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Bur n. 14 del 05 febbraio 2013


Materia: Venezia, salvaguardia

Deliberazione della Giunta Regionale n. 33 del 21 gennaio 2013

Approvazione dello schema di Accordo di Programma con il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, regolante le modalità di verifica dei monitoraggi dei cantieri del MOSE e delle relative misure di compensazione.

Note per la trasparenza:

L'Accordo di Programma tra la Regione del Veneto, il MATTM ed il MIT definisce le modalità di attuazione dei monitoraggi nei cantieri del MOSE, nonchè delle relative misure di compensazione ambientale e riveste carattere di urgenza, data la necessità di garantire la continuità delle attività.

L'Assessore Renato Chisso riferisce quanto segue.

La Legislazione Speciale per Venezia ha come principale finalità la salvaguardia ambientale, storico-artistica e culturale della città di Venezia e della sua Laguna, definendo gli obiettivi strategici, le procedure per realizzarli e le attribuzioni ai diversi soggetti competenti: lo Stato, la Regione e gli Enti Locali.

Allo Stato, tramite il Magistrato alle Acque di Venezia, sono riservate le azioni volte alla salvaguardia fisica e ambientale della Laguna di Venezia ed alla difesa dalle acque alte.

In tale contesto, il Magistrato alle Acque di Venezia, ai sensi e per gli effetti della legislazione speciale per Venezia e la sua laguna, ha avviato un programma di interventi volto, tra l'altro, alla difesa dalle mareggiate.

In particolare, la Legge 5 febbraio 1992, n. 139, stabilisce all'art. 3 che gli interventi di competenza del Magistrato alle Acque devono essere attuati secondo le previsioni del Piano Generale degli Interventi approvato dal Comitato di indirizzo, coordinamento e controllo (ex art. 4 Legge 798/1984) nella seduta del 19.06.1991.

Infatti il Piano Generale contempla, tra gli interventi da realizzare, le opere di regolazione delle maree da eseguire alle tre bocche di porto (cosiddetto MO.S.E.), la cui costruzione è stata avviata nel 2003.

L'attuazione delle disposizioni previste dalla direttiva comunitaria 92/43/CEE, finalizzata a salvaguardare la biodiversità mediante la conservazione degli habitat, nonché della flora e della fauna selvatiche nel territorio europeo degli Stati membri, prevede l'adozione di opportune misure per evitare il degrado degli habitat naturali e degli habitat di specie, nonché le perturbazioni, suscettibili di avere conseguenze significative, sulle specie per cui i siti della rete Natura 2000 sono stati individuati.

Nell'ambito della procedura di infrazione 2003/4762, il Magistrato alle Acque di Venezia ha predisposto un primo documento denominato "Piano delle misure di compensazione, conservazione e riqualificazione ambientale dei SIC IT3250003; IT3250023; IT3250031; IT3250030 e della ZPS IT3250046" (di seguito ci si riferisce a questo come Piano delle Misure), che ha recepito le indicazioni e i suggerimenti del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.

Il Piano è stato approvato dalla Regione del Veneto con D.G.R. n. 3758 del 27.11.07 ed è stato trasmesso alla Commissione Europea dal Governo Italiano con nota del 19 ottobre 2007 prot. n. 9104.

Il Governo Italiano si è quindi formalmente impegnato a garantire il finanziamento degli interventi previsti nel Piano e nelle successive integrazioni, quali misure di compensazione ambientale del progetto MO.S.E.

Nel documento (che è stato aggiornato e approvato nella sua ultima versione con DGR n. 682 del 17 aprile 2012) vengono descritte le attività che il Magistrato alle Acque ha avviato e sta per avviare quali misure di compensazione per la costruzione delle opere mobili alle bocche di porto della Laguna di Venezia, per dar corso all'impegno che il Governo Italiano si è assunto nei confronti della Commissione Europea.

Per ciascuno degli habitat e delle specie comunitarie interessati dalle attività di cantiere si sono elaborate, con un approccio cautelativo, una o più misure compensative volte alla ricostituzione o riqualificazione di superfici sempre maggiori di quelle occupate temporaneamente e permanentemente dall'opera.

Le misure di compensazione sono suddivise in due categorie principali: la categoria 1, che fa riferimento a tutte le misure direttamente riconducibili alle finalità di compensazione previste dalla Direttiva 92/43/CEE; la categoria 2, che comprende tutti gli interventi proposti che, pur non essendo direttamente riconducibili alle finalità di compensazione, hanno una spiccata valenza positiva sul miglioramento del sistema lagunare di habitat e specie.

Nell'ambito di tale Piano di Misure, il Magistrato alle Acque ha attivato un Piano di monitoraggio al fine di adempiere agli obblighi previsti dalla Direttiva Habitat 92/43/CEE, dalla Direttiva Uccelli 2009/147/CEE.

Tale Piano di Monitoraggio è stato predisposto a chiusura della procedura di infrazione 2003/4762 per il progetto MOSE e comprende, oltre alla continuazione del monitoraggio nella fase di costruzione dell'opera, il monitoraggio degli interventi di compensazione.

