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Bur n. 28 del 29 marzo 2016


Materia: Ambiente e beni ambientali

Decreto DEL DIRETTORE DELLA SEZIONE COORDINAMENTO ATTIVITA' OPERATIVE n. 39 del 15 marzo 2016

Enel Produzione S.p.a. Impianto Idroelettrico di Pelos: Progetto adeguamento opere per il rilascio del DMV della Diga del Comelico ai sensi dell'art.43 delle Norme di Attuazione del Piano di Tutela delle Acque richiesta di variante non sostanziale alla derivazione principale ai sensi dell'art. 49, c2 del R-D- 1775/1933 per adempimento all'obbligo del rilascio del DMV Comune di localizzazione: Auronzo di Cadore (BL) Procedura di verifica di assoggettabilità (Art. 20 D.Lgs. n. 152/2006 e ss.mm.ii., L.R. 10/1999 e ss.mm.ii., DGR n. 575/2013). Esclusione dalla procedura di V.I.A. con prescrizioni.

Note per la trasparenza

Il presente provvedimento esclude dalla procedura di V.I.A. con prescrizioni il progetto di adeguamento delle opere per il rilascio del DMV della Diga del Comelico, della società Enel Produzione S.p.a. in comune di Auronzo di Cadore (BL), ai sensi dell'art.43 delle Norme di Attuazione del Piano di Tutela delle Acque, con richiesta di variante non sostanziale alla derivazione principale ai sensi dell'art. 49, c2 del R-D- 1775/1933, per adempimento all'obbligo del rilascio del DMV.

Il Direttore

VISTA l’istanza di verifica, ai sensi dell’art. 20 del D.Lgs. n. 152/06 e ss.mm.ii., presentata dalla società Enel Produzione S.p.a., acquisita dagli Uffici del Settore VIA con prot. n. 225845 del 29/05/2015, relativa all’intervento in oggetto specificato;

CONSIDERATOche il progetto prevede l’adeguamento delle opere per il rilascio del DMV della Diga del ComelicoAuronzo di Cadore (BL), ai sensi dell’art.43 delle Norme di Attuazione del Piano di Tutela delle Acque, conrichiesta di variante non sostanziale alla derivazione principale ai sensi dell’art. 49, c2 del R-D- 1775/1933 per adempimento all’obbligo del rilascio del DMV;

PRESO ATTO che l’intervento rientra tra quelli indicati nell’All. IV alla parte II del D.Lgs. 152/2006, al n. 2 lett. m;

VISTO l’art. 20 del D.Lgs. 152/2006 ;

VISTA la L.R. n.10 del 26/05/1999;

VISTA la D.G.R. n. 575 del 03/05/2013 “Adeguamento alla sopravvenuta normativa nazionale e regionale delle disposizioni applicative concernenti le procedure di valutazione di impatto ambientale di cui alla D.G.R. n. 1539 del 27/09/2011 e sua contestuale revoca”;

PRESO ATTO che il proponente ha provveduto, ai sensi dell’art. 20 comma 2 del D.Lgs. n. 152/2006 e ss.mm.ii., al deposito di copia integrale degli atti presso il Comune di localizzazione dell’intervento, e che l’avviso di avvenuto deposito è stato pubblicato sul sito web del Settore VIA il giorno 18/06/2015 ed a partire da tale data decorre l'avvio del procedimento, come comunicato dagli Uffici VIA alla società Enel produzione S.p.a. con nota prot.n. 257317 del 22/06/2015;

VISTA la nota prot.n. 257317 del 22/06/2015 con la quale gli Uffici VIA hanno comunicato l’avvio del procedimento alla società Enel Produzione S.p.a. e contestualmente al Comune di Auronzo di Cadore;

CONSIDERATO che il progetto è stato sottoposto all’esame della Commissione Regionale V.I.A. nella seduta del 01/07/2015, durante la quale è stato nominato un Gruppo Istruttorio, incaricato dell’approfondimento del progetto;

