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Materia: Programmazione
Deliberazione della Giunta Regionale n. 3323 del 04 novembre 2008
Programmazione decentrata - Riconoscimento Nuove Intese Programmatiche d'Area (IPA). (Art. 25 l.r. 35/2001; DGR n. 2796/2006).
(La parte di testo racchiusa fra parentesi quadre, che si riporta per completezza di informazione, non compare nel Bur cartaceo, ndr) [L'Assessore alle Politiche dell'Economia, dello Sviluppo, della Ricerca e dell'Innovazione, Vendemiano Sartor, riferisce quanto segue.
Con legge regionale 29 novembre 2001, n. 35 "Nuove norme sulla programmazione", la Regione del Veneto ha ridisegnato e rafforzato l'assetto programmatorio regionale, fondandolo su cinque strumenti base: il Programma Regionale di Sviluppo (PRS), i Piani regionali di settore, il Documento di Programmazione Economica e Finanziaria (DPEF), il Piano di Attuazione e Spesa (PAS) e il Bilancio (annuale e pluriennale).
In attesa della messa a pieno regime di tutti gli istituti della legge regionale di programmazione, l'attività di programmazione regionale negli scorsi anni ha beneficiato delle possibilità offerte da due preesistenti strumenti normativi, sia di fonte regionale che statale.
Nello specifico ci si riferisce alla legge regionale n. 13/1999 "Interventi regionali per i Patti territoriali" e al complesso delle norme generate dalla legge 662/1996 "Misure di razionalizzazione della finanza pubblica" e specificate da numerose delibere CIPE (nn. 142/1999, 84/2000, 138/2000, 36/2000, 17/2003, 20/2004, 35/2005, 3/2006; 166/2007 - quest'ultima in attesa di programmazione), a cui la Regione ha affiancato una consistente quota di cofinanziamento.
Pertanto, nella logica di avvicinare tali strumenti alle nuove forme di programmazione della citata l.r. 35/2001, sono state apportate - con disposizioni delle leggi finanziarie per gli anni 2003 e 2004 - alcune variazioni ed integrazioni che allargavano l'originale latitudine di intervento.
D'altra parte, contestualmente alla formazione del primo PAS, la Giunta regionale ha inteso avviare anche le Intese Programmatiche d'Area (IPA), dato che l'art. 25 della l.r. 35/2001 prevede che il PAS, con l'intesa delle Amministrazioni provinciali, delle Comunità montane e dei Comuni, possa essere sviluppato per aree subregionali.
Le IPA sono lo strumento con cui la Regione Veneto offre la possibilità agli Enti pubblici locali e alle Parti economiche e sociali di partecipare alla programmazione regionale, attraverso la definizione di accordi e la formulazione di proposte finalizzate allo sviluppo socio-economico.
Le IPA rappresentano, dunque, momenti di concertazione con funzioni di analisi del territorio e di proposta in ordine alle azioni di sviluppo che si rilevano come prioritarie per il territorio stesso.
Si tratta di un metodo di co-decisione attraverso il quale vengono formulate proposte politiche con l'obiettivo di incidere non solo sulla programmazione regionale ma anche su quella degli stessi Comuni coinvolti, "vincolando" su base volontaria le politiche e gli strumenti di programmazione dei soggetti agli obiettivi e alle strategie comuni.
La Regione del Veneto ha lasciato in un primo momento che le iniziative locali si sviluppassero spontaneamente, approvando, con D.G.R. n. 2796/2006, soltanto alcune linee di orientamento per la costituzione e la gestione delle IPA. Successivamente, con D.G.R. 3517/2007, sono state riconosciute come IPA 20 soggetti: 18 ex Patti territoriali e 2 IPA di "nuova costituzione" (Camposampierese e Castellana).
Gli ex Patti territoriali (l.r. 13/1999) hanno continuato a modificare la propria organizzazione adeguandosi a quanto previsto dalla D.G.R. n. 2796/2006.
In particolare, l'ex Patto territoriale dell'Agno - Chiampo, attivato il 9 settembre 1999, ha progressivamente avviato un nuovo percorso organizzativo e programmatorio finalizzato a creare le condizioni necessarie per l'attuazione dell'Intesa Programmatica d'Area dell'Agno - Chiampo, spostando successivamente il suo ambito di competenza in un territorio più ampio che può essere ricompreso sotto il nome di "Ovest Vicentino".
