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Materia: Veterinaria e zootecnia
Deliberazione della Giunta Regionale n. 348 del 01 aprile 2025
Approvazione dello schema di Accordo di collaborazione tra la Regione del Veneto e il Dipartimento di Scienze della Vita e Biologia dei Sistemi dell'Università degli Studi di Torino ai fini della realizzazione del progetto "Formazione del personale di vigilanza e supporto nelle attività di monitoraggio genetico del lupo in Veneto" (art. 1 comma 2 L.R. 9 dicembre 1993, n. 50; art. 15 comma 1 della Legge 7 agosto 1990 n. 241).
Si approva lo schema di Accordo di collaborazione tra la Regione del Veneto e il Dipartimento di Scienze della Vita e Biologia dei Sistemi dell’Università degli Studi di Torino ai fini della realizzazione del progetto “Formazione del personale di vigilanza e supporto nelle attività di monitoraggio genetico del lupo in Veneto”, con contestuale autorizzazione delle risorse per la copertura degli oneri in capo alla Regione del Veneto, per un importo complessivo di euro 55.000,00, a valere sul Bilancio pluriennale 2025-2027.
L'Assessore Cristiano Corazzari riferisce quanto segue.
L’articolo 1, comma 2 della Legge regionale n. 50 del 9 dicembre 1993 “Norme per la protezione della fauna selvatica e per il prelievo venatorio” affida alla Regione la promozione e l’attuazione di studi sull’ambiente e sulla fauna selvatica, e l’adozione di opportune iniziative atte allo sviluppo delle conoscenze ecologiche e biologiche del settore.
In ambito faunistico risulta sempre più acceso e complesso il dibattito e il confronto sulla tematica dei grandi carnivori, con particolare attenzione rivolta a lupo e orso, e sui problemi connessi a queste specie. Problematiche, in particolare, affermatesi a partire dal progressivo ritorno e insediamento dei predatori nelle zone dell’arco alpino. Si tratta di dinamiche che devono essere opportunamente comprese e gestite, senza dimenticare il regime di protezione previsto per le specie non solo a livello nazionale, ma anche comunitario, individuando idonee strategie, sia amministrative che operative e prevedendo anche un coordinamento sovra-regionale, con l’obiettivo di prevenire e/o risolvere gli impatti che possono derivare dalla presenza dei grandi carnivori, attualmente in una fase di espansione numerica e territoriale, con la prospettiva di un consolidamento nel medio-lungo termine.
Nello specifico il lupo ha visto, nella prima metà del ‘900, un declino molto importante: la specie si è estinta completamente nell’arco alpino, mentre pochi individui rimanevano lungo la catena degli Appennini, nella loro parte centro-meridionale. La situazione ha subìto una svolta a partire dagli anni '70, quando il lupo ha ripreso lentamente a diffondersi, dapprima lungo la catena appenninica e poi nelle Alpi occidentali. Oggigiorno si continua ad assistere all’incremento numerico nella popolazione di lupo e alla sua espansione territoriale nell’area alpina. In Veneto si assiste nel 2012, in Lessinia, all’insediamento del primo nucleo riproduttivo, costituito da un maschio proveniente dalla Slovenia e da una femmina di origine appenninica; l’anno successivo, a partire da questa coppia, ha origine il primo branco delle Alpi centro-orientali. Da qui la specie ha continuato ad espandersi, sia dal punto di vista territoriale che demografico. I dati del campionamento 2021/2022 (novembre 2023) hanno confermato la presenza certa, in territorio veneto, di 15 unità riproduttive; di queste, se ne individuano alcune che si muovono su un territorio a cavallo tra Veneto e provincia di Trento.
L’Amministrazione regionale risulta attivamente impegnata per gestire tali dinamiche e l’impegno si è concentrato anche, ma non solo, sulla raccolta di dati accurati e aggiornati in merito alla presenza di tali specie attraverso attività di monitoraggio coordinate a livello sovra-regionale alpino, sull’attenuazione degli impatti mediante l’erogazione di indennizzi e sulla prevenzione degli effetti negativi provocati dai grandi carnivori sulle attività economiche, rappresentati in particolare dalle predazioni a carico del bestiame domestico.