PRESO ATTO che il gruppo istruttorio incaricato, al fine dell’espletamento della procedura valutativa, ha ritenuto opportuno e necessario svolgere un sopralluogo in data 16/07/2015, con la partecipazione degli enti interessati;

SENTITA la Commissione V.I.A. che, nella seduta del 21/10/2015, ha ritenuto di esprimere la seguente richiesta di integrazioni:

  • Sia approfondita dal punto vista economico, tecnico ed ambientale la valutazione di possibili alternative riferite a soluzioni progettuali con il rilascio del DMV in prossimità della diga del Comelico;

PRESO ATTO che gli Uffici del Settore V.I.A. hanno comunicato alla società Enel Produzione S.p.a. la richiesta d’integrazioni della Commissione VIA con nota prot. n. 439760 del 30/10/2015;

CONSIDERATO che la società Enel Produzione S.p.a. ha presentato le integrazioni richieste, con nota acquisita dal Settore VIA con prot. n. 466515 del 17/11/2015;

SENTITA la Commissione Regionale V.I.A., la quale, nella seduta del 17/02/2016, atteso che l’intervento per caratteristiche, tipologia ed entità dello stesso rientra fra le opere dell’Allegato IV alla Parte II del D.Lgs. n. 152/2006, ha condiviso le valutazioni espresse dal Gruppo Istruttorio il quale

PRESO ATTO che:

  • la diga del Comelico, ubicata in località Tudaio, sul confine fra i Comuni di Auronzo di Cadore e Vigo di Cadore in Provincia di Belluno, e realizzata nell’anno 1931, per ottemperare a quanto previsto dall’art. 43 delle Norme Tecniche di Attuazione del Piano di Tutela delle Acque, deve garantire il rilascio del DMV nel Fiume Piave;
  • in via provvisoria, il DMV viene rilasciato dallo scarico di fondo della diga, ma tale forma di rilascio non risulta idonea, infatti l’Ufficio Tecnico per le Dighe di Venezia ha più volte espresso parere negativo in sede di visita di vigilanza in quanto “… l’utilizzo degli scarichi in condizioni di parziale e limitata apertura per il rilascio del DMV costituisce modalità di esercizio anomala in rapporto alle funzioni proprie di detti organi e che pertanto dette modalità devono avere carattere temporaneo, onde evitare potenziali problemi di funzionalità degli scarichi stessi.”;
  • per ottemperare al rispetto del DMV Enel Produzione prevede lo spillamento della portata dal ponte tubo che collega la diga alla centrale di Pelos e la realizzazione di una centralina collocata a valle del ponte tubo;
  • la centralina di progetto oltre a effettuare il rilascio della portata del DMV che fino ad oggi è stata convogliata alla centrale di Pelos per la produzione di energia elettrica, consente di recupera una parte (equivalente al 27% ) dell’energia che si sarebbe prodotta con la medesima quantità di acqua alla centrale di Pelos;
  • la potenza nominale è pari a 358,3 kW, per un salto di 35,28 m e una portata massima di concessione pari a 1,24 mc/s che consentono l’ottenimento di una produzione media annuale di circa 2490 MWh,
  • che la portata utilizzata per la centralina non costituisce ulteriore prelievo, ma utilizza, una parte delle portate provenienti dai serbatoi di S.Cristina e Comelico;
  • la centralina è costituito da un’opera di presa, una condotta di derivazione in pressione, un edificio centrale e un manufatto di scarico e delle opere complementari per la messa in sicurezza dei luoghi;
  • l’opera di presa ha una sezione quadrata con lato di 150 m ed è dotata di una griglia a barre orizzontali e prosegue verso valle con una condotta circolare di diametro 700 mm;

La derivazione avviene con una tubazione in acciaio del diametro interno di 700 mm e spessore 8 mm, della lunghezza di 75 m;