In data 16 luglio 2008, il Tavolo di concertazione ha quindi approvato il nuovo "Documento programmatico d'area 2008 - 2010", aggiornato e ampliato rispetto al nuovo ambito territoriale dell'IPA (che attualmente ricomprende, oltre ai comuni precedentemente coinvolti, con l'esclusione di Recoaro Terme e Valdagno, anche i comuni di Arzignano, Creazzo, Gambellara, Montebello Vicentino, Montecchio Maggiore, Monteviale, Montorso Vicentino, Sovizzo e Zemeghedo, tutti situati in Provincia di Vicenza).
Tra le IPA riconosciute con la DGR 3517/2007 anche quella della Bassa Padovana ha adottato un nuovo documento programmatico che contiene i requisiti richiesti dalla DGR 2796/2006. Tale documento intitolato "Dal Patto territoriale all'IPA. Le linee strategiche per un nuovo percorso di sviluppo della Bassa Padovana", contiene, infatti, un generale inquadramento dell'IPA nell'ambito degli strumenti di sviluppo del territorio, una dettagliata analisi e diagnosi del territorio stesso e l'individuazione degli obiettivi strategici di sviluppo locale.
Inoltre, altre cinque aree, diverse da quelle precedentemente coinvolte nei Patti territoriali, hanno messo in essere iniziative locali spontanee per costituirsi in IPA. Queste sono: l'Alpago, le Terre Alte della Marca Trevigiana, l'Alto Vicentino, il Medio Brenta e la Val Belluna.
L'IPAdelle Terre Alte della Marca Trevigiana si sta costituendo nel territorio di 27 comuni della Provincia di Treviso: Cappella Maggiore, Cison di Valmarino, Conegliano, Cordignano, Farra di Soligo, Follina, Fregona, Godega di Sant'Urbano, Mareno di Piave, Miane, Moriago della Battaglia, Orsago, Pieve di Soligo, Refrontolo, Revine Lago, San Fior, Santa Lucia di Piave, San Pietro di Feletto, Sarmede, Segusino, Sernaglia della Battaglia, Susegana, Valdobbiadene, Vazzola, Vidor, Vittorio Veneto; Tarzo (789 kmq, popolazione residente pari a 204.964 ab. - dati ISTAT 2007).
È stato sottoscritto un Atto di adesione preliminare all'attivazione dell'IPA il 20 luglio 2007, cui hanno aderito, oltre agli Enti locali, alla Provincia di Treviso, alla Comunità Montana delle Prealpi Trevigiane e all'ULSS n. 7 di Pieve di Soligo, anche Parti economiche e sociali e molte Associazioni portatrici di interessi collettivi.
L'Atto di adesione preliminare ha previsto la costituzione di un Tavolo di concertazione locale, come espressione equilibrata e rappresentativa dei partner dei vari ambienti istituzionali e socio-economici del territorio, e la sua regolamentazione mediante predisposizione e adozione di un apposito Regolamento interno che, nel perseguimento dei principi di trasparenza e imparzialità, prevede le modalità di convocazione del Tavolo, le regole di svolgimento delle riunioni e le forme delle decisioni.
Come Soggetto responsabile dell'IPA è stato individuato il Comune di Pieve di Soligo, con i compiti di assicurare, tra l'altro: il corretto ed efficiente funzionamento del partenariato istituzionale ed economico - sociale locale; la rappresentanza unitaria del Tavolo di concertazione e gli interessi dei Soggetti sottoscrittori dell'IPA (anche nelle sedi concertative istituite a livello regionale e nazionale); il coordinamento delle attività di elaborazione e di attuazione dell'IPA delle Terre Alte della Marca Trevigiana per lo svolgimento delle funzioni amministrative connesse all'attività di segreteria tecnica.
L'IPA delle Terre Alte della Marca Trevigiana ha predisposto il 10 aprile 2008 una prima diagnosi territoriale che ha consentito di descrivere e mettere in evidenza le principali caratteristiche del territorio e di individuarne i punti di forza e di debolezza. La loro visione complessiva ha permesso di individuare idee e progetti per lo sviluppo del territorio che sono stati discussi in un seminario strategico il 7 febbraio 2008. Ciò ha permesso di definire il sistema degli obiettivi della strategia di sviluppo locale, con un documento approvato dal Tavolo di concertazione a luglio 2008.
Tali documenti contengono nel loro complesso la definizione dell'area, la diagnosi territoriale, la descrizione dell'idea - forza e l'individuazione degli obiettivi strategici di sviluppo locale, mentre per quanto riguarda la definizione delle azioni necessarie per risolvere i problemi fondamentali e l'individuazione di tipologie di interventi strutturali, l'analisi verrà affidata a più Tavoli di lavoro settoriali e verrà successivamente approvata in via definitiva dal Tavolo di Concertazione.
