regionale della Biodiversità e dei Parchi dell'esecuzione del presente atto.

Il relatore conclude la propria relazione e propone all'approvazione della Giunta regionale il seguente provvedimento.

LA GIUNTA REGIONALE

UDITO il relatore, il quale dà atto che la struttura competente ha attestato, con i visti rilasciati a corredo del presente atto, l'avvenuta regolare istruttoria della pratica, anche in ordine alla compatibilità con la vigente legislazione statale e regionale, e che successivamente alla definizione di detta istruttoria non sono pervenute osservazioni in grado di pregiudicare l'approvazione del presente atto;

VISTA la Convenzione internazionale, entrata in vigore a luglio 1975, sul commercio internazionale delle specie minacciate di estinzione (Convention on International Trade in Endangered Species of Wild Fauna and Flora, CITES), recepita dall’Italia con la Legge 7 febbraio 1992, n. 150, modificata dal Decreto Legislativo 18 maggio 2001, n. 275;

VISTA la Convenzione per la protezione del Mar Mediterraneo dall’inquinamento (Convenzione di Barcellona, 1976), ratificata dall’Italia con la Legge 27 maggio 1999, n. 175;

VISTA la Convenzione di Berna, adottata nel 1979 ed entrata in vigore nel 1982, sulla conservazione della fauna selvatica e dell’ambiente naturale in Europa, ratificata dall’Italia con la Legge 5 agosto 1981, n. 503;

VISTA la Convenzione di Bonn sulla conservazione delle specie migratorie appartenenti alla fauna selvatica (Convention on the Conservation of Migratory Species of Wild Animals, CMS), adottata il 23 giugno del 1979, e ratificata dall’Italia con la Legge 25 gennaio 1983, n. 42;

VISTO il Protocollo sulle aree particolarmente protette del Mediterraneo (Protocol Concerning Mediterranean Specially Protected Areas, noto come protocollo SPA), adottato a Ginevra il 3 aprile 1982 e ratificato a Barcellona il 10 giugno 1995 come protocollo sulle aree particolarmente protette e sulla diversità biologica nel Mediterraneo denominato SPA and Biodiversity Protocol (Protocol Concerning Specially Protected Areas and Biological Diversity in the Mediterranean);

VISTO il Piano di Azione per la Conservazione delle Tartarughe Marine del Mediterraneo, adottato nel 1989 nell’ambito del Mediterranean Action Plan (MAP);

VISTA la Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare UNCLOS (United Nations Convention on the Law of the Sea), firmata a Montego Bay in Giamaica il 10 dicembre 1982, e ratificata dall’Italia con la Legge 2 dicembre 1994, n. 689;

VISTA la Convenzione sulla Diversità Biologica firmata a Rio de Janeiro il 5 giugno 1992 e ratificata dall’Italia con la Legge 14 febbraio 1994, n. 124;

VISTO il Regolamento (CE) 1967/2006 del Consiglio, del 21 dicembre 2006, relativo alle misure di gestione per lo sfruttamento sostenibile delle risorse della pesca nel Mar Mediterraneo e recante modifica del Regolamento (CEE) n. 2847/93 e che abroga il Regolamento (CE) n. 1626/94;

VISTA la Direttiva 92/43/CEE e successive modifiche ed integrazioni, relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche, recepita dall’Italia con il DPR 8 settembre 1997, n. 357, e successive modifiche ed integrazioni;

VISTE le note del Ministero della Salute,  prot. reg. n. 391166 del 21/07/2023, e del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), prot. reg. n. 214893 del 03/05/2024;

VISTE le DDGR n. 1135/2020, n. 82/2021, n. 1531/2022, n. 1614/2022, n. 1574/2022 e n. 834/2023;

VISTO l'art. 2, comma 2 della Legge regionale n. 54 del 31 dicembre 2012 e successive modifiche e integrazioni;

delibera

  1. di approvare le premesse quale parte integrante e sostanziale del presente provvedimento;
  2. di prendere atto di quanto ribadito dal Ministero della Salute e dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) in merito alla necessità di istituire la Rete Nazionale Spiaggiamenti Mammiferi Marini attraverso la realizzazione delle Reti regionali;
  3. di prendere atto della proposta di “Protocollo per la gestione di tartarughe marine e cetacei spiaggiati e dei possibili nidi di Caretta caretta, con particolare riferimento alle coste del Veneto”, redatta dall'Università degli Studi di Padova (Dipartimento BCA) con i contributi delle Direzioni regionali competenti e dell'Agenzia Regionale per la Prevenzione e Protezione Ambientali del Veneto (ARPAV), che implementa la Rete Nazionale Spiaggiamenti Mammiferi Marini richiesta dal Ministero della Salute e dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) e la integra con la tutela dei nidi di Caretta caretta;
  4. di approvare il “Protocollo per la gestione di tartarughe marine e cetacei spiaggiati e dei possibili nidi di Caretta caretta, con particolare riferimento alle coste del Veneto”, di cui all’Allegato A, parte integrante del presente provvedimento;
  5. di incaricare la Direzione Turismo e Marketing territoriale – U.O. Strategia regionale della Biodiversità e dei Parchi dell'esecuzione del presente atto;
  6. di dare atto che la presente deliberazione non comporta spesa a carico del bilancio regionale;
  7. di pubblicare il presente atto nel Bollettino ufficiale della Regione.

(seguono allegati)

Dgr_959_25_AllegatoA_563163.pdf

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