  • la centrale è costituita da 2 fabbricati fuori terra di cui 1 che conterrà il locale quadri, mentre il secondo ospiterà 2 locali tecnici; è prevista inoltre la realizzazione di un volume interrato che conterrà al suo interno i gruppi di produzione, la centralina per le paratoie, la vasca di raccolta della portata turbinata e lo scarico di by-pass con la valvola di dissipazione;
  • lo scarico sarà realizzato con un canale della larghezza di 2,60 m e lunghezza 12,5 m, davanti alle vasche di raccolta, che consentirà il rilascio della portata in alveo;
  • saranno realizzate inoltre dello opere complementari per la messa in sicurezza dell’area limitrofa;

VALUTATO che:

  • il progetto ha come obiettivo l’ottemperanza a quanto previsto dall’art. 43 delle Norme Tecniche di Attuazione del Piano di Tutela delle Acque, che impone di garantire il rilascio del DMV nel Fiume Piave;
  • per la centralina non sono previsti prelievi aggiuntivi dai corsi d’acqua;

CONSIDERATO che:

  • l’Autorità di Bacino fiumi Isonzo, Tagliamento, Livenza, Piave, Brenta-Bacchiglione in data 16/07/2014 prot. 202/ B.4.11/2(2014) ha espresso parere positivo;
  • la Direzione Regionale Urbanistica e Paesaggio ha rilasciato parere paesaggistico con prescrizioni;
  • la Sezione Coordinamento Commissioni (VAS-VINCA-NUVV) con la Relazione Istruttoria tecnica n.39/2014 ha espresso parere favorevole con prescrizioni;

Riguardo alle alternative di progetto:

CONSIDERATO che:

  • per ottemperare al rilascio del DMV nel fiume Piave previsto dall’art. 43 delle Norme Tecniche di Attuazione del Piano di Tutela delle Acque sono state prese in considerazione 2 Ipotesi Alternative: l’Ipotesi A e l’Ipotesi B, escludendo la possibilità di realizzare un foro nel corpo diga per la tipologia costruttiva dello sbarramento;
  • che le due soluzioni prevedevano rispettivamente:
    • Ipotesi A: rilascio in corrispondenza dello scarico intermedio;
    • Ipotesi B: rilascio in sponda destra subito a valle del ponte tubo;
  • che nonostante i 2 punti di rilascio distino rispettivamente la soluzione A 80 m e la soluzione B 300 m dal corpo diga e che quindi sembrerebbe la prima la soluzione più idonea nel confronto delle alternative sono stati presi in considerazione diversi fattori che hanno fatto preferire l’Ipotesi B;
  • la Sezione Difesa del Suolo con nota prot. n.32662/63 del 24 Gennaio 2014 ha comunicato all’Autorità di Bacino di ”ritenere verificate le condizioni per le quali possono essere individuati obiettivi ambientali meno rigorosi rispetto a quelli previsti dall’art. 4 punto 1 della Direttiva 2000/60”;
  • che nel Parere Favorevole l’Autorità di Bacino fa presente la necessità che “la competente Amministrazione regionale, nel contesto delle attività del Piano di gestione e nel rispetto delle disposizioni di cui agli artt. 76 e 77 del D.Lgs. 152/2006, provveda alla revisione dell’obiettivo di qualità ambientale del corpo idrico immediatamente sotteso dalla diga del Comelico(codice 389_32), ……”

VALUTATA la documentazione presentata da proponente;

ESAMINATI tutti i pareri formulati dai diversi enti interessati nello specifico:

  • Autorità di Bacino fiumi Isonzo, Tagliamento, Livenza, Piave, Brenta-Bacchiglione;
  • Direzione Urbanistica e Paesaggio;
  • Sezione Coordinamento Commissioni (VAS-VINCA-NUVV);
  • Commissione Tecnica Regionale decentrata LL.PP.;
  • Sportello Unico Demanio Idrico;
  • Commissione Tecnica Regionale Ambiente;

e recepite le prescrizioni in essi contenute;

CONSIDERATO che dall’analisi della documentazione emerge che la realizzazione del progetto presentato non produce impatti significativi o negativi sulle diverse componenti ambientali, in considerazione anche delle portate rilasciate in alveo e relative al DMV;

ha proposto alla Commissione Regionale V.I.A. di escludere ai sensi del D.Lgs. 152/2006 e ss.mm.ii. il progetto alla procedura di V.I.A. con le seguenti prescrizioni:

PRESCRIZIONI

1.   Tutti gli impegni assunti dal Proponente con la presentazione della domanda e della documentazione trasmessa, anche integrativa, si intendono vincolanti ai fini della realizzazione dell’opera proposta, salvo diverse prescrizioni sotto specificate.