L'esecutore delle attività di monitoraggio dei cantieri attualmente è un consorzio (CORILA) costituito da Istituti universitari ed Enti di ricerca.

A tale proposito, con nota ENV (2008) 13085 del 15/7/2008 la Commissione Europea ha richiesto, relativamente al progetto MO.S.E., che "le attività connesse al monitoraggio siano sotto la responsabilità di un Ente indipendente da quello coinvolto direttamente o indirettamente nell'esecuzione dei lavori".

A riscontro di tale nota, la Presidenza del Consiglio dei Ministri, con nota in data 20 ottobre 2008 ha trasmesso alla Commissione Europea la Relazione predisposta dal Magistrato alle Acque di Venezia in risposta alla procedura d'infrazione 2003/4762 per il progetto MO.S.E., proponendo di coinvolgere nelle attività di monitoraggio l'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) istituito con Decreto Legge 25 giugno 2008, n.112 convertito con modificazioni dalla Legge 6 agosto 2008, n.133.

Conseguentemente, in data 11 dicembre 2008 è stato sottoscritto un Accordo di programma tra il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti - Magistrato alle Acque di Venezia e la Regione del Veneto, nel quale il MATTM, al fine di archiviare la procedura d'infrazione 2003/4762, ricopre la funzione di garante della corretta conduzione dei monitoraggi e del rispetto delle regole comunitarie, avvalendosi di ISPRA per l'attività di controllo del monitoraggio dei cantieri e delle misure di compensazione del Mo.S.E.

Successivamente, con uno specifico Accordo tra MATTM, Magistrato alle Acque di Venezia e ISPRA, sottoscritto in data 13 luglio 2009, sono stati definiti, per il periodo di tre anni dalla sottoscrizione dell'atto, gli impegni reciproci, precisando le attività di ISPRA relative al controllo del monitoraggio delle attività di cantiere e delle opere di compensazione.

In data 16 febbraio 2011 la Commissione Europea con nota ENV A.1/MA, ha chiesto alle Autorità italiane ulteriori informazioni complementari in merito al Progetto MO.S.E. ("Pratica E.U.-Pilot 477/09/ENVI- Richiesta di informazioni complementari).

Con nota prot. n. DPE 0001754 P-4.22.17.4.5 del 2/03/2012 la Presidenza del Consiglio dei Ministri - Struttura di Missione per le Procedure d'Infrazione trasmette alla Commissione Europea la documentazione integrativa richiesta. La commissione riscontra a tale trasmissione, precisando che "a seguito dell'esame dei documenti trasmessi dalle autorità italiane il 15 giugno 2011, ed in particolare la lettera della Regione Veneto del 13 giugno del 2011 prot. n. 281929 e la bozza di Piano delle misure di compensazione, conservazione e riqualificazione ambientale per il progetto MO.S.E., datata 13 giugno 2011, i servizi della Commissione considerano adeguate le misure comunicate dalle Autorità Italiane".

In riferimento al sopracitato Accordo di Programma sottoscritto in data 13 luglio 2009, sulla base della proposta di ISPRA formalizzata con nota prot. n. 24212 del 25/06/2012, il MATTM, il Magistrato alle Acque di Venezia e ISPRA hanno prorogato detto Accordo fino alla data del 31/12/2012.

Nell'ambito delle proprie competenze in tema di attuazione e monitoraggio della rete Natura 2000, la Regione Veneto provvede a esaminare ed esprimere il proprio parere obbligatorio e vincolante sugli studi per la valutazione di incidenza e relativi al contenzioso sulla compatibilità di piani, progetti e interventi con le disposizioni di cui alle Direttive 92/43/CEE, 2009/147/CE e al D.P.R. 357/97 e s.m.i., nonché a coordinare le attività di monitoraggio in relazione alle misure di mitigazione e compensazioni di piani progetti e interventi nel rispetto delle deroghe previste dal D.P.R. 357/97 e s.m.i. e a provvedere ai rapporti in materia con lo Stato e con l'Unione europea attraverso la predisposizione di periodiche relazioni informative.

Approssimandosi la conclusione delle attività previste dall'AdP sottoscritto nel 2009, è stato avviato un confronto tra le diverse autorità, che ha visto il fattivo coinvolgimento della Regione Veneto, in quanto soggetto titolare di rilevanti competenze in materia ambientale.

Va infatti precisato che, che a seguito del completamento e della messa in funzione del MO.S.E., la Regione sarà titolata a svolgere l'attività di monitoraggio dell'intero ecosistema lagunare, nel rispetto delle funzioni ad essa attribuite dal D.P.R. 357/97.

Il Piano delle Misure, ai sensi della Direttiva Habitat e Uccelli, accogliendo le richieste della Commissione europea, prevede che il piano di monitoraggio delle misure di compensazione sia svolto in un arco temporale di 30 anni da aggiornare dopo 10 e 20 anni, per valutare l'efficacia delle metodologie di indagine adottate ed integrarle od aggiornarle, anche in funzione delle nuove condizioni ambientali che si dovessero essere nel frattempo instaurate in Laguna di Venezia e nell'intero Nord Adriatico.

