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Materia: Acque
Deliberazione della Giunta Regionale n. 1343 del 14 novembre 2024
Approvazione dello schema di Convenzione tra la Regione del Veneto, la Regione Lombardia e l'Autorità di Bacino distrettuale del Fiume Po, ai sensi dell'art. 15 della L. n. 241/1990, per l'esecuzione di attività di studio finalizzate all'aggiornamento del quadro conoscitivo relativo alle condizioni di pericolosità e di rischio idraulico per l'UoM (Unit of Management) ITI026 Fissero - Tartaro - Canalbianco, propedeutico all'aggiornamento della pianificazione di bacino vigente come previsto dal D.Lgs. n. 149/2010.
Con il presente provvedimento si approva lo schema di Convenzione, ai sensi dell’art. 15 della L. n. 241/1990 tra la Regione del Veneto, la Regione Lombardia e l’Autorità di Bacino distrettuale del Fiume Po, finalizzata a sviluppare una collaborazione istituzionale per l’aggiornamento del quadro conoscitivo relativo alle condizioni di pericolosità e di rischio idraulico del reticolo secondario di pianura ricadente nella UoM (Unit of Management) Fissero – Tartaro - Canalbianco per la definizione delle mappe di pericolosità e di rischio idraulico, propedeutico all’aggiornamento della pianificazione di bacino vigente.
L'Assessore Gianpaolo E. Bottacin riferisce quanto segue.
Con l'art. 64 del D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152, come modificato dall'art. 51, comma 5 della Legge 28 dicembre 2015, n. 221, l'intero territorio nazionale è stato ripartito in distretti idrografici, definiti dall'art. 54, comma 1, lett. t) del Decreto legislativo stesso. Tra questi, figura il Distretto idrografico del Fiume Po che comprende, oltre all'omonimo bacino idrografico di rilievo nazionale, anche i bacini del Fissero – Tartaro - Canalbianco, già bacini interregionali ai sensi della Legge n. 183/1989.
L'art. 63 del medesimo D.Lgs. n. 152/2006 ha previsto che in ciascun Distretto idrografico sia istituita un'Autorità di bacino, ente pubblico non economico che opera con particolare riguardo alle attività di pianificazione di bacino distrettuale (artt. 65 – 68) e di programmazione di intervento per l’attuazione del Piano di bacino distrettuale (artt. 69 – 72) ed alle ulteriori attività correlate alle precedenti e previste da specifiche norme dello stesso D.Lgs. n. 152/2006 e dalle successive modifiche ed integrazioni dello stesso.
Il vigente Piano di Gestione del Rischio Alluvioni (PGRA 2021-2027) dell’Autorità di Bacino distrettuale del Fiume Po individua il reticolo idrografico afferente alla UoM Fissero - Tartaro - Canalbianco classificandolo come RSP - Reticolo secondario di pianura, definendo i diversi scenari a bassa (L-P1), media (M-P2) e alta (H-P3) probabilità di alluvione.
Il territorio del Bacino del Fissero - Tartaro - Canalbianco è un tipico territorio di pianura i cui danni per allagamento sono amplificati per il perdurare delle condizioni dovute alle difficoltà di deflusso per le ridotte pendenze.
Ai sensi dell’art. 12 del D.Lgs. n. 49/2010 le mappe delle aree allagabili devono essere riviste e nel caso aggiornate ogni sei anni, al fine di una migliore definizione delle misure di protezione della popolazione, dei beni e dell’ambiente dal rischio alluvionale e saranno poi inserite nel Piano di Gestione del Rischio delle Alluvioni. L'aggiornamento per il terzo ciclo del Piano di Gestione del Rischio Alluvioni è previsto a dicembre 2025.
Nello specifico tra le misure del PGRA 2021 è riportata la Misura ITI026_ITBABD_FRMP2021A_003 “Revisione della pianificazione di bacino vigente” in cui ITI026 è il codice dell’Unità di Gestione del bacino Fissero Tartatro Canalbianco.