2.   Dovranno essere recepite ed attuate le prescrizioni fornite da Autorità di Bacino dei fiumi Isonzo, Tagliamento, Livenza, Piave, Brenta -Bacchiglione, tali prescrizioni sono state trasmesse agli uffici della Sezione Regionale Difesa del Suolo in data 16 Luglio 2014 prot. 202/ B.4.11/2(2014), di seguito riportate:

2.1   Si tenga conto della possibilità di incrementare il valore del deflusso minimo vitale, qualora questa circostanza risulti funzionale al raggiungimento/mantenimento degli obiettivi di qualità ambientale dei corpi idrici interessati;

2.2   la competente Amministrazione regionale nel contesto delle attività di aggiornamento del Piano di gestione e nel rispetto delle disposizioni di cui agli artt.76 e 77 del D.lgs 152/2006, provveda alla revisione dell’obiettivo di qualità ambientale del corpo idrico immediatamente sotteso dalla diga del Comelico (codice 389_32), in relazione alle considerazioni di fattibilità tecnica che la medesima Amministrazione ha già condiviso con la nota sopra richiamata.

3.   Dovranno essere recepite ed attuate le prescrizioni fornite da Sezione Coordinamento Commissioni (VAS-VINCA-NUVV), prescrizioni trasmesse agli uffici VIA con nota n. 93538 del 03/03/2014 di seguito riportate:

3.1   Integrare le opere dell’impianto in argomento con strutture o dispositivi in grado di consentire l’eventuale adeguamento delle portate di deflusso minimo vitale anche a valori superiori a quelli attualmente regolamentati e in coerenza con gli esiti e le verifiche del monitoraggio di cui al punto 2;

3.2   Attuare il monitoraggio (ante operam, in corso d’opera e post operam) sotto la responsabilità di un soggetto o ente terzo rispetto a quello coinvolto direttamente o indirettamente nell’attuazione degli interventi e rispetto all’estensore dello studio per la valutazione d’incidenza, sulla base di un programma di monitoraggio che sia trasmesso agli uffici competenti per la valutazione di incidenza entro 90 gg. dall’autorizzazione dell’impianto in argomento, per le opportune e imprescindibili valutazioni, e sia articolato rispetto ai seguenti argomenti:

  1. Il responsabile del monitoraggio, indicando anche tutti coloro che effettuano i rilievi;
  2. Gli obiettivi, ossia la definizione degli habitat, delle specie e dei fattori di pressione e minaccia da verificare, individuando il grado di conservazione di riferimento e i valori attesi per habitat e specie, influenza e intensità di ciascun fattore di pressione e minaccia in atto e i valori attesi;
  3. I metodi e tecniche di monitoraggio utilizzate, fornendo le adeguate istruzioni per la raccolta dei dati e le eventuali schede di raccolta dati sul campo e definendo i criteri per l’individuazione dei valori soglia e per l’attivazione di eventuali correttivi;
  4. Il disegno sperimentale, stabilendo i tempi, le frequenze, i luoghi e il cronoprogramma dei monitoraggi;
  5. I metodi e le tecniche di analisi dei dati, fissando chiaramente come saranno espressi i risultati del monitoraggio, compresi eventuali risultati intermedi attesi;
  6. I metodi utilizzati per la determinazione degli errori e per gestire le incertezze;
  7. I criteri di redazione delle relazioni sugli esiti del monitoraggio, le tempistiche di presentazione dei dati bruti e delle elaborazioni;
  8. I metodi di valutazione delle conformità dei monitoraggi;
  9. Le schede di monitoraggio per tutti gli habitat, le specie e per tutti i fattori di pressione e minaccia da verificare;
  10. Le ulteriori informazioni rilevanti ai fini del monitoraggio;
  11. I database georiferiti per l’archiviazione dei dati, comprensivi della localizzazione delle aree monitorate;