La proposta di IPAdell'Alto Vicentino interessa il territorio di 26 comuni della provincia di Vicenza, con una superficie di oltre 660 kmq e con una popolazione di 187.747 abitanti. Dell'IPA fanno parte tutti i comuni che appartenevano precedentemente al Patto territoriale dell'Astico Leogra (Laghi, Posina, Valli del Pasubio, Torrebelvicino, Schio, Monte di Malo, Santorso, Piovene Rocchette, Velo d'Astico, Cogollo del Cengio, Arsiero, Tonezza del Cimone, Valdastico, Pedemonte, Lastebasse), i Comuni di Valdagno e Recoaro Terme, che appartenevano al Patto territoriale dell'Agno - Chiampo e i comuni di Chiuppano, Carrè, Isola Vicentina, Malo, Marano Vicentino, San Vito di Leguzzano, Thiene, Villaverla e Zanè che non appartenevano a nessun precedente Patto territoriale.
L'8 maggio 2007, a Valdagno, è stato sottoscritto l' "Atto di adesione preliminare all'IPA" da parte di Enti Locali, Parti economiche e sociali e Associazioni portatrici di interessi collettivi dell'ambito territoriale dell'Alto Vicentino; contestualmente sono stati avviati i lavori di "costruzione" dell'IPA. È stato infatti istituito un Tavolo di concertazione, con un proprio regolamento in grado di consentire la piena espressione del partenariato istituzionale ed economico-sociale locale.
Come soggetto responsabile dell'IPA è stato individuato il Comune di Schio.
La strategia di sviluppo locale individuata è il risultato del processo di concertazione locale che si è svolto in questi termini:
- diagnosi territoriale (presentata al tavolo di concertazione a luglio 2007);
- discussione di idee e progetti (seminario strategico del 12 ottobre 2007, tavoli di lavoro tematici individuati nel corso del Tavolo di concertazione del 9 aprile 2008);
- redazione di una prima proposta di documento programmatico d'area 2008 - 2010, approvata dal Tavolo di concertazione il 3 luglio 2008.
La proposta di IPA del Medio Brenta interessa il territorio di 24 comuni delle province di Padova e Vicenza: Galliera Veneta; S. Martino di Lupari; Cittadella; Tombolo; Fontaniva; Carmignano di Brenta; Grantorto; San Giorgio in Bosco; Campo San Martino; Gazzo; Piazzola sul Brenta; Curtarolo; Vigodarzere; Limena; Villafranca Padovana; Campodoro (Provincia di Padova), Cartigliano, Pozzoleone, Rosà, Tezze sul Brenta; Cassola; Mussolente; Romano d'Ezzelino; Rossano Veneto (Provincia di Vicenza) - 441 kmq, popolazione residente 202.787.
Il 16 maggio 2008 a Piazzola sul Brenta è stato sottoscritto l' "Atto di adesione preliminare" da parte di Enti locali, Parti economiche e sociali e Associazioni portatrici di interessi collettivi dell'ambito territoriale del Medio Brenta. Contestualmente è stato individuato quale Soggetto responsabile dell'IPA l'Unione dei Comuni del Brenta e sono stati avviati i lavori di "costruzione" dell'Intesa Programmatica d'Area: istituzione di un Tavolo di concertazione locale, adozione di un apposito Regolamento interno, approvazione della diagnosi territoriale, discussione della strategia di sviluppo nel seminario strategico del 4 luglio 2008.
Sia per l'IPA dell'Alto Vicentino che per l'IPA del Medio Brenta, il processo di individuazione di obiettivi e di interventi strategici è ancora da ultimare e da rendere più aderente alle esigenze del territorio, ma si sta svolgendo in modo consono e appropriato.
La proposta di IPA dell'Alpago, comprendente i comuni di Chies d'Alpago, Farra d'Alpago, Pieve d'Alpago, Puos d'Alpago e Tambre situati in Provincia di Belluno (un'area di circa 182,1 kmq per 10.208 abitanti - dati ISTAT 2007),è stata avviata con la sottoscrizione del Protocollo d'Intesa il 2 maggio 2007, cui però ha partecipato la sola Comunità montana dell'Alpago ed i relativi Comuni.
Successivamente, il Tavolo di concertazione si è dotato di un Regolamento interno che ne disciplina finalità e funzioni, individuando, come soggetto capofila della costituenda IPA, la Comunità montana dell'Alpago.