Data la complessità della situazione della laguna, gli indicatori e la struttura del sistema informativo per il monitoraggio, sono fondamentali per valutare gli impatti, l'efficacia ed efficienza degli interventi, previsti sia nel piano delle mitigazioni e compensazioni della Direttiva Habitat.

In tale contesto, appare quanto mai opportuno coordinare i diversi processi di monitoraggio, confrontando o aggregando i risultati, giungendo ad un impegno reciproco per lo scambio di informazioni relative ai diversi interventi, oltre al MO.S.E., avviati o programmati nella Laguna di Venezia, al fine di ottimizzare anche le rispettive attività di monitoraggio, oltre che le specifiche modalità, che altrimenti rischiano di sovrapporsi.

È infatti necessario ricondurre a sistema tutte le attività di monitoraggio ambientale che riguardano la Laguna di Venezia ed il territorio ad essa afferente e che sono attuate in recepimento alle diverse normative nazionali, comunitarie e regionali in tema di tutela dell'ambiente.

Tale esigenza potrà essere soddisfatta solo attraverso la definizione di uno specifico Accordo di Programma Quadro tra gli enti coinvolti nella salvaguardia di Venezia e della sua Laguna, con l'obiettivo sia di rispettare i criteri di efficienze ed economicità, sia di garantire l'adeguato livello di eccellenza richiesto dal peculiare valore ambientale, naturalistico, storico e culturale di tale area.

In tale quadro di riferimento generale, con il presente provvedimento si approva (Allegato A) lo schema di Accordo di Programma tra Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Ministero delle Infrastrutture e Trasporti e Regione del Veneto regolante le modalità di verifica dei monitoraggi dei cantieri del MO.S.E. e delle misure di compensazione, conservazione e riqualificazione ambientale nel rispetto delle direttive e prescrizioni comunitarie.

Il relatore conclude le propria relazione e propone all'adozione della Giunta Regionale il presente provvedimento.

LA GIUNTA REGIONALE

UDITO il relatore, incaricato dell'istruzione dell'argomento in questione ai sensi dell'art. 53, IV comma dello Statuto, il quale dà atto che la struttura competente ha attestato l'avvenuta regolare istruttoria della pratica, anche in ordine compatibilità con la vigente legislazione regionale e statale;

VISTE le Leggi n. 171 del 16 aprile 1973, n. 798 del 29 novembre 1984, n. 360 dell'8 novembre 1991 e n. 139 del 5 febbraio 1992;

VISTE le Direttive 92/43/CEE e 2009/147/CE;

VISTI i DD.PP.RR. 8 settembre 1997, n. 357 e 12 marzo 2003, n. 120;

VISTE le DD.GG.RR. 31 gennaio 2006, n. 192 e 14 marzo 2006, n. 740;

VISTA la D.G.R. 10 ottobre 2006, n. 3173;

VISTE le DD.GG.RR. 27 novembre 2007, n. 3758 e 17 aprile 2012, n. 682;


delibera

1.       Le premesse costituiscono parte integrante e sostanziale del presente provvedimento.

2.       Di approvare lo schema di Accordo di Programma tra Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Ministero delle Infrastrutture e Trasporti e Regione del Veneto (Allegato A) regolante le modalità di verifica dei monitoraggi dei cantieri del MO.S.E. e delle misure di compensazione, conservazione e riqualificazione ambientale nel rispetto delle direttive e prescrizioni comunitarie.

3.       Di dare atto che il Presidente della Giunta Regionale, o suo delegato, provvederà alla sottoscrizione dell'Accordo di Programma, in rappresentanza della Regione Veneto.

4.       Di incaricare l'Unità di Progetto Coordinamento Commissioni (VAS-VINCA-NUVV), di concerto con la Direzione Regionale Progetto Venezia, dell'esecuzione del presente atto.

5.       Di dare atto che la presente Deliberazione non comporta spesa a carico del Bilancio regionale.

6.       Di dare atto che i sottoscrittori dell'Accordo di Programma in oggetto si impegnano a giungere alla definizione di un Accordo di Programma Quadro tra le diverse Pubbliche Amministrazioni coinvolte nella salvaguardia di Venezia e della sua Laguna, volto a mettere a sistema tutte le attività di monitoraggio ambientale attuate nel bacino lagunare, nel mare antistante e nel territorio afferente la Laguna di Venezia, nel rispetto dei criteri di efficienza ed economicità e in recepimento delle diverse normative comunitarie, nazionali e regionali in tema di tutela ambientale.

7.       Di trasmettere il presente provvedimento al Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e al Ministero delle Infrastrutture e Trasporti.

8.       Di pubblicare il presente provvedimento nel Bollettino Ufficiale della Regione.

(seguono allegati)

33_AllegatoA_245408.pdf

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