3.3   Realizzare il monitoraggio ante opera, di durata annuale, e post operam, di durata non inferiore a tre anni, fatto salvo eventuali proroghe richieste dagli uffici competenti per la valutazione di incidenza sulla base degli esiti del medesimo monitoraggio di cui al punto precedente;

3.4   Affiancare alla Direzione Lavori personale qualificato con esperienza specifica e documentabile in campo biologico, naturalistico, ambientale che dovrà documentare la corretta attuazione delle opere rispetto ai valori del sito ZPS IT3230089 “Dolomiti del Cadore e del Comelico”, e le eventuali precauzionali intraprese, predisponendo idoneo rapporto da trasmettere agli uffici competenti per la valutazione d’incidenza, congiuntamente con quello relativo agli esiti del monitoraggio in corso d’opera, per le valutazioni del caso;

3.5   Comunicare qualsiasi variazione rispetto al progetto esaminato che dovesse rendersi necessaria per l’insorgere di imprevisti, anche di natura operativa, agli uffici competneti per la Valutazione d’Incidenza;

3.6   Comunicare tempestivamente alle Autorità competenti ogni difformità riscontrata nella corretta attuazione degli interventi e ogni situazione che possa causare la possibilità di incidenza significative negative sugli elementi dei siti della rete Natura 2000 oggetto di valutazione nello studio della Valutazione d’Incidenza esaminato.

4.   Dovranno essere recepite ed attuate le prescrizioni fornite dalla Direzione Urbanistica e Paesaggio: le parti a vista della centrale, del locale di consegna e dei 3 blocchi di ancoraggio della condotta di derivazione in pressione dovranno essere rivestiti in pietra locale.

5.   Dovranno essere recepite ed attuate le prescrizioni fornite dalla Commissione Tecnica Decentrata LL.PP.:

5.1   presentazione di alcune sezioni della condotta lungo il tracciato, da eseguirsi soprattutto in corrispondenza dell’impluvio situato a monte dell’edificio centrale, tenuto conto delle indicazioni riportate nella relazione geologica;

5.2   relativamente al Piano di Dismissione, dovrà essere presentato, ai sensi del Decreto del Segretario Regionale per l’Ambiente n.2 del 27/02/2013, il computo metrico estimativo delle opere in progetto facendo riferimento al Prezziario Regionale attualmente vigente. Inoltre dovrà essere presentato l’atto di natura vincolante, richiesto al punto 3.5 del sopracitato Decreto, relativamente al mantenimento dell’edificio centrale;

6.   Dovranno essere recepite ed attuate le prescrizioni fornite dallo Sportello Unico Demanio Idrico:

6.1   I movimenti di terra dovranno essere limitati allo stretto indispensabile e condotti con modalità tali da garantire il massimo rispetto della stabilità del suolo e della vegetazione forestale esistente nelle immediate vicinanze:

6.2   Gli interventi sulla vegetazione dovranno essere ridotti al minimo indispensabile per permettere l’approntamento, lungo la strada esistente, delle sole opere di protezione e, in prossimità della centrale, della viabilità di accesso;

6.3   Le date d’inizio e ultimazione dei lavori dovranno essere tempestivamente comunicate anche alla Sezione Bacino Idrografico Piave Livenza-Sezione di Belluno.

7.   Dovranno essere recepite ed attuate le prescrizioni fornite dalla Commissione Tecnica Regionale Ambiente:

Prima della conferenza di servizi conclusiva il proponente dovrà:

7.1   aggiornare il costo totale dell’intervento (costo di realizzazione dell’impianto e piano di ripristino), tenendo conto dell’IVA al 22% e delle spese tecniche pari al 10% per le opere di ripristino, secondo quanto previsto dalla DGR N. 253 del 22/02/2012;

7.2   dichiarare la modalità di gestione delle terre e rocce da scavo, adempiendo, in relazione allo specifico caso,  a quanto previsto dalla parte IV del 152 o dall’art. 41 bis della L. 98/2013;