È stata predisposta anche un'analisi del territorio che contiene la definizione dell'area e la descrizione dell'idea - forza dell'IPA. L'individuazione dettagliata degli obiettivi strategici di sviluppo locale, la descrizione delle azioni necessarie per risolvere i problemi fondamentali, la definizione degli impegni e delle modalità di cooperazione tra i soggetti sono contenute nel Documento Programmatico Integrativo presentato alla Regione del Veneto il 22 luglio 2008, in occasione della scadenza dei termini previsti dalla D.G.R. 953 del 06/05/2008. Dal verbale del Tavolo di concertazione del 18/07/2008 si evince la condivisione delle linee di intervento individuate anche da parte delle Associazioni economiche e sociali presenti, che però non hanno ancora aderito al Protocollo d'Intesa dell'IPA.
La proposta di IPA della Val Belluna, comprendente i comuni di Lentiai, Limana, Mel, Sedico, Sospirolo e Trichiana situati in Provincia di Belluno (un'area di circa 363,7 kmq per 31.204 abitanti - dati ISTAT 2006),è stata avviata con la sottoscrizione del Protocollo d'Intesa il 18 luglio 2008 e l'adozione del Regolamento interno del Tavolo di concertazione. Come Soggetto responsabile della costituenda IPA è stata individuata la Comunità montana della Val Belluna.
La prima analisi del territorio contiene la definizione dell'area e la descrizione dell'idea - forza dell'IPA, l'individuazione degli obiettivi strategici di sviluppo locale, la descrizione delle azioni necessarie per risolvere i problemi fondamentali e un primo elenco di interventi.
Vi è però da ribadire che, alla luce di quanto sta avvenendo nel processo di adeguamento delle IPA esistenti o in corso di costituzione e di quanto previsto dalla D.G.R. 2796/2006, si ritiene che la dimensione della popolazione coinvolta da un'IPA non debba scendere sotto i 150.000 - 220.000 abitanti. Infatti, se si considera che il numero delle IPA potrà variare tra 20 e 30, la dimensione demografica media corrispondente sarà compresa tra i 200.000 e i 300.000 abitanti; tale dimensione scende ai numeri sopra indicati se si considerano come entità autonome le città capoluogo di provincia.
Anche considerando che tale intervallo costituisce un valore medio regionale e che per i territori montani si deve sicuramente tener conto delle loro specificità e quindi non solo della dimensione demografica, ma anche di quella territoriale (la provincia di Belluno ricomprende circa il 4-5% della popolazione regionale ma ben il 20% del territorio Veneto), la dimensione dell'area dell'Alpago e della Val Belluna sembrano insufficienti sia da un punto di vista demografico che territoriale.
Di conseguenza, un loro inserimento nel contesto delle IPA risulta problematico, dovendo essere ricercata una nuova aggregazione che comprenda i territori limitrofi che presentano omogeneità nei settori produttivi e dei servizi terziari, oltre che nei fabbisogni territoriali e di infrastrutturazione.
Pertanto la Regione del Veneto riconosce come nuove Intese Programmatiche d'Area (IPA) ai sensi dell'art. 25 della l.r. n. 35/2001 e della d.g.r. n. 2796/2006 i seguenti soggetti che, secondo quanto previsto, hanno già provveduto a sottoscrivere un Protocollo d'Intesa, a costituire il Tavolo di concertazione, ad individuare un soggetto capofila in qualità di Soggetto responsabile dell'IPA e a predisporre un'analisi socio-economica del territorio ed una relazione sugli esiti dell'attività di concertazione locale:
1. IPA Terre Alte della Marca Trevigiana;
2. IPA Alto Vicentino;
3. IPA Medio Brenta.
Queste nuove IPA si aggiungono a quelle già riconosciute con DGR 3517 del 6/11/2007, eccetto l'IPA Astico Leogra, in quanto i comuni ad essa appartenenti sono ora ricompresi nell'IPA Alto Vicentino. Per completezza si enumerano di seguito:
4. IPA Altopiano dei Sette Comuni;
5. IPA Ovest Vicentino;
6. IPA Area Centro Sud della Provincia di Venezia;
7. IPA Area Berica;
8. IPA Montagna Veronese;
9. IPA Basso Veronese e Colognese;
10. IPA Comprensorio Feltrino;
11. IPA Cadore Centrale;
12. IPA Pedemontana del Grappa e dell'Asolano;
13. IPA Comelico e Sappada;
14. IPA Riviera del Brenta;
15. IPA Dolomiti Venete;
16. IPA Dall'Astico al Brenta;
17. IPA Bassa Padovana;
18. IPA Sistema Polesine;
19. IPA Veneto Orientale;
20. IPA Miranese;
21. IPA Camposampierese;
22. IPA Castellana.
Oltre a queste realtà, nelle quali si è maturato o si sta maturando il processo di formalizzazione delle IPA, nei territori contermini al Comune di Roncade sono stati tenuti contatti preliminari per l'avvio dei processi istruttori e decisori volti alla ulteriore estensione dei processi aggregativi che conducono alla formazione delle IPA.