Si richiamano a tal proposito le DGR n. 1450 e n. 1451 del 3 dicembre 2024 con cui la Giunta regionale ha attivato un accordo di collaborazione scientifica, rispettivamente con il Dipartimento di Medicina Veterinaria dell’Università di Sassari e con il Centro Studi di Economia e Tecnica dell’Energia Giorgio Levi Cases dell’Università degli Studi di Padova, con l’obiettivo di realizzare un progetto di sperimentazione di nuove tecnologie per la gestione del lupo e attenuare l’impatto legato alla sua presenza, in particolare nelle aree montane del Veneto.
Con particolare riguardo agli indennizzi e alla prevenzione, dal 2007 la Regione del Veneto assicura, a valere sulle proprie risorse ordinarie destinate alla prevenzione e indennizzi dei danni causati da fauna selvatica alle produzioni agricole (art. 28 della L.R. n. 50 del 9 dicembre 1993; art. 3, c. 1 della L.R. n. 6 del 23 aprile 2013), l’erogazione di contributi a titolo di ristoro per i danni da predazione causati da grandi carnivori selvatici alle produzioni zootecniche, nonché gli opportuni interventi di prevenzione di tali danni.
Inoltre, le Regioni e le Provincie autonome sono tenute ad adottare "misure idonee a garantire la salvaguardia e il monitoraggio dello stato di conservazione delle specie e degli habitat naturali di interesse comunitario e delle specie animali e vegetali, con particolare attenzione a quelli di interesse prioritario”, come disposto dall'art. 7, commi 1 e 2 del Decreto del Presidente della Repubblica 8/09/1997, n. 357 che ha recepito la Direttiva 92/43/CEE.
Il citato DPR n. 357/1997 all'art. 13 prevede che le Regioni e le Province autonome presentino al Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare una relazione annuale contenente informazioni sulle misure di conservazione adottate, sugli effetti di tali misure sullo stato di conservazione degli habitat naturali, delle specie animali e vegetali, nonchè i principali risultati del monitoraggio condotto dalla Regioni sullo stato di conservazione delle misure adottate. Il lupo (Canis lupus) è riconosciuto dal medesimo DPR n. 357/1997 quale specie di interesse unionale prioritaria (Allegato B).
Con nota protocollo n. 18114 del 29.04.2020 l'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) ha comunicato alle Regioni, alla Province autonome e agli Enti Parco nazionali l'avvio del primo monitoraggio nazionale del Lupo in Italia nel 2020/2021, trasmettendo le relative Linee guida e Protocolli operativi, prodotti in collaborazione con l’Università degli Studi di Torino (UNITO) e ISPRA. ISPRA ha precisato altresì che per l'area alpina, la raccolta dei dati e il coordinamento delle Regioni alpine e delle altre Amministrazioni locali coinvolte sono stati affidati a UNITO, in collaborazione con il Centro Grandi Carnivori, originariamente nell'ambito del Progetto LIFE Wolfalps EU.
Nell’ambito del programma After LIFE post 2024 si è concordata la continuazione dell’applicazione di tali protocolli del monitoraggio nazionale per le Regioni alpine con il coordinamento di UNITO, in collaborazione con il Wolf Alpine Group (gruppo Internazionale) e quindi in sinergia con le altre Nazioni alpine; tali protocolli hanno l'obiettivo di assicurare l'armonizzazione delle politiche di monitoraggio e gestione del lupo su scala alpina nazionale e internazionale.