7.3   aggiornare il piano particellare di esproprio, indicando le superfici da asservire/espropriare , nonché le relative indennità; inoltre dovranno essere indicate e quantificate le superfici demaniali occupate; dovrà essere predisposta la planimetria completa degli interventi su base catastale;

7.4   provvedere alla consegna della ricevuta del versamento degli oneri istruttori, ai sensi dell’art. 4 della LR.  7/2011;

7.5   apporre in prossimità del manufatto centrale una targa esplicativa che descriva le peculiarità e la funzione  dell’opera;

7.6   proporre in sede di conferenza di servizi il rivestimento in pietra del locale consegna e del locale quadri,  nonché dell’eventuale parte visibile dell’edificio centrale.

8.   Dovrà essere seguita la seguente prescrizione fornita da Arpav:

La Ditta dovrà eseguire il monitoraggio in continuo delle portate di DMV scaricate con dati almeno orari e resi disponibili sul sito
https://www-entiesterni.enel.it/SDEEInternet.

CONSIDERATO che in sede di discussione la prescrizione n. 5 è stata modificata aggiungendo al punto 5.2 la frase “Detta documentazione dovrà essere presentata all’Autorità competente al rilascio dell’autorizzazione unica.”;

CONSIDERATO che nella seduta della Commissione Regionale VIA del 02/03/2016 si è provveduto all’approvazione del verbale del 17/02/2016;

decreta

1.   Le premesse costituiscono parte integrante del presente provvedimento;

2.   Di prendere atto del parere espresso dalla Commissione Regionale VIA nella seduta del 17/02/2016, in merito al progetto così come descritto nella documentazione allegata alla predetta istanza di verifica, e di escluderlo dalla procedura di V.I.A. di cui al Titolo III della Parte II del D.Lgs. n. 152/2006 con le seguenti prescrizioni:

1.   Tutti gli impegni assunti dal Proponente con la presentazione della domanda e della documentazione trasmessa, anche integrativa, si intendono vincolanti ai fini della realizzazione dell’opera proposta, salvo diverse prescrizioni sotto specificate.

2.   Dovranno essere recepite ed attuate le prescrizioni fornite da Autorità di Bacino dei fiumi Isonzo, Tagliamento, Livenza, Piave, Brenta -Bacchiglione, tali prescrizioni sono state trasmesse agli uffici della Sezione Regionale Difesa del Suolo in data 16 Luglio 2014  prot. 202/ B.4.11/2(2014), di seguito riportate:

2.1   Si tenga conto della possibilità di incrementare il valore del deflusso minimo vitale, qualora questa circostanza risulti funzionale al raggiungimento/mantenimento degli obiettivi di qualità ambientale dei corpi idrici interessati;

2.2   la competente Amministrazione regionale nel contesto delle attività di aggiornamento del Piano di gestione e nel rispetto delle disposizioni di cui agli artt.76 e 77 del D.lgs 152/2006, provveda alla revisione dell’obiettivo di qualità ambientale del corpo idrico immediatamente sotteso dalla diga del Comelico (codice 389_32), in relazione alle considerazioni di fattibilità tecnica che la medesima Amministrazione ha già condiviso con la nota sopra richiamata.

3.   Dovranno essere recepite ed attuate le prescrizioni fornite da Sezione Coordinamento Commissioni (VAS-VINCA-NUVV), prescrizioni trasmesse agli uffici VIA con nota n. 93538 del 03/03/2014 di seguito riportate:

3.1   Integrare le opere dell’impianto in argomento con strutture o dispositivi in grado di consentire l’eventuale adeguamento delle portate di deflusso minimo vitale anche a valori superiori a quelli attualmente regolamentati e in coerenza con gli esiti e le verifiche del monitoraggio di cui al punto 2;