Concludendo si può sottolineare che il processo voluto dalla legge 35/2001 di creazione di un circuito di soggetti capaci di essere effettivi interlocutori della programmazione regionale in un rapporto di sussidiarietà verticale e orizzontale ad un livello territorialmente decentrato, può dirsi ben avviato anche se l'architettura complessiva deve essere completata.
Rimangono però alcuni coni d'ombra. Una prima questione riguarda la copertura territoriale: le IPA esistenti provengono prevalentemente da trasformazioni evolutive dei Patti territoriali e, pertanto, essendo questi ammissibili solo nelle aree dei Fondi strutturali, hanno riguardato poco meno della metà del territorio e circa un terzo della popolazione regionale. Vi è inoltre da osservare che la dimensione di alcune IPA è abbastanza lontana da quanto previsto con la DGR n. 2796 del 12/09/2006, con la quale si è ipotizzato che le IPA siano per tutta la Regione del Veneto complessivamente un numero variabile tra 20 e 30, affermazione dalla quale si può desumere che i valori assoluti di popolazione siano quelli delle considerazioni precedentemente sviluppate per le proposte di IPA dell'Alpago e della Val Belluna.
Nel corso dell'anno 2009 dovrà, pertanto, avvenire un processo di aggregazione delle IPA esistenti, con l'individuazione di un soggetto responsabile nei rapporti con la Regione, sia per quanto riguarda gli aspetti programmatori che amministrativi.
Inoltre, il livello della proposta delle IPA esistenti si manifesta più in termini di progetti da finanziare (molto spesso di livello urbano) piuttosto che di politiche, anche se le ultime IPA, fatte nascere specificatamente per la partecipazione al processo programmatorio regionale, sembrano avviate nella giusta strada.
Infine si richiama l'attenzione sulla necessità che le IPA, la cui funzione principale è quella di elaborare e condividere analisi economiche, territoriali, ambientali e di individuare le azioni settoriali da proporre, evidenzino in modo dettagliato nelle sintesi dei verbali dei Tavoli di concertazione le posizioni dei vari enti e categorie economiche e sociali partecipanti, con le motivazioni che hanno determinato le decisioni finali, in modo da permettere alla Regione di comprendere i problemi emersi e le conseguenti strategie.
Sotto il profilo della "governance" vi è da osservare che, una volta che il processo organizzativo avrà raggiunto una copertura territoriale significativa, sarà necessario individuare percorsi organici e strutturati di colloquio tra le istanze formulate dalle IPA e i processi di formazione dei piani di settore dei diversi comparti regionali.
Sul fronte interno regionale si rende altrettanto necessario un organico collegamento con le Segreterie e le Direzioni regionali, al fine di creare un flusso informativo e concertativo a doppio senso, sin dalle fasi iniziali di avvio dell'istruttoria per la formulazione dei DDL e degli atti di programmazione e gestione.
Tale funzione viene svolta sotto la regia della Segreteria Generale della Programmazione mediante l'attività della Direzione Programmazione.
Tutto ciò premesso, il relatore conclude la propria relazione e propone all'approvazione della Giunta regionale il seguente provvedimento.
LA GIUNTA REGIONALE
UDITOil relatore, incaricato dell'istruzione dell'argomento in questione ai sensi dell'articolo 33, comma 2° dello Statuto, il quale dà atto che la struttura competente ha attestato l'avvenuta regolare istruttoria della pratica, anche in ordine alla compatibilità con la vigente legislazione nazionale e regionale;
VISTOil regolamento CE 1083/2006;
VISTA la l. n. 662/1996;
VISTE la l.r. n. 13/1999, la l.r. n. 35/2001 e la l.r. n. 11/2004, e successive modificazioni ed integrazioni;
VISTE la d.g.r. n. 1070/2003, la d.g.r. 2796/2006, la d.g.r. 3517/2007 e la d.g.r. 953/2008;
CONSIDERATE le motivazioni esposte in premessa dal relatore;]
delibera
(seguono allegati)
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