La Regione del Veneto, la Regione Lombardia e l’Autorità di Bacino distrettuale del Fiume Po intendono procedere, ai sensi dell’art. 15 della L. n. 241/1990, con l’attivazione di una Convenzione (Allegato A) finalizzata a sviluppare una collaborazione istituzionale per l’aggiornamento del quadro conoscitivo relativo alle condizioni di pericolosità e di rischio idraulico del reticolo secondario di pianura ricadente nella UoM (Unit of Management) Fissero – Tartaro - Canalbianco per la definizione delle mappe di pericolosità e di rischio idraulico, propedeutico all’aggiornamento della pianificazione di bacino vigente.
La Regione del Veneto, come la Regione Lombardia, partecipa al progetto con proprio personale strutturato, coinvolgendo i Consorzi di Bonifica e gli altri soggetti che gestiscono il reticolo secondario. Per la realizzazione delle attività, non sono previste spese a carico del bilancio regionale.
La Regione del Veneto per la realizzazione delle suddette attività si impegna a rendere disponibili risorse umane, dati, relazioni, documenti in propio possesso, acquisire e sistematizzare gli studi e i piani già disponibili e a delimitare le aree a diverso grado di pericolosità idraulica (P3 –H, P2 – M, P1 – L) sulla base di analisi idrologico – idrauliche e delle informazioni storiche, in modo tale da garantire un livello di accuratezza adeguato e comunque superiore a quello del precedente ciclo di pianificazione.
La Convenzione prevede la costituzione di un Gruppo di lavoro, composto da personale degli enti sottoscrittori, per il coordinamento delle attività e la condivisione dei risultati raggiunti e indica il responsabile di ciascun ente per l’attuazione della stessa, che per la Regione del Veneto è individuato nel Direttore dell’Unità Organizzativa Assetto Idrogeologico della Direzione Difesa del Suolo e della Costa, SOS Lavori e Servizi Tecnici.
Si propone quindi l’approvazione dello schema di Convenzione di cui all'Allegato A, parte integrante e sostanziale del presente provvedimento, la quale decorrerà dalla data di sottoscrizione fino al 31 dicembre 2025.
Infine si autorizza il Direttore della Direzione Difesa del Suolo e della Costa, SOS Lavori e Servizi Tecnici alla sottoscrizione della Convenzione di cui all'Allegato A e ad apportare allo schema della stessa eventuali modifiche non sostanziali di natura tecnica nell'interesse dell'Amministrazione regionale.
Il relatore conclude la propria relazione e propone all'approvazione della Giunta regionale il seguente provvedimento.
LA GIUNTA REGIONALE
UDITO il relatore, il quale dà atto che la struttura competente ha attestato, con i visti rilasciati a corredo del presente atto, l'avvenuta regolare istruttoria della pratica, anche in ordine alla compatibilità con la vigente legislazione statale e regionale, e che successivamente alla definizione di detta istruttoria non sono pervenute osservazioni in grado di pregiudicare l'approvazione del presente atto;
VISTO il D.Lgs. 31 marzo 1998, n. 112 "Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle Regioni ed agli Enti locali, in attuazione del Capo I della Legge 15 marzo 1997, n. 59";
VISTA la L. 7 agosto 1990 n. 241 e sue successive integrazioni e modificazioni e, in particolare, l’articolo 15, il quale prevede la possibilità per le pubbliche amministrazioni di concludere tra loro accordi per disciplinare lo svolgimento in collaborazione di attività di interesse comune;
VISTO il D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152 “Norme in materia ambientale” e, in particolare, la Parte terza – sezione I, recante “Norme in materia di difesa del suolo e lotta alla desertificazione”, articoli da 61 a 68;
VISTO il D.Lgs. 23 febbraio 2010, n. 49 “Attuazione della direttiva 2007/60/CE relativa alla valutazione e gestione dei rischi di alluvione”;
VISTO il Piano di Gestione del Rischio di Alluvioni (PGRA) del Distretto idrografico Padano, predisposto ai sensi dell’art. 7 del D.Lgs. n. 49/2010, approvato con DPCM 27 ottobre 2016, avente la finalità di definire un quadro aggiornato della pericolosità e del rischio di alluvioni e individuare le misure per la loro mitigazione e il primo aggiornamento dello stesso approvato con DPCM del 1 dicembre 2022;
delibera
(seguono allegati)
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