3.2   Attuare il monitoraggio (ante operam, in corso d’opera e post operam) sotto la responsabilità di un soggetto o ente terzo rispetto a quello coinvolto direttamente o indirettamente nell’attuazione degli interventi e rispetto all’estensore dello studio per la valutazione d’incidenza, sulla base di un programma di monitoraggio che sia trasmesso agli uffici competenti per la valutazione di incidenza entro 90 gg. dall’autorizzazione dell’impianto in argomento, per le opportune e imprescindibili valutazioni, e sia articolato rispetto ai seguenti argomenti:

  1. Il responsabile del monitoraggio, indicando anche tutti coloro che effettuano i rilievi;
  2. Gli obiettivi, ossia la definizione degli habitat, delle specie e dei fattori di pressione e minaccia da verificare, individuando il grado di conservazione di riferimento e i valori attesi per habitat e specie, influenza e intensità di ciascun fattore di pressione e minaccia in atto e i valori attesi;
  3. I metodi e tecniche di monitoraggio utilizzate, fornendo le adeguate istruzioni per la raccolta dei dati e le eventuali schede di raccolta dati sul campo e definendo i criteri per l’individuazione dei valori soglia e per l’attivazione di eventuali correttivi;
  4. Il disegno sperimentale, stabilendo i tempi, le frequenze, i luoghi e il cronoprogramma dei monitoraggi;
  5. I metodi e le tecniche di analisi dei dati, fissando chiaramente come saranno espressi i risultati del monitoraggio, compresi eventuali risultati intermedi attesi;
  6. I metodi utilizzati per la determinazione degli errori e per gestire le incertezze;
  7. I criteri di redazione delle relazioni sugli esiti del monitoraggio, le tempistiche di presentazione dei dati bruti e delle elaborazioni;
  8. I metodi di valutazione delle conformità dei monitoraggi;
  9. Le schede di monitoraggio per tutti gli habitat, le specie e per tutti i fattori di pressione e minaccia da verificare;
  10. Le ulteriori informazioni rilevanti ai fini del monitoraggio;
  11. I database georiferiti per l’archiviazione dei dati, comprensivi della localizzazione delle aree monitorate;

3.3   Realizzare il monitoraggio ante opera, di durata annuale, e post operam, di durata non inferiore a tre anni, fatto salvo eventuali proroghe richieste dagli uffici competenti per la valutazione di incidenza sulla base degli esiti del medesimo monitoraggio di cui al punto precedente;

3.4   Affiancare alla Direzione Lavori personale qualificato con esperienza specifica e documentabile in campo biologico, naturalistico, ambientale che dovrà documentare la corretta attuazione delle opere rispetto ai valori del sito ZPS IT3230089 “Dolomiti del Cadore e del Comelico”, e le eventuali precauzionali intraprese, predisponendo idoneo rapporto da trasmettere agli uffici competenti per la valutazione d’incidenza, congiuntamente con quello relativo agli esiti del monitoraggio in corso d’opera, per le valutazioni del caso;

3.5   Comunicare qualsiasi variazione rispetto al progetto esaminato  che dovesse rendersi necessaria per l’insorgere di imprevisti, anche di natura operativa, agli uffici competenti per la Valutazione d’Incidenza;

3.6   Comunicare tempestivamente alle Autorità competenti ogni difformità riscontrata nella corretta attuazione degli interventi e ogni situazione che possa causare la possibilità di incidenza significative negative sugli elementi dei siti della rete Natura 2000 oggetto di valutazione nello studio della Valutazione d’Incidenza esaminato.

4.   Dovranno essere recepite ed attuate le prescrizioni fornite dalla Direzione Urbanistica e Paesaggio: le parti a vista della centrale, del locale di consegna e dei 3 blocchi di ancoraggio della condotta di derivazione in pressione dovranno essere rivestiti in pietra locale.

5.   Dovranno essere recepite ed attuate le prescrizioni fornite dalla Commissione Tecnica Decentrata LL.PP.:

5.1   presentazione di alcune sezioni della condotta lungo il tracciato, da eseguirsi soprattutto in corrispondenza dell’impluvio situato a monte dell’edificio centrale, tenuto conto delle indicazioni riportate nella relazione geologica;

5.2   relativamente al Piano di Dismissione, dovrà essere presentato, ai sensi del Decreto del Segretario Regionale per l’Ambiente n.2 del 27/02/2013, il computo metrico estimativo delle opere in progetto facendo riferimento al Prezziario Regionale attualmente vigente. Inoltre dovrà essere presentato l’atto di natura vincolante, richiesto al punto 3.5 del sopracitato Decreto, relativamente al mantenimento dell’edificio centrale;
Detta documentazione dovrà essere presentata all’Autorità competente al rilascio dell’autorizzazione unica.