Da tenere presente, inoltre, il ruolo non indifferente rivestito dal personale dei corpi di vigilanza, responsabili non solo dei rilievi a seguito di eventi di predazione da grande carnivori, ma anche attivamente coinvolti nelle attività di monitoraggio mediante raccolta e trasmissione dei dati relativi alle specie interessate. Per tale personale, considerate le nuove assunzioni avvenute nelle diverse Amministrazioni negli ultimi anni, vanno previsti degli specifici percorsi formativi sulle tematiche dei rilievi a seguito di eventi di predazione, nelle attività di monitoraggio dei grandi carnivori e per l’esecuzione delle attività finalizzate a rendere efficaci gli interventi di dissuasione nei confronti degli esemplari di lupo (art. 11.1 del DPR n. 357/97) e di altre deroghe.
In questo quadro di riferimento, va considerato che la collaborazione tra la Regione del Veneto e l’Università degli Studi di Torino è iniziata già nell'ambito del suddetto monitoraggio nazionale dal 2020, e precedentemente nell’ambito di due progetti LIFE a partire dal 2013, ed ha consentito di avviare azioni coordinate a livello alpino per il monitoraggio delle specie lupo ricomparsa nel 2012 anche in Veneto dopo quasi un secolo di assenza. In particolare, la collaborazione ha permesso di impostare anche a livello di Regione Veneto un sistematico e programmato monitoraggio della specie sulla base dei protocolli sopracitati, e, attraverso le analisi genetiche effettuate, la costituzione di una banca dati genetica storica di riferimento coordinata su gran parte dell’arco alpino, gestita da UNITO e Centro Grandi Carnivori anche nel lungo termine.
UNITO quindi possiede specifica esperienza e preparazione sulle tematiche del monitoraggio a larga scala della specie lupo, specialmente sull’arco alpino, e di garanzia di coordinamento delle attività nel medio e lungo termine, sia su scala nazionale che internazionale, tenendo in considerazione gli avanzamenti tecnico-scientifici e garantendone le applicazioni e gli adattamenti dei protocolli.
La Regione del Veneto è da parte sua impegnata da anni in attività legate al monitoraggio della specie lupo sulla base dei protocolli nazionali sviluppati da ISPRA e UNITO, ed ha personale regionale preparato sui protocolli dal 2013.
In tal senso si ritiene di proseguire nell'azione di formare del personale impegnato in tali attività di monitoraggio proponendo una forma di collaborazione con UNITO.
Considerata pertanto la specifica esperienza di UNITO sulle tematiche del monitoraggio della specie lupo, anche alla luce degli avanzamenti tecnico-scientifici e considerato che non vi sono analoghe competenze ed esperienze pregresse a livello regionale Veneto, si ritiene di reciproco interesse perseguire gli obiettivi di monitoraggio coordinato della popolazione di lupo nel Veneto.
La Regione del Veneto e il Dipartimento di Scienze della Vita e Biologia dei Sistemi dell’Università degli Studi di Torino hanno definito lo schema di Accordo di collaborazione per la realizzazione del progetto “Formazione del personale di vigilanza e supporto nelle attività di monitoraggio genetico del lupo in Veneto” quale Allegato A, facente parte integrante e sostanziale del presente provvedimento.
Tale schema di Accordo è stato trasmesso alla Regione del Veneto dal Dipartimento di Scienze della Vita e Biologia dei Sistemi dell’Università degli Studi di Torino ed approvato con Delibera del Consiglio di Dipartimento del 27 marzo 2025.
Tutto ciò premesso, considerata la legittimità dell’Accordo presentato, ai sensi dell’art. 15 comma 1 della Legge n. 241 del 7 agosto 1990, concernente gli accordi tra Amministrazioni pubbliche per disciplinare lo svolgimento in collaborazione di attività di interesse comune, e dell’art. 7, comma 4 del Decreto Legislativo n. 36 del 31 marzo 2023 (Nuovo Codice degli Appalti), nonché la congruenza degli oneri a carico della Regione del Veneto, previsti nella misura di complessivi euro 55.000,00 a valere sul 2025, periodo di vigenza dell’Accordo, con il presente provvedimento si propone l'approvazione dello schema di Accordo di collaborazione tra la Regione del Veneto e il Dipartimento di Scienze della Vita e Biologia dei Sistemi dell’Università degli Studi di Torino per la realizzazione del progetto “Formazione del personale di vigilanza e supporto nelle attività di monitoraggio genetico del lupo in Veneto”, nei termini di cui all’Allegato A, facente parte integrante del presente provvedimento, e si autorizza la spesa complessiva di euro 55.000,00 a carico del Bilancio regionale di previsione 2025-2027, a valere sull’annualità 2025.
Il presente Accordo avrà durata fino al 31 dicembre 2025 e trattasi di termine prorogabile mediante Decreto del Direttore della Direzione Agroambiente, Programmazione e Gestione ittica e faunistico-venatoria per il tempo necessario alla conclusione delle attività.
Infine, si affida al Direttore della Direzione Agroambiente, Programmazione e Gestione ittica e faunistico- venatoria ogni successivo adempimento relativo all’attuazione dell’Accordo di cui trattasi, e in particolare:
Il relatore conclude la propria relazione e propone all'approvazione della Giunta regionale il seguente provvedimento.
LA GIUNTA REGIONALE
UDITO il relatore, il quale dà atto che la struttura competente ha attestato, con i visti rilasciati a corredo del presente atto, l'avvenuta regolare istruttoria della pratica, anche in ordine alla compatibilità con la vigente legislazione statale e regionale, e che successivamente alla definizione di detta istruttoria non sono pervenute osservazioni in grado di pregiudicare l'approvazione del presente atto;
RICHIAMATA la Legge n. 157 dell’11 febbraio 1992;
RICHIAMATO il DPR n. 357 dell’8 settembre 1997 che ha recepito la Direttiva 92/43/CEE “Habitat”;
VISTO l’art. 1, comma 2 della L.R. n. 50 del 9 dicembre 1993;
VISTA la nota dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) protocollo n. 18114 del 29.04.2020 concernente il Piano nazionale di monitoraggio del Lupo in Italia nel 2020/2021; VISTO l’art. 15 c. 1 della legge 7 agosto 1990, n. 241;
RICHIAMATA la DGR n. 1450 del 3 dicembre 2024 “Progetto sperimentale per attenuare l'impatto legato alla presenza del lupo nelle aree montane del Veneto anche attraverso l'impiego della tecnologia (Art. 1, comma 2 L.R. 50/1993). Approvazione dello schema di Accordo di collaborazione tra la Regione del Veneto e il Dipartimento di Medicina Veterinaria dell'Università degli Studi di Sassari ai fini della realizzazione del progetto”;
RICHIAMATA la DGR n. 1451 del 3 dicembre 2024 “Progetto sperimentale per attenuare l'impatto legato alla presenza del lupo nelle aree montane del Veneto anche attraverso l'impiego della tecnologia (Art. 1, comma 2 L.R. 50/1993). Approvazione dello schema di accordo di collaborazione tra la Regione del Veneto ed il Centro interdipartimentale di ricerca "Centro Studi di Economia e Tecnica dell'Energia Giorgio Levi Cases" dell'Università degli Studi di Padova ai fini della realizzazione del progetto”;
VISTO l’art. 7, comma 4 del D. Lgs. n. 36 del 31 marzo 2023 (Nuovo Codice degli Appalti);
VISTA la L.R. n. 32 del 27 dicembre 2024 “Legge di stabilità regionale 2025”;
VISTA la L.R. n. 33 del 27 dicembre 2024 “Collegato alla legge di stabilità regionale 2025”;
VISTA la L.R. n. 34 del 27 dicembre 2024 “Bilancio di previsione 2025-2027”;
VISTA la DGR n. 1535 del 30 dicembre 2024 “Approvazione del documento tecnico di accompagnamento al bilancio di previsione 2025-2027”;
VISTO il Decreto del Segretario Generale della Programmazione n. 12 del 30 dicembre 2024 avente ad oggetto l'approvazione del Bilancio Finanziario Gestionale 2025-2027;
delibera
(seguono allegati)
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