6.   Dovranno essere recepite ed attuate le prescrizioni fornite dallo Sportello Unico Demanio Idrico:

6.1   I movimenti di terra dovranno essere limitati allo stretto indispensabile e condotti con modalità tali da garantire il massimo rispetto della stabilità del suolo e della vegetazione forestale esistente nelle immediate vicinanze:

6.2   Gli interventi sulla vegetazione dovranno essere ridotti al minimo indispensabile per permettere l’approntamento, lungo la strada esistente, delle sole opere di protezione e, in prossimità della centrale, della viabilità di accesso;

6.3   Le date d’inizio e ultimazione dei lavori dovranno essere tempestivamente comunicate anche alla Sezione Bacino Idrografico Piave Livenza-Sezione di Belluno.

7.   Dovranno essere recepite ed attuate le prescrizioni fornite dalla Commissione Tecnica Regionale Ambiente:
Prima della conferenza di servizi conclusiva il proponente dovrà:

7.1   aggiornare il costo totale dell’intervento (costo di realizzazione dell’impianto e piano di ripristino), tenendo conto dell’IVA al 22% e delle spese tecniche pari al 10% per le opere di ripristino, secondo quanto previsto dalla DGR N. 253 del 22/02/2012;

7.2   dichiarare la modalità di gestione delle terre e rocce da scavo, adempiendo, in relazione allo specifico caso, a quanto previsto dalla parte IV del 152 o dall’art. 41 bis della L. 98/2013;

7.3   aggiornare il piano particellare di esproprio, indicando le superfici da asservire/espropriare , nonché le relative indennità; inoltre dovranno essere indicate e quantificate le superfici demaniali occupate; dovrà essere predisposta la planimetria completa degli interventi su base catastale;

7.4   provvedere alla consegna della ricevuta del versamento degli oneri istruttori, ai sensi dell’art. 4 della LR. 7/2011;

7.   apporre in prossimità del manufatto centrale una targa esplicativa che descriva le peculiarità e la funzione dell’opera;

7.6   proporre in sede di conferenza di servizi il rivestimento in pietra del locale consegna e del locale quadri, nonché dell’eventuale parte visibile dell’edificio centrale.

8.   Dovrà essere seguita la seguente prescrizione fornita da Arpav:
La Ditta dovrà eseguire il monitoraggio in continuo delle portate di DMV scaricate con dati almeno orari e resi disponibili sul sito https://www-entiesterni.enel.it/SDEEInternet.

3.   Avverso il presente provvedimento, è ammesso ricorso giurisdizionale al Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) oppure in via alternativa al Presidente della Repubblica, nei termini e nelle modalità previste dal Decreto Legislativo n. 104/2010;

4.   Di trasmettere il presente provvedimento alla società Enel Produzione S.p.a., con sede legale in via Borgo Batteon n.9, 31029  Vittorio Veneto (TV), di comunicare l’avvenuta adozione dello stesso alla Provincia di Belluno, al Comune di Auronzo (BL), alle Sezioni regionali Difesa del Suolo, Parchi , Urbanistica, Sezione Bacino Idrografico Piave Livenza – Genio civile e Forestale - Sezione di Belluno, Sezione Geologia e Georisorse – Settore Tutela Acque, alla Direzione generale di Arpav, al Dipartimento provinciale Arpav di Belluno, al Segretariato Regionale del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali del Turismo per il Veneto, all’Autorità di Bacino dei fiumi Isonzo, Tagliamento, Livenza, Piave, Brenta –Bacchiglione;

5.   Di pubblicare integralmente il presente decreto nel Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto.

Luigi